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TI RACCONTO ...

In Educare.it uno spazio dedicato al racconto.
Brani scritti dai grandi per i piccoli, da ragazzi per altri ragazzi e per tutti gli adulti che hanno voglia di ascoltarli.
Nei brevi racconti che pubblichiamo vogliamo leggervi lo sforzo di crescere e di trovare il proprio senso nel mondo, oppure il momento della memoria, ciò che unisce - nella trama delle esistenze - il presente al passato ed ai giorni a venire.

 

IL SOGNO DI POMINO

di Luciana Muscogiuri

Pomino è un piccolo Pomodoro di Mare, rosso, paffuto e simpatico.
La sua casa è uno scoglio in riva al mare, dove le onde battono avvolgendolo ogni giorno di acqua frizzante e spumeggiante. Pomino non vive solo, assieme a lui abitano sullo scoglio anche ricci, cozze grandi e piccole... e una colorata foresta di alghe.
Una mattina, molto presto, Pomino apre gli occhioni, guarda il mare, così grande, così silenzioso, così brillante alla luce nebbiosa dell’alba, e non resiste alla tentazione di lasciarsi andare. Pomino ha deciso: questa mattina partirà per la sua avventura... andrà ad esplorare il mare!
Detto, fatto: stacca il suo grosso piedone dallo scoglio, che è stato sempre la sua unica casa, e un’onda lo avvolge e lo trascina dolcemente con sé.
Comincia così la meravigliosa storia di Pomino.
Miliardi di bollicine bianche e soffici lo accarezzano facendogli il solletico, e lui non può fare a meno di ridere. Poi, pian pianino, le bollicine spariscono, l’acqua diventa trasparente e limpida, e Pomino riesce finalmente a distinguere quello che ha intorno: "Ma è fantastico qui dentro!", esclama Pomino, che aveva a lungo contemplato la superficie del mare, ma non ci si era mai immerso dentro prima d’ora.

La curiosità sua è grande: vuole conoscere le creature strane che abitano il mare e scoprire tutti i loro segreti.
Sbirciando tra gli scogli, in mezzo alle folte foreste di alghe, scorge uno strano animale, che per la verità sembra essere piuttosto timido: se ne sta rintanato nella sua casetta dentro lo scoglio e sembra non avere nessuna voglia di essere disturbato. Ma Pomino, che invece timido non lo è per nulla, si avvicina di corsa e lo ricopre di domande: "Ciao, io mi chiamo Pomino….sono un Pomodoro di Mare. Tu chi sei? Vuoi fare amicizia con me? Vuoi venire con me ad esplorare il mare?". "Io sono Dino, il Dattero di Mare"- risponde quello con una vocina flebile e tremula- "….Nooo, non verrei per nulla al mondo lì fuori! Preferisco di gran lunga starmene tranquillo e sicuro nella mia roccia…..mi dispiace, a me non piacciono le avventure!".

Un po’ contrariato, Pomino, continua la sua perlustrazione. Poco dopo scorge nell’acqua un pesciolino davvero curioso: tutto rosso, con una strana testa nera. Questa volta è il pesciolino ad avvicinarsi a Pomino, e, porgendogli la pinna si presenta: "Ciao, sono un Pesciolino Rosso... il mio nome è Peperoncino, ma gli amici mi chiamano Pipino!". "Oh, ciao! - risponde Pomino entusiasta per il nuovo amico appena incontrato - io mi chiamo Pomino, sono un Pomodoro di Mare... sono un tipo avventuroso ed ho deciso di esplorare il mare, ti va di venire con me?"... E così i due ripartono più allegri di prima, perché ora entrambi hanno un amico con cui condividere l’avventura!

Scrutando nel mare, Pomino scorge uno splendido essere trasparente che si muove sinuoso ed elegante, pulsando nell’acqua, e danzando con le enormi braccia ricciolute. Intimorito ed affascinato, Pomino rimane come incantato a fissarlo, ma quello non sembra accorgersi per nulla dei due coloratissimi amici, e continua imperterrito la sua morbida danza nell’acqua. "Quella è Idra – afferma Pipino, con fare da esperto- è una Medusa. Se ne va sempre in giro distratta, senza fare caso a nessuno. Sale, scende, va di qua e di là, lasciandosi trascinare dalle correnti... e non si ferma mai."… Pipino non fa in tempo a terminare la frase, che già Idra è lontana, e i contorni del suo corpo trasparente si confondono nell’azzurro dell’acqua.

Ridacchiando e commentando lo strano incontro, Pomino e Pipino continuano la loro esplorazione scendendo lungo la roccia e spiando tra i buchi e le alghe. I due giocano, si inseguono e si divertono davvero un mondo, finché Pipino, distratto dal tanto ridere, urta con il fianco su qualcosa. "Attenti, attenti,….ma che fate? Non mi avete visto?", sbotta una voce stridula e sibilante. "Oh, ci perdoni, signore – cerca di scusarsi Pipino – non l’avevamo proprio vista!"….Pomino e Pipino si sono appena imbattuti in Sir Ippo, il Cavalluccio Marino: un nobile panciuto, con una cresta riccioluta sulla testa e portamento fiero. Sir Ippo se ne sta diritto e sdegnoso nell’acqua, tenendosi forte ad un rametto con la coda, e, quando parla, la voce stridente, ma impostata, gli vien fuori da una bocca lunga e stretta che sembra una trombetta. "Fate attenzione a non urtarmi, per favore, custodisco i miei piccoli nella pancia, in attesa che nascano... e quindi devo essere molto cauto!". I due amici si scusano di nuovo, e, prima di andar via, fanno tanti auguri a Sir Ippo, che sta per diventare papà. Poi proseguono il loro cammino.

Pipino decide di condurre l’amico a conoscere l’animale più strano che abbia mai visto... o forse dovrebbe dire gli animali? "Ti presento Petrosia", dice Pipino indicando con la pinna un mucchietto duro come la pietra, di color mattone, con tanti buchetti, che sta immobile attaccato ad uno scoglio.

Mille vocine si sollevano confusamente dal mucchietto "Ciao!", "Piacere mio", "Tanto piacere, sono Petrosia" "E tu come ti chiami?" "Che animale sei?"... Pomino, stordito dal coro di vocine squillanti ed allegre, continua a fissare il mucchietto, senza capire da dove provengano le voci, e senza sapere cosa rispondere. "Allora? Chi sei?", "Amico, non mi senti?", "Non startene lì incantato: rispondi" "Eih, io sono qui!", continuano le voci. …Pomino crede di impazzire, non capisce quante siano, né da dove vengano, sembrano provenire da ogni punto di quel mucchietto, che però se ne sta lì fermo e impassibile, non si muove, non si sposta, non cammina e non nuota, non ha braccia, né occhi, pinne, né branchie, ... non ha forma...

"Non guardarla così,- interviene Pipino con fare sornione e tono soddisfatto, per essere riuscito nell’intento di stupire l’amico – È una Spugna". "…Una Spugna….", ripete sottovoce Pomino, tentando di capacitarsi. "Il mistero di questo animale è la C-O-L-O-N-I-A. È come se fossero tanti: hai sentito le mille voci? Ma in realtà è uno solo.". "Oh, la COLONIA, certo!" Pomino aveva sentito parlare di questi mitici animali coloniali, che vivono tutta la vita, come se fossero uno solo, ma prima d’ora non ne aveva mai visto uno...

"La Colonia –continua a ripetersi Pomino -, la Colonia…" E mentre lui pensa a queste cose le mille vocine di Petrosia diventano confuse, si trasformano in un rantolo, poi in un fruscìo e infine in un ribollire d’acqua, mentre Petrosia e Pipino divengono evanescenti, e tutto ciò che Pomino ha attorno si fa sempre più sfocato, indefinito, fino a sparire del tutto in una schiuma di bollicine bianche.

"Ma dove siete? Che fine avete fatto? Pipinooo?... Petrosiaaa?"- chiama Pomino.

D’improvviso apre gli occhi e…. "Per mille bolle del mare verde!" eslama "come ho fatto a tornare qui?". Pomino si guarda intorno e si accorge di trovarsi nella sua casetta, sul suo scoglio. Un’onda spumeggiante, bagnandogli il corpo lo ha svegliato, come tutte le mattine... mentre il sole giallo brilla alto in cielo e gli fa un gran sorriso. "Era tutto un sogno!", pensa Pomino "Tutto un sogno: Dino - il Dattero, Idra - la Medusa, Sir Ippo - il Cavalluccio Marino, Petrosia - la Spugna, e persino il mio amico Pipino!...Tutto un sogno... Non mi sono mai mosso da qui! Era solo un bel sogno!". Pensando con delusione a queste cose, Pomino guarda in basso, tra le onde, e, con immenso stupore e grandissima gioia, scorge nei flutti un pesciolino rosso, con la testa nera, che da lì sotto gli sorride e gli fa ciao ciao con la pinna: è Pipino!


Luciana Muscogiuri

ha 28 anni ed è una Biologa marina. Ha vinto presso l'Università di Lecce un Dottorato di ricerca in Ecologia Fondamentale, che verte su tematiche di Comunicazione Scientifica nell'ambito dei Musei Naturalistici. Scrive racconti e fumetti sin da ragazzina, ma non ha mai tentato di farli pubblicare (prima d'ora!!). E' subacquea ed ama il mare; adora altrettanto la montagna, ed appena ha del tempo libero lo dedica alle escursioni, alle foto, alle passeggiate con il suo cane. Di questo racconto scrive: "L'ho scritto pensando ai piccolissimi, con l'intento di stimolare la curiosità verso il mondo e verso gli altri. Il tema è il mare, con alcune delle sue strane creature; ho tentato di caratterizzare ciascuna di esse in alcuni degli aspetti più strani e peculiari".

 


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