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TI RACCONTO ...

In Educare.it uno spazio dedicato al racconto.
Brani scritti dai grandi per i piccoli, da ragazzi per altri ragazzi e per tutti gli adulti che hanno voglia di ascoltarli.
Nei brevi racconti che pubblichiamo vogliamo leggervi lo sforzo di crescere e di trovare il proprio senso nel mondo, oppure il momento della memoria, ciò che unisce - nella trama delle esistenze - il presente al passato ed ai giorni a venire.

 

PAPA' TONINO

di Alberto Sarpato

Mio papà si chiama Tonino ed ha circa una quarantina d'anni, è alto come un giocatore di basket e forte come un leone pronto ad affrontare ogni pericolo.
Ha i capelli neri come la pece e sembrano i folti aculei di un riccio, li porta diritti e quando lo vedi sembra che sia stato fulminato dalla corrente elettrica.
Ha gli occhi marroni con le pupille nere e assomigliano ai grandi occhi dei "Simpson".
Il naso è schiacciato e regolare e sembra una castagna gigante, le orecchie sono grandi e immense e appaiono come delle piccole imbarcazioni degli uomini primitivi.
La bocca è di colore rosso rosato e le labbra assomigliano a due ponti di legno costruiti nell'era preistorica.
Le sopracciglia sono curve e perfette come gli archi degli Etruschi, le braccia sono muscolose come quelle del più forte gladiatore romano, le gambe sono lunghe e forti come il grande collo di un brontosauro.
Di solito gli piace mettersi i jeans sportivi a casa, per andare a lavorare invece una maglietta ed un giaccone di pelle.
La voce di mio papà è tranquilla quando è sereno, ma quando si arrabbia può farsi sentire per tutto l'universo quasi da sembrare un leone quando ruggisce.
A volte è come un camaleonte che secondo il momento cambia tono di voce. Vive con me, con mia sorella Annachiara e con la mia mamma Gabriella già da tredici anni.
E' ragioniere, in una conceria ma si occupa della parte commerciale e alcune volte viaggia per andare all'estero a vendere le pelli.
Talvolta mi fa piacere e alcune volte no, perché vorrei che rimanesse a casa a farmi compagnia e a portarmi al cinema.
Quando torna a casa dal lavoro è molto stanco; alcune volte a mezzogiorno non viene a casa a mangiare perché ha dei clienti da portare a pranzo e deve stare con loro.
Di solito gli piace guardare il telegiornale, perché non vuole mai perdersi le notizie del giorno.
La domenica ha più tempo e gli piace vedere in TV i programmi di sport. Durante la settimana non gioca mai con me, forse perché è troppo affaticato e non ne ha voglia.
Così si dimentica di guardarmi i quaderni e io glieli faccio vedere solo quando prendo un bel voto nelle verifiche.
Mio papà è un amante degli orologi e a casa ne ha una grande collezione e la tiene con cura nel cassetto del suo comodino.
Quando siamo a casa i miei genitori non ridono e scherzano, lo fanno solo quando arriva gente forse perché sono stanchi.
Il papà si arrabbia con me quando non metto in ordine i giochi di mia sorella oppure se gli rompo qualcosa di suo o quando non faccio quello che vuole lui.
Vorrei che mio papà fosse meno nervoso e fosse più tranquillo e si arrabbiasse un po' meno, perché ho paura di essere sgridato e di non sapere fare quello che vuole e devo sempre fare quello che dice lui mai quello che ho intenzione di fare io.
Talvolta sono triste perché ogni giorno devo sempre lavorare e sono stufo di fare quello che mi dicono.
Mio papà ha un grande desiderio che è quello di riposare il sabato e la domenica. lo vorrei invece che mi portasse al cinema, che giocasse con me e che mi lasciasse andare a giocare con i miei amici.
Mio papà ha sicuramente un grande desiderio che io diventi più ubbidiente e meno pigro.
Caro papà adesso ti posso spiegare perché sono così disubbidiente e un grande pigrone. Sono convinto che se mi lasci più libero di giocare e leggere sarei più felice e meno svogliato. Sarei più ordinato e potrei tenere senza "tormentoni" mia sorella.
Io sono un bambino orgoglioso e qualche volta potresti dirmi che sono bravo a giocare a calcio o a scuola soprattutto in storia e nella lettura e che sono bravo a fare le cose che solo i grandi sono capaci di fare.
Io non vorrei mai cambiarti con nessun papà al mondo perché sei l'unico papà che mi può portare in tutte le parti del mondo e che ha sempre delle belle idee e novità.


Alberto Sarpato è uno studente della Scuola Elementare di Locara - San Bonifacio (VR)

Questo racconto è stato segnalato nella categoria "scuola elementare" del concorso "RacDisGiò 2000", promosso dal Distretto Scolastico n. 30, dal Comune e dall'Informagiovani di San Bonifacio (VR).
E' pubblicato su Educare.it per gentile concessione del Comitato Organizzatore.

 


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