Al trenino Tommaso,
giovane abitante dell’Olanda, piaceva moltissimo avventurarsi
nei boschi, nei prati e lungo i letti dei fiumi per spiare i giochi
dei bimbi.
D’inverno indossava una bella sciarpa rossa e un caldo berretto
multicolore che gli era stato donato da un’amica locomotiva al
rientro dal suo viaggio in Cile e Perù. Berta, la locomotiva,
aveva visitato tantissimi paesi del mondo: era antica, bella ed
elegante e le agenzie di viaggio la invitavano per organizzare
gite speciali.Nella casa di Tommaso si potevano trovare souvenir
di tutto il mondo: un boomerang australiano, una donna in costume
cinese, una teiera turca, una gondola veneziana, un carretto siciliano,
una camicia tailandese e un cappellino spagnolo della Costa del
Sol, che portava nelle torride giornate estive. Non appena ne
aveva l’occasione, li adoperava oppure li mostrava con grande
soddisfazione a passanti ed amici. Tommaso era molto grato a Berta,
la quale si ricordava sempre di lui.
Il trenino si divertiva tantissimo a scivolare sulle rotaie nel
mezzo della campagna. Quando vedeva dei bimbi incominciava a fischiettare
e, dopo una brusca frenata, si fermava. In un giorno ventoso,
mentre gareggiava con le nuvole di passaggio, vide un gruppo di
ragazzi e bambini che pattinava sul letto di un fiume ghiacciato.
Nonostante il freddo pungente di quel pomeriggio di gennaio, i
giovani, ben coperti,felici, volteggiavano e danzavano in cerchio.
Tommaso volle infrangere le regole e, dopo essersi tolto dalle
rotaie, incominciò a scendere lungo la sponda del fiume:
voleva raggiungere i ragazzi e pattinare con loro. Povero trenino…!
Mosso dal desiderio di divertirsi sempre di più, non aveva
valutato bene la situazione. Non appena si trovò nel mezzo
della distesa ghiacciata, l’enorme peso del suo corpo incominciò
a fare pressione sul ghiaccio che di lì a poco si ruppe,
provocando tanti guai.
I bimbi, rischiando di cadere dentro l’acqua ghiacciata, dovettero
uscire immediatamente. Tommaso incominciò ad affondare
nel fiume gelato tra le urla di passanti e bambini. Nonostante
la confusione, qualcuno pensò di chiedere aiuto e di lì
a poco arrivarono i vigili del fuoco che organizzarono un’azione
di salvataggio per lo spericolato trenino. Tommaso fu fortunato,
la competenza e l’abilità dei pompieri lo salvarono. Con
l’aiuto di tante persone e mezzi di soccorso, ritornò poi
sui binari e desolato rientrò nella sua casa, dove Berta
accese un grosso fuoco per riscaldarlo. Non mancò di prendersi
la febbre e un bruttissimo raffreddore e rimase a letto per una
settimana. Per fortuna aveva la sua amica locomotiva che lo coccolava
ed accudiva e, per rendergli meno noiose le giornate, si premurava
di raccontargli tutti i giorni uno dei suoi avventurosi viaggi
all’estero.
Tommaso rifletté molto su quanto gli era successo e, rendendosi
conto di essere stato incosciente, divenne più prudente.
Quando si riprese dallo shock e dalla malattia, ringraziò
tutti coloro che l’avevano aiutato offrendo un giro turistico
su rotaie in quella graziosa parte di Olanda.
Anche i bimbi che assistettero alla scena rimasero scioccati e
commentarono per giornate intere l’accaduto.
Da quel giorno in tutte le case del paesino olandese, quando d’inverno
la luna con il suo bagliore notturno sorride al mondo illuminandolo,
si odono le mamme e i papà che raccontano ai loro bimbi
la storia di Tommaso trenino imprudente.
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