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TI RACCONTO ...

In Educare.it uno spazio dedicato al racconto.
Brani scritti dai grandi per i piccoli, da ragazzi per altri ragazzi e per tutti gli adulti che hanno voglia di ascoltarli.
Nei brevi racconti che pubblichiamo vogliamo leggervi lo sforzo di crescere e di trovare il proprio senso nel mondo, oppure il momento della memoria, ciò che unisce - nella trama delle esistenze - il presente al passato ed ai giorni a venire.

 

MARIO

di Paolo Monformoso

In un reparto per malati cronici dell'ospedale di una città vicina alla nostra c'era una stanza a due letti. Uno era occupato da un anziano signore che attraversava, senza saperlo, la fase terminale della malattia che lo aveva colpito, mentre l'altro letto era occupato da un uomo di mezz'età che sapeva di essere nella stessa condizione e, pur senza soffrire, si lamentava in continuazione del suo stato. Non passava giorno senza che chiedesse a se stesso e agli altri, almeno sette volte, perché era stato così duramente punito, e cosa aveva mai potuto fare di tanto grave da giustificare il destino con lui tanto crudele. Non pensava mai ad altro e, quando apriva bocca per parlare, nessun'altra parola gli usciva se non per lamentarsi e lamentarsi, anche, per il fatto che il vecchio accanto a lui, pur soffrendo dolori atroci, non si lamentava mai. Il suo comportamento era così esasperante da spingere persino sua moglie e sua figlia a diradare il più possibile le visite per evitare di doverlo sopportare a lungo. Non aveva più voglia di fare nulla, e questo gli dava ancor più tempo per lamentarsi.
Una notte, dopo una serata durante la quale era stato particolarmente insofferente e ripetitivo nel suo commiserarsi, si sentiva completamente senza forze quando, all'improvviso, l'anziano signore al suo fianco fu colto da spasmi così acuti e lancinanti da costringerlo ad alzarsi dal suo letto per offrirgli il suo aiuto. Più il vecchio torceva i muscoli del volto per il dolore, più lui si sforzava per aiutarlo a superare la crisi. Per un lungo tempo, prima dell'intervento del personale sanitario, gli era sembrato che la vita dell'anziano paziente fosse legata solo al suo intervento; sentì fortemente il valore del suo aiuto e, quando il vecchio si riprese, provò una sensazione di sollievo per lui molto strana. Il mattino successivo il suo umore era completamente rinnovato, e a tutti coloro che gli facevano visita ripeteva di non essersi mai sentito così in vita sua e che, anzi, l'episodio della notte precedente era stato uno dei pochi momenti della vita per cui poteva dire che era valsa la pena l'aver vissuto.
Finalmente anche la moglie e la figlia si sentirono sollevate e, tutti, ebbero la speranza che dall'indomani la vita sarebbe cambiata. La sera, prima di addormentarsi, si volse verso l'anziano al suo fianco e gli disse: "Grazie tante. Buona notte".
Il mattino dopo l'infermiera lo trovò immobile nel suo letto: il male incurabile aveva avuto il suo esito durante la notte.
Mario aveva il sorriso sulle labbra, ma molti si chiesero a lungo il perché.

 


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