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A
Tip Tap, tenero leprotto bianco, piaceva moltissimo girovagare
per i boschi, specialmente quando erano ricoperti da uno spesso
manto di neve: poteva correre di qua e di là senza farsi
sentire. Con la neve, il suo passo era felpato e quindi ne approfittava
per avvicinarsi alle tane e curiosare. Era proprio un birichino!
Il papà e la mamma lo avevano scoperto e lo rimproveravano.
Tip Tap era figlio unico e anche un po’ timido, i genitori avevano
per lui molte attenzioni, però non bastavano. Al cucciolo
mancava la compagnia dei coetanei.
Trascorsa
una settimana di nevicate e freddo, decise di uscire dal suo rifugio.
Con l'aiuto delle zampette, piano, piano, si aprì un varco
e arrivato in superficie, scoprì nel cielo finalmente il
sole che lo scaldò e baciò con i suoi raggi in quella
stupenda e promettente giornata.
Dopo aver saltato qua e là, Tip Tap si sentì stanco:
in seguito alla bufera, le sue zampette sprofondavano facilmente
nella neve e decise di riposarsi un po’. Si fermò sotto
una grossa quercia dai rami traboccanti di freddi cristalli luccicanti
e, mentre era in procinto di appisolarsi, sentì un piccolo
dolore sul capo. A poco a poco fu tempestato da una pioggia di
palline di neve. Si alzò di scatto rivolgendo lo sguardo
verso l’alto, impaurito. Non vide nessuno. Ritornò quindi
ad adagiarsi sotto l’albero; ma ahimè, dopo qualche minuto,
fu colpito da altre piccole palline di neve. Rapidamente fece
un balzo in avanti e riuscì a vedere uno scoiattolo dispettoso,
che voleva giocare con lui.
Lo
scoiattolo dall’alto lo osservava divertito e, mentre saltellava
fra le fronde degli alberi, continuava a colpire il povero Tip
Tap. Il leprottino non aveva capito che voleva giocare e si mise
quindi a zampettare sempre più velocemente per fuggire
da quello che credeva un nemico. Passò tantissimo tempo
vagando per il bosco senza meta e non si accorse che era l’imbrunire.
Quando si fermò il cielo si era oscurato, la neve intorno
brillava, illuminata dalla luce della luna. Non si sentiva alcun
rumore e non si vedeva nessuno; era triste e malinconico. In quel
momento desiderò avere degli amici: qualora si fosse incontrato
con loro non si sarebbe trovato solo in quel posto sconosciuto.
Decise
di continuare ancora per un po’. Ad un tratto in lontananza vide
un fioco lumicino. Saltellando si avvicinò alla fonte luminosa
e intravide una casupola quasi sepolta dalla neve. Dal comignolo
vedeva uscire del fumo e quando fu più vicino, sentì
un profumo di dolci e cioccolato; il suo cuoricino incominciò
a riscaldarsi: avrebbe sicuramente trovato rifugio. Confidava
di trovare una stalla con tanti animali, che sperava l'avrebbero
accolto calorosamente. Arrivato a destinazione ,alzandosi sulla
punta delle zampette e aiutato anche dalla neve che aveva sepolta
quasi tutta la casa, si avvicinò all'unica finestra visibile
e sbirciò dentro. All'interno della grande cucina vide
una grassa nonnina, con occhiali, grembiulone e cuffietta che
si stava affaccendando tra i fornelli.
La
nonnina era un’esperta pasticciera e tutti gli anni gli abitanti
del paese le commissionavano i dolcini natalizi. Accanto a lei,
vicino alla gonna, si intravedeva un bel gattone bianco e nero
che con il muso rivolto verso l'alto, con gli occhioni furbi e
i miagolii cercava di attirare l'attenzione. Dopo un po’, la donna
gli aprì l'uscio che lasciò socchiuso e gli raccomandò
di affrettarsi a ritornare. Tip Tap ne approfittò per introdursi
in casa. Si sarebbe trovato un piccolo posticino nascosto e vi
avrebbe trascorso la notte. Nel momento in cui il micio rientrò
successe di tutto. Accortosi della lepre, inarcò la schiena,
il suo pelo si drizzò dal dorso alla coda, le sue orecchie
si appiattirono e dal suo petto si sentì salire un lieve
brontolio. Tip Tap si intimidì e, giratosi incominciò
a saltellare senza meta. Il gatto non si tranquillizzò,
ma incominciò a rincorrerlo per tutta la casa mettendola
a soqquadro. Giunsero anche in cucina dove la nonna aveva steso
sul tavolone, la pasta che doveva dare le piccole forme ai dolcetti
natalizi.
Il
gatto non dava tregua a Tip Tap, il quale, per fuggire, con un
balzo finì sopra la tavola e le sue zampette, che sembravano
impazzite, lasciarono il segno nella pasta,dando una nuova forma
a quelli che sarebbero diventati dei prelibati biscotti natalizi.
La nonna, quando capì cosa stava succedendo, tranquillizzò
il milione e, dopo aver ascoltato con pazienza l’avventura del
leprotto, lo accolse calorosamente nella sua casa; inoltre, avendo
finita la farina, decise di infornare ugualmente i dolcetti.
Nei giorni seguenti i biscotti fecero la felicità di tanti
bambini,che incuriositi da quella strana forma, ne divennero ghiotti
e chiedevano alle mamme di comperarne altri. Per la nonna fu una
grossa soddisfazione, riuscì a fare la sua più cospicua
vendita,ma non raccontò mai a nessuno quello che effettivamente
era successo.
Dopo
qualche giorno, quando il cumulo di neve che si era formato sopra
la casa incominciò a scivolare lentamente giù dal
tetto, Tip Tap decise di ritornare nella sua tana dove i genitori
lo stavano sicuramente attendendo, preoccupati per la sua lunga
assenza. Prima di partire salutò affettuosamente il gatto,
con il quale aveva fatto amicizia, e, la nonna, alla quale promise
di ritornare in primavera; zampettò poi verso il bosco,
sicuro di trovare la via più breve per il ritorno a casa.
Durante il tragitto, facendo tesoro dei consigli della nonna,
che gli aveva detto di avere più fiducia nei suoi coetanei,
Tip Tap ebbe l’occasione di fare amicizia con gli scoiattoli del
bosco che lo aiutarono a ritrovare più velocemente la giusta
direzione. Arrivato alla sua tana, i genitori lo sgridarono, ma
dopo aver udito il suo racconto lo abbracciarono e baciarono stringendolo
al loro petto con molto calore.
L’anno
seguente e anche tutti i successivi Tip Tap fu il benvenuto a
casa della nonna che, d’accordo con i suoi genitori lo ospitava
per qualche giorno. La nonna oltre ad apprezzare la sua compagnia,
aveva bisogno della sua collaborazione perché le sue zampette
erano preziose nel dare la buffa forma ai biscotti che rendevano
felici tutti i bimbi del piccolo paese Olandese. Tip Tap invece
era gioioso perché era finalmente riuscito a trovare degli
amici:gli scoiattoli,la nonna, Miao. Il gatto nonostante fosse
un pigrone ,di tanto in tanto accennava qualche smorfietta e giocava
a nascondino dentro casa con Tip Tap…
Autore:
Sonia Sella, vive a Vicenza. Nel tempo libero ama inventare fiabe
dalla cui lettura si percepisce la costante ricerca di valori
come la solidarietà e l' amicizia, la curiosità
nello scoprire i luoghi del mondo e le bellezze della natura.
Il suo primo racconto " Tommaso trenino imprudente",
è stato pubblicato in lingua italiana ed inglese nell'
antologia "Fiabe in famiglia, famiglia da fiaba" nell'ambito
del progetto scolastico europeo COMENIUS. Alcune sue creazioni
sono presenti nel trimestrale di una Fondazione attivata per sostenere
la ricerca scientifica sulle neoplasie infantili, in un mensile
Socio-Religioso, in alcune antologie.
soniab.sella@yahoo.it
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