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Inclusione sociale e principi di solidarietà: la scuola davanti alle sfide del presente

scuola democraziaLeggere il presente attraverso la categoria della complessità è necessario, ma occorre anche interrogarsi su quale umanesimo si vada configurando, se e come i processi della vita sociale possano essere governati. A partire da una lettura ampia dello scenario attuale, l’articolo si sofferma in particolare a delineare per la scuola un ruolo di officina “educativa di inclusione e democrazia”.

Introduzione

Di questi tempi comprendere la natura umana non pare scontato. I processi di complessità che aggrediscono i contesti umani e sociali e che collegano l'immaginario comune alla percezione di un futuro tangibilmente negativo, portano ad interrogativi irrisolti.
Ancora una volta ci si chiede quale sia davvero il significato dei tanti episodi di scontro razziale, di illogica contrapposizione umana e culturale, di insanabile avversità geopolitica. Fa pensare che nel prossimo futuro i nostri nipoti ci giudicheranno per le politiche di accoglienza stentate e parcellizzate che stiamo applicando in Europa, con difficoltà sempre maggiore a causa di una paura diffusa e costante che non lascia spazio ad idee nuove.
Come è possibile che la scienza, la cultura millenaria umana, le nuove frontiere del sapere e il tesoro storico custodito dall'arte non siano riusciti ad insegnarci qualcosa di fondamentale per la gestione delle sfide del futuro complesso? Come è possibile che ancora oggi il valore precipuo siano individuati in un muro invalicabile che “protegge” e nel confine nazionale che“ conserva”, in nome di una sostenibilità sociale di un fenomeno migratorio non più contenibile? E' ben vero che lo Stato, per quanto tenacemente attento, riesce ad agisce solo entro a limiti normativi che non rispondono più all'epocale sconvolgimento in atto. Assistiamo a fatti di cronaca che rimbalzano nell'opinione pubblica come echi assordanti di conflitti incessanti e pertanto necessari (1).

Qualcosa non va. La ricerca da fare per avere un minimo di risposte è ancora una volta di tipo culturale e di senso. A ciò si potranno, forse, aggiungere significati nuovi.

Il nuovo Uomo

Gli osservatori del presente devono riconoscere il paradigma dell'accelerazione: tutto cambia per necessità, anche a causa dell'impatto della rivoluzione digitale, grazie alla quale entro i prossimi trent'anni avremo verosimilmente un'intelligenza non biologica confrontabile all'intelligenza umana. Molto probabilmente l'era nuova sarà quella della Singolarità, dove si verificherà una fusione tra l'intelligenza umana e quella artificiale. 


 

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.

Autrice: Mariacristina Grazioli, dirigente scolastico, si occupa di migrazione, educazione adulti, internazionalizzazione ed innovazione strategica. Ha svolto attività di formatore esperto per Dirigenti scolastici e Direttori dei servizi generali e amministrativi. Attualmente sta sviluppando un progetto su migrazioni e innovazione strategica

copyright © Educare.it - Anno XVII, N. 4, aprile 2017
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