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Mi chiamo Matteo.
Conosco bene ormai la mia casetta: intendo quella in cui sono entrato
addormentato, in braccio al mio papà, con mamma al seguito,
qualche giorno dopo la mia nascita. Lo ammetto dormivo, ma era solo per
poco tempo, statene certi! Tutto era pronto, perché ci
vivessi con loro: la culla, le pareti della mia stanzetta decorate con
le barchette colorate, che mamma doveva essersi divertita a dipingere,
il sole da accendere e spegnere a mio piacimento, sul soffitto, scelto
dal papà che ha la passione per certi colori caldissimi,
proprio come me, del resto!
A proposito mi presento: mi chiamo Matteo. Ormai ho passato l'anno e
sono grande! Mi muovo con una certa sicurezza! E ho
individuato i posticini proibiti, che, se ci vado, so che devo stare
attento, attento... prima che la voce di mamma e il suo abbraccio mi
convincano che... no, non è una buona idea stare
lì, che c'è sempre di meglio da scoprire!
Un cane
Anche la casa dei nonni non è niente male quanto a posticini
proibiti! Ci sono un sacco di pericoli. Scale che io salgo e scendo
ormai, ma ...faglielo capire a loro che sono abbastanza
abile: si sentono così responsabili, i nonni, che una manina
gliela devo dare, così sto a posto io e loro si sentono
tranquilli! E che dire del cane del nonno che mi scodinzola appresso!
Ci guardiamo negli occhi: siamo alla stessa altezza e lì
devo dire sono un po' perplesso, non mi sorride mai e faccio
fatica a capirlo, perciò lo osservo con cautela e credo sia
davvero meglio per tutti e due che lo chiudano nel recinto. Lui mi
riguarda, io lo riguardo. Dietro la rete, mogio mogio, è in
prigione e lo capisco: deve sentirsi come me dietro le sbarre del
lettino! Meno male che adesso papà me ne ha fatto uno
piccolo e basso, in legno,come quello dei nani di Biancaneve, dice la
mamma. Da cui posso salire e scendere quando voglio. Per il
cane credo sia una faccenda diversa...
Ci vuole un aiutino
Se voglio tuffarmi nell'erba morbidissima, devo imparare a
scendere un bel gradino del grande portico. Ieri
però mi sono trovato una strategia, da solo, mi appoggio ad
una colonna e scendo: mitico! Basta che si fidino un po' di me e...
vedranno cosa imparo. La nonna, che ho ringraziato con uno
sguardo per avermi lasciato fare, è rimasta di sasso a
guardarmi: era incredula. Lo so , non pensava che ce la facessi ed era
anche pronta a stendermi la mano. E' rimasta ferma così per
un po'., tanto che ho pensato; adesso è lei che
deve trovare forse il coraggio di scendere il fatidico gradino! Niente.
Non accennava ad un passo, forse ad aver bisogno di qualche
aiutino era lei. Così sgambettando mi sono avvicinato, le ho
preso la mano e l'ho accompagnata un pochino: la faccenda ha
dato i suoi frutti. Dopo qualche momento sgambettava anche lei felice
ripetendo: “Grazie bimbo bello!”
Non so perché adesso racconta di questo aiutino a
tutti: se fossi in lei non farei sapere di aver tutti quei problemi a
farsi un saltino!
“Mamma mia, adesso mi sono sporcato! Qualcuno mi cambi il
pannolino, per favore!”. Ne va della mia dignità.
Devo ammetterlo: purtroppo per questo ho ancora bisogno di loro. Dei
grandi. Ma presto troverò una soluzione più
onorevole, per far-da–me!
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