
C’era
una volta una banana.
E
un bambino che si chiamava Rocco
Rocco
ogni giorno andava a scuola.
Nello
zainetto metteva tutte le mattine dolcissime merendine.
La
banana ogni mattino sperava di essere scelta… ma non accadeva
mai.
Un
mattino, riuscì ad infilarsi da sola nello zaino.
Era
così felice di andare a scuola che non stava più
nella buccia.
All’ora
della merenda, suonò forte la campanella. Driin – driin
– driin.
Tutti
contenti i bimbi frugavano nel loro zainetto alla caccia della
merenda.
Anche
Rocco aprì lo zaino. Vide la banana sorridente, ma senza
pensarci due volte la ricaccio’ all’angolino buio coprendola di
quaderni e libri.
La
banana era molto triste.
Si
chiese come mai?
Cosa
c’era in lei che non andava?
Anche
il giorno seguente… accadde la medesima cosa.
Intanto
la banana cominciava a cambiare colore, diventava scura e molle.
E soprattutto, era sempre piu’ triste.
Il
terzo giorno, all’ora della merenda, si fece coraggio.
Si
creò spazio fra quaderni e libri e domando’ a Rocco:
-
”Perché non mi mangi?”
- “Cos ’ho che non ti piace?”
-
“Taci per favore e resta giu’” rispose con tono seccato Rocco
- ”Non vedi che hanno tutti gustose merendine?”
- “Qui nessuno mangia la frutta!!”
- “Non darmi più noia”
-
“Certo saranno gustose ma fanno male lo sai?” Gli disse gentilmente
il piccolo frutto.
Il
bimbo non rispose, come se la voce della natura non contasse nulla.
La
banana si raggomiltolo’ sul fondo dello zaino. Era più
triste che mai. Ormai era tutta marrone e si sentiva sempre piu’
debole.
Suono’
l’ultima campanella, Rocco prese il suo zaino e andò verso
casa.
Quando
giunse sul ponticello sopra il torrente apri’ lo zaino infilo’
la mano sul fondo e prese la banana.
-
“Fai merenda con me?” gli domandò.
- “No.” Rispose il bimbo.
- “Allora perché mi hai tirata fuori? Sono stanca e debole.”
-
“Sono stufo di portarti avanti ed indietro” e con un forte lancio
la getto’ lontano, nell’acqua del torrente.
La
banana non si fece male. Il fresco dell’acqua le piaceva. Mentre
giocava con le piccole onde e gli scivoli delle pietre la corrente
la trasportava lontano.
Fece un lungo viaggio.
Arrivò fino al mare.
Pesciolini luccicanti e animaletti dell’acqua la scambiarono per
una bellissima barchetta.
Giocarono
insieme per tutto il giorno e tutta la notte. La banana era finalmente
felice. Ma quando pensava a Rocco le tornava un po’ di tristezza.
I
pesciolini chiesero alla banana
-“da dove vieni?”
E lei rispose
-“Dalle montagne, ho viaggiato tanto attraverso il fiume, dopo
che un bambino che di non ne voleva piu’ sapere mi ha gettato
nel fiume”
I pesciolini si guardarono stupiti e si chiedevano come mai quella
fortuna era capitata a loro, e non seppero spiegarsi come mai
il bambino non l’aveva tenuta per sé……………
Finale
alternativo
(Il
mattino seguente Rocco mise nello zianetto la solita succulenta
merendina. La mamma gli domandò: - “Dove è finita
la banana?”
“…………L’ho mangiata :-)...............”
Il
libro:
Anche gli specialisti evidenziano che l’aspetto alimentazione
del bambino è un grosso problema, dimostrato dal numero
di bambini obesi in continua crescita. Molte scuole stanno facendo
campagne contro le merendine, ma il percorso per ovvie ragioni
è molto duro. Questa breve storiella, è un fatto
realmente accaduto, condito dalla fantasia per renderelo piu’
a misura di bambino. Forse ancora una volta un libro potrebbe
dare il suo contributo per cercare di andare in una direzione
ancora troppo poco nota.
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