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Che strano periodo è l'adolescenza. Spesso sento che viene definita come l'età più bella della vita, l'età della spensieratezza, delle scoperte. Ma saranno poi solo questi sentimenti soavi e sbarazzini e capricciosi, talvolta temerari e testardi a prendere posto pian piano nel mio cuore!?
Non saranno invece le insicurezze, le inquietudini, i cambiamenti a far si che l'adolescenza sia uno dei momenti più perduti, folli persino... E sarò poi pronta ad accettarli questi cambiamenti?!
Già sento qualcosa è diverso dentro di me, ma è un processo lento, che non riesco a comprendere... E mi prende di sorpresa...
L'adolescenza, non si sa quando inizia, né quando finisce, ma è quasi traumatica, ti separa da qualcosa che poi sai non tornerà più, l'infanzia, non potrai tornare indietro e poi va avanti, senza fermarsi, e tu lì, che subisci questa trasformazione del tuo corpo, della tua mente, del tuo pensiero, e ti chiedi perché e come, e non sai rispondere, nessuno ti sa rispondere; sembra che il mondo ti
caschi addosso...
Non so, già mi sento confusa... Ma forse è proprio questo che mi preoccupa di più dell'adolescenza, lasciare andare, filtrare, seppellire il nostro animo infantile, che leggero come ali, ci ha guidato fino ad ora... E' come perderlo per poi ritrovarlo, come un sussulto, tra una brezza gelida o un semplice raggio che scompare, e si apre un tremolio, ma noi troppo cresciuti, convinti di essere ormai troppo grandi per badare al proprio istinto lo soffochiamo, lo opprimiamo, continuiamo come nulla fosse accaduto...
C'è un periodo critico, probabilmente solo perché ci guida a quella che è la realtà, quella vera, ci distoglie da quella finta felicità infantile... Oppure, è proprio un ultimo scorcio di essa in cui tutto ci sembra possibile e realizzabile
in cui ci sembra di essere un gabbiano ...
Ma quanto è difficile, proprio perché ci sentiamo così pieni di noi, continuare il rapporto con chi ci sta più vicino... Basta una parola, per farci diventare scintillanti, nervosi, quasi potremo scoppiare; oppure ritorniamo a quello stato dolce, tranquillo, malinconico.
E' come un corridoio, l'adolescenza, con porte a destra e a manca, ma quale sarà quella giusta? 0 forse un cielo, in un mezzogiorno autunnale, quante nuvole, e uccelli, con le loro sagome grigie anche se talvolta a dare sicurezza, o nuova incertezza, una nuvola bianca, infinita, scolpita...
Eppure sono ancora così confusa...
Mi capita, a volte, di guardare la luna, e un pensiero, attraente, mi coglie d'improvviso; la vita, il suo mistero, passa va e ritorna, nei ricordi, tutta d'un tratto per poi essere cancellata...
E allora sento una gioia irresistibile che esplode, ma non so se è proprio gioia, mi verrebbe da conquistare il mondo oppure una
voglia irresistibile di restare sola e di piangere.
E allora, tutti questi pensieri che affollano e schiariscono la mia mente, si fermano un attimo, come per guardarsi attorno, e decidono di vivere giorno per giorno questo periodo della vita che è veramente il più sfuggente...
Forse proprio per tutti questi pensieri che mi mostrano il mondo diverso da come lo immaginavo, perché è come una nuova vita.
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