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L’impatto dei web-tutorial sull’apprendimento a distanza

FADGli studi sulla didattica della formazione a distanza hanno seguito l’andamento e lo sviluppo delle tecnologie, dalla corrispondenza, alla radio, alla tv, al computer. Oggi che l’attenzione è centrata sul processo, non sfuggono all’osservatore nuove pratiche di condivisione del sapere, in particolare attraverso tutorial autoprodotti disponibili on line. Con le dovute distinzioni, queste risorse possono essere utili anche in ambito scolastico o come supporto per lo studio autonomo.

The studies about teaching of distance learning have followed the trend and development of technologies, from mail to radio, TV and computer. Today that the attention is centered on the process, it may be useful take into account new practices of sharing knowledge through auto-produced tutorials, available on the net. With the necessary distinction, these resources may be useful at school or as a support for an individual learning.

Introduzione

La principale caratteristica della Formazione a Distanza (FAD) è quella di superare la condizione di compresenza tra docente e discente nei processi di apprendimento. Già nell’Inghilterra del 1800 ci sono esempi di FAD attraverso testi scritti inviati per posta: era una modalità educativa, destinata agli adulti, generalmente pensata per vincere l’isolamento geografico e il forte tasso di analfabetismo. Si può notare che fin da allora la “trasportabilità” dell’insegnamento permetteva di superare un problema di “rarità”, cioè rendeva disponibile risorse specializzate in luoghi dove altrimenti non sarebbero state presenti.

L’evoluzione della formazione a distanza segue lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e, di conseguenza, diventa fruibile attraverso la radio, il telefono, la TV, i supporti di memoria esterni (audiocassette, CD, DVD), risolvendo un secondo problema legato all’educazione a distanza: la distribuzione su larga scala, cioè la possibilità di offrire formazione a un numero molto alto di persone.

L’ultima tappa dello sviluppo della FAD è la formazione mediata dal computer. Il ricorso alle tecnologie multimediali e Internet rende possibile la soluzione di un terzo problema legato ai precedenti mezzi di diffusione: l’isolamento dello studente, la comunicazione interpersonale con il gruppo classe e con il docente, l’attivazione di dinamiche che si svolgono in tempo reale.

La formazione ai tempi di internet

Nel tempo si è visto come la sofisticazione della tecnologia abbia permesso passaggi cruciali: dal concetto di automa (la macchina che sostituisce l’uomo) a quello di “strumento” (il caso del personal-computing), fino ad arrivare oggi al networking-computing, che vede la macchina non come nemica dell’uomo, ma come unico ambiente e mezzo per la comunicazione e l’informazione. Quest’ultimo passaggio ha preso avvio a partire dagli anni ’90, parallelamente allo sviluppo di Internet e alla graduale evoluzione di una tecnologia opaca, ovvero una macchina che funziona in modo facile, nascondendo all’utente la complicazione del suo linguaggio, che non richiede un uso specialistico, ma un approccio facilitato grazie all’inserimento di icone intuitive.

Il grande cambiamento, avviato con la prima interfaccia grafica Machintos di Apple, è oggi pienamente realizzato: quasi nessuno guarda alla macchina come a una minaccia, ma usa tecnologie miniaturizzate, che comunicano tra loro, che sono indispensabili per svolgere molte attività quotidiane. Il concetto di automa è ormai lontano nel tempo.

Gli ambienti di apprendimento virtuali, non solo realizzano in modo perfezionato il distributed learning, ma sono in grado di colmare la distanza fisica che c’è tra docente e discente, permettendo la sincronia della comunicazione, l’interazione verbale e visiva, assieme a un feedback immediato che sembra addirittura più spontaneo di quello che si può avere in presenza, poiché la comunicazione mediata in forma scritta (sincrona o asincrona) eliminerebbe nel discente il timore di sbagliare o la remora di porre domande banali.

Quest’ultimo sviluppo della FAD sembra davvero richiudere il cerchio, riportando in gioco elementi tipici della comunicazione in presenza.

 


Autrice: Daniela Pasqualini, laureata in Scienze pedagogiche, è docente di ruolo nella scuola Secondaria Superiore. Si occupa di didattica dell’arte, pedagogia speciale e formazione multimediale, nel cui ambito ha svolto attività di docenza presso l’Accademia Lingustica di Genova e la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze.

copyright © Educare.it - Anno XVI, N. 12, dicembre 2016

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