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TI RACCONTO ...

In Educare.it uno spazio dedicato al racconto.
Brani scritti dai grandi per i piccoli, da ragazzi per altri ragazzi e per tutti gli adulti che hanno voglia di ascoltarli.
Nei brevi racconti che pubblichiamo vogliamo leggervi lo sforzo di crescere e di trovare il proprio senso nel mondo, oppure il momento della memoria, ciò che unisce - nella trama delle esistenze - il presente al passato ed ai giorni a venire.

 

IL PESCIOLINO FORTUNATO

di Roberto Schrro

Fast era un pesciolino che, senza sapere come, si ritrovò dentro un acquario di un negozio di pesci. Nuotava, nuotava, ma inevitabilmente finiva per sbattere il muso contro una superficie che non riusciva a vedere. Così certe volte finiva per innervosirsi e iniziava a muoversi velocemente cambiando spesso direzione a destra e a sinistra con scatti nervosi. Non aveva compagni nel suo acquario quando un giorno… io entrai nel negozio. Avevo deciso di comprare un bel pesciolino. Iniziai a girare e a guardarmi intorno, ma non ero per niente affascinato; erano tutti perfetti erano fermi erano tutti dello stesso colore; ma ad un certo punto mi girai ed in un angolo buio mai spolverato, vidi un pesciolino dentro un acquario con il vetro sporco e appannato .
Sembrava che un muro lo rinchiudesse. Però attraverso quella fitta barriera, mi accorsi che mi guardava con occhi che ti penetravano dentro. Mi faceva le boccacce, cercava di parlarmi.
Aveva qualcosa di strano che mi piaceva; aveva una coda gialla e per finire rossa e delle sfumature arancioni. Era bello, ma allo stesso tempo capì che era triste e solo. Avevo paura, avere avuto sempre intorno a me pesci perfetti e non di tutti i colori, ma quel pesce mi affascinava. Era allo stesso tempo grande ma piccolo dentro.
“aiutami!” ecco cosa cercava di dirmi, ma sapevo che da solo io non sarei mai riuscito; decisi di comprarlo e portarlo a scuola.
C’è voluto tanto per fare un piccolo oblò per vederlo meglio. I primi giorni erano difficili; tutti
avevano paura del suo comportamento, come allo stesso tempo lui aveva paura della nostra diversità, ma quegli occhi grandi fecero cambiare idea a tutti, anzi bisticciavamo per chi doveva stare con lui, per chi gli doveva dare da mangiare per chi lo doveva accudire e per chi doveva giocare con lui.
Gli mancava per il nome e decidemmo di chiamarlo “FAST” che in inglese significa veloce e lui lo è e perché le iniziali ci ricordavano:
la F di felicita
la A di armonia
ma allo stesso tempo la S di solitudine
e la T di tristezza che il suo mondo racchiudeva.
Piano piano l’oblò si apriva sempre di più. Un giorno, alla ricreazione ci siamo seduti vicino a lui e iniziammo ad imitarlo. Tutti cominciavano a ridere e la sua faccina quasi quasi rideva con noi!
Da quel giorno FAST non sbatteva più contro il vetro, ma rimaneva tranquillo nuotando da una parte all’altra. Sembrava quasi che seguisse la lezione con noi. Era sempre contento quando gli davamo da mangiare. Ormai il vetro è pulito anche se per il nostro pesciolino il vetro lo racchiude sempre, ma con ogni minuto che passa si può dire che FAST certamente non è più un pesce solitario e diverso ma è uno di noi!


Autore: Roberto Schrru, II^ media, scuola Rosas di Quartu S. Elena (CA). La storia racconta in modo fantasioso l'esperienza dell'aiuto con un compagno autistico. E' pubblicata su Educare.it per iniziativa dell'insegnante M.Gabriella Olianas.

 


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