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Verso un nuovo paradigma dell'inclusione scolastica

disabili scuolaIl decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 66, detta delle nuove norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Questa legge è stata emanata in attuazione dell'art. 1, commi 180 e 181, lettera c, della legge n. 107/2015.

Il paradigma inclusivo

All'articolo 1 del decreto sono delineate le caratteristiche del paradigma inclusivo, che deve contrassegnare ogni scuola. In pratica, attraverso delle strategie educative e didattiche, devono essere sviluppate le potenzialità che contraddistinguono ciascuna diversità apprenditiva, presente nel contesto scolastico, con la finalità di migliorare la qualità della vita di ciascun alunno disabile. Questo scopo deve divenire uno degli archetipi fondanti dell'identità culturale, educativa e progettuale di ciascuna scuola. Inoltre, il decreto sollecita la partecipazione della famiglia dell'alunno diversamente abile e delle associazioni di riferimento alla progettualità inclusiva della scuola. L'articolo 2 afferma che le norme individuate si applicano agli alunni di ogni ordine di scuola, che presentano disabilità certificata ai sensi dell'art. 3 della legge 104/92.

I compiti dello Stato e degli Enti Locali

Nell'articolo 3 sono specificati i compiti, relativi all'inclusione, dello Stato e degli Enti Locali. Nello specifico, lo Stato assicura l'assegnazione dei docenti di sostegno alle varie scuole, del personale ATA, che provvede anche all'assistenza ai disabili (ci si riferisce ai collaboratori scolastici), e l'erogazione di risorse economiche in rapporto al numero degli alunni disabili frequentanti. Agli Enti Locali (Regioni e Comuni) spetta garantire il personale con compiti di assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale dei soggetti disabili, il trasporto dei diversamente abili e assicurare l'accessibilità e la fruibilità delle scuole poste nei territori di competenza, eliminando, per esempio, le barriere architettoniche.

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La valutazione delle scuole

Nell'articolo 4 si evidenzia che nei processi di valutazione delle scuole, ai sensi del DPR n. 80 del 2013, si terrà conto anche del grado di inclusività delle singole istituzioni scolastiche. La qualità dell'inclusione è data da più parametri, ovvero il grado di inclusività presente nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa, la predisposizione di percorsi didattici ed educativi calibrati sui bisogni educativi speciali dei diversamente abili, il coinvolgimento dei diversi soggetti, individuati dal decreto, nella stesura e nell'attuazione del Piano Annuale d'Inclusione, le attività formative predisposte per i docenti sulle tematiche dell'inclusione, la valorizzazione delle competenze possedute dai docenti relative alle diverse abilità e l'utilizzazione di strumenti condivisi per la valutazione degli apprendimenti dei soggetti disabili.

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