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Pomino è un piccolo Pomodoro di Mare, rosso,
paffuto e simpatico. La sua casa è uno scoglio in riva al mare, dove le onde
battono avvolgendolo ogni giorno di acqua frizzante e spumeggiante. Pomino non
vive solo, assieme a lui abitano sullo scoglio anche ricci, cozze grandi e
piccole... e una colorata foresta di alghe. Una mattina, molto presto, Pomino apre gli occhioni, guarda
il mare, così grande, così silenzioso, così brillante alla luce nebbiosa
dell’alba, e non resiste alla tentazione di lasciarsi andare. Pomino ha
deciso: questa mattina partirà per la sua avventura... andrà ad esplorare il
mare! Detto, fatto: stacca il suo grosso piedone dallo scoglio,
che è stato sempre la sua unica casa, e un’onda lo avvolge e lo trascina
dolcemente con sé. Comincia così la meravigliosa storia di Pomino. Miliardi di bollicine bianche e soffici lo accarezzano
facendogli il solletico, e lui non può fare a meno di ridere. Poi, pian
pianino, le bollicine spariscono, l’acqua diventa trasparente e limpida, e
Pomino riesce finalmente a distinguere quello che ha intorno: "Ma è
fantastico qui dentro!", esclama Pomino, che aveva a lungo contemplato la
superficie del mare, ma non ci si era mai immerso dentro prima d’ora.
La curiosità sua è grande: vuole conoscere le creature
strane che abitano il mare e scoprire tutti i loro segreti. Sbirciando tra gli scogli, in mezzo alle folte foreste di
alghe, scorge uno strano animale, che per la verità sembra essere piuttosto
timido: se ne sta rintanato nella sua casetta dentro lo scoglio e sembra non
avere nessuna voglia di essere disturbato. Ma Pomino, che invece timido non lo
è per nulla, si avvicina di corsa e lo ricopre di domande: "Ciao, io mi
chiamo Pomino….sono un Pomodoro di Mare. Tu chi sei? Vuoi fare
amicizia con me? Vuoi venire con me ad esplorare il mare?". "Io sono
Dino, il Dattero di Mare"- risponde quello con una vocina flebile
e tremula- "….Nooo, non verrei per nulla al mondo lì fuori! Preferisco
di gran lunga starmene tranquillo e sicuro nella mia roccia…..mi dispiace, a
me non piacciono le avventure!".
Un po’ contrariato, Pomino, continua la sua
perlustrazione. Poco dopo scorge nell’acqua un pesciolino davvero curioso:
tutto rosso, con una strana testa nera. Questa volta è il pesciolino ad
avvicinarsi a Pomino, e, porgendogli la pinna si presenta: "Ciao, sono un
Pesciolino Rosso... il mio nome è Peperoncino, ma gli amici mi
chiamano Pipino!". "Oh, ciao! - risponde Pomino entusiasta per il
nuovo amico appena incontrato - io mi chiamo Pomino, sono un Pomodoro di Mare...
sono
un tipo avventuroso ed ho deciso di esplorare il mare, ti va di venire con
me?"... E così i due ripartono più allegri di prima, perché ora
entrambi hanno un amico con cui condividere l’avventura!
Scrutando nel mare, Pomino scorge uno splendido essere
trasparente che si muove sinuoso ed elegante, pulsando nell’acqua, e
danzando con le enormi braccia ricciolute. Intimorito ed affascinato, Pomino
rimane come incantato a fissarlo, ma quello non sembra accorgersi per nulla
dei due coloratissimi amici, e continua imperterrito la sua morbida danza nell’acqua.
"Quella è Idra – afferma Pipino, con fare da esperto- è una Medusa.
Se ne va sempre in giro distratta, senza fare caso a nessuno. Sale, scende, va
di qua e di là, lasciandosi trascinare dalle correnti... e non si ferma
mai."… Pipino non fa in tempo a terminare la frase, che già Idra è
lontana, e i contorni del suo corpo trasparente si confondono nell’azzurro
dell’acqua.
Ridacchiando e commentando lo strano incontro, Pomino e
Pipino continuano la loro esplorazione scendendo lungo la roccia e spiando tra
i buchi e le alghe. I due giocano, si inseguono e si divertono davvero un
mondo, finché Pipino, distratto dal tanto ridere, urta con il fianco su
qualcosa. "Attenti, attenti,….ma che fate? Non mi avete visto?",
sbotta una voce stridula e sibilante. "Oh, ci perdoni, signore – cerca
di scusarsi Pipino – non l’avevamo proprio vista!"….Pomino e Pipino
si sono appena imbattuti in Sir Ippo, il Cavalluccio Marino: un nobile
panciuto, con una cresta riccioluta sulla testa e portamento fiero. Sir Ippo
se ne sta diritto e sdegnoso nell’acqua, tenendosi forte ad un rametto con
la coda, e, quando parla, la voce stridente, ma impostata, gli vien fuori da
una bocca lunga e stretta che sembra una trombetta. "Fate attenzione a
non urtarmi, per favore, custodisco i miei piccoli nella pancia, in attesa che
nascano... e quindi devo essere molto cauto!". I due amici si scusano di
nuovo, e, prima di andar via, fanno tanti auguri a Sir Ippo, che sta per
diventare papà. Poi proseguono il loro cammino.
Pipino decide di condurre l’amico a conoscere l’animale
più strano che abbia mai visto... o forse dovrebbe dire gli animali?
"Ti presento Petrosia", dice Pipino indicando con la pinna un
mucchietto duro come la pietra, di color mattone, con tanti buchetti, che sta
immobile attaccato ad uno scoglio.
Mille vocine si sollevano confusamente dal mucchietto
"Ciao!", "Piacere mio", "Tanto piacere, sono Petrosia"
"E tu come ti chiami?" "Che animale sei?"... Pomino,
stordito dal coro di vocine squillanti ed allegre, continua a fissare il
mucchietto, senza capire da dove provengano le voci, e senza sapere cosa
rispondere. "Allora? Chi sei?", "Amico, non mi senti?",
"Non startene lì incantato: rispondi" "Eih, io sono
qui!", continuano le voci. …Pomino crede di impazzire, non capisce
quante siano, né da dove vengano, sembrano provenire da ogni punto di quel
mucchietto, che però se ne sta lì fermo e impassibile, non si muove, non si
sposta, non cammina e non nuota, non ha braccia, né occhi, pinne, né
branchie, ... non ha forma...
"Non guardarla così,- interviene Pipino con fare
sornione e tono soddisfatto, per essere riuscito nell’intento di stupire l’amico
– È una Spugna". "…Una Spugna….", ripete
sottovoce Pomino, tentando di capacitarsi. "Il mistero di questo animale
è la C-O-L-O-N-I-A. È come se fossero tanti: hai sentito le mille voci? Ma
in realtà è uno solo.". "Oh, la COLONIA, certo!" Pomino aveva
sentito parlare di questi mitici animali coloniali, che vivono tutta la vita,
come se fossero uno solo, ma prima d’ora non ne aveva mai visto uno...
"La Colonia –continua a ripetersi Pomino -, la
Colonia…" E mentre lui pensa a queste cose le mille vocine di Petrosia
diventano confuse, si trasformano in un rantolo, poi in un fruscìo e infine
in un ribollire d’acqua, mentre Petrosia e Pipino divengono evanescenti, e
tutto ciò che Pomino ha attorno si fa sempre più sfocato, indefinito, fino a
sparire del tutto in una schiuma di bollicine bianche.
"Ma dove siete? Che fine avete fatto?
Pipinooo?... Petrosiaaa?"-
chiama Pomino.
D’improvviso apre gli occhi e…. "Per mille bolle
del mare verde!" eslama "come ho fatto a tornare qui?". Pomino
si guarda intorno e si accorge di trovarsi nella sua casetta, sul suo scoglio.
Un’onda spumeggiante, bagnandogli il corpo lo ha svegliato, come tutte le
mattine... mentre il sole giallo brilla alto in cielo e gli fa un gran
sorriso. "Era tutto un sogno!", pensa Pomino "Tutto un sogno:
Dino - il Dattero, Idra - la Medusa, Sir Ippo - il Cavalluccio Marino,
Petrosia - la Spugna, e persino il mio amico Pipino!...Tutto un sogno... Non mi
sono mai mosso da qui! Era solo un bel sogno!". Pensando con delusione a
queste cose, Pomino guarda in basso, tra le onde, e, con immenso stupore e
grandissima gioia, scorge nei flutti un pesciolino rosso, con la testa nera,
che da lì sotto gli sorride e gli fa ciao ciao con la pinna: è Pipino!
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