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TI RACCONTO ...

In Educare.it uno spazio dedicato al racconto.
Brani scritti dai grandi per i piccoli, da ragazzi per altri ragazzi e per tutti gli adulti che hanno voglia di ascoltarli.
Nei brevi racconti che pubblichiamo vogliamo leggervi lo sforzo di crescere e di trovare il proprio senso nel mondo, oppure il momento della memoria, ciò che unisce - nella trama delle esistenze - il presente al passato ed ai giorni a venire.

 

ZADIG. UNA GATTINA NEL POLLAIO

di Elisabetta Galuppi
immagini di Elisabetta Lusardi

 

Questa è l’avventura di una gattina arrivata misteriosamente in un piccolo paese tra le colline.

“C’è una micina nella mia cascina”, disse un giorno la signora Liana alla signora Lolly, sua vicina di casa.
“E’ piccola, piccola e da qualche giorno saltella nell’orto vicino al pollaio. Quando arrivo però scappa via velocemente e si nasconde, non si riesce ad avvicinarla!”.
Tutto finì lì per il momento e la giornata trascorse senza che più nessuno pensò alla gattina.

Il giorno seguente la signora Liana tornò dal suo giro in cascina e ripeté nuovamente a Lolly: “Sai cos’è successo: sono andata a dare da mangiare alle galline come ogni mattina e nel pollaio ho trovato la micina nascosta tra la paglia, probabilmente aveva freddo questa notte e così si è riparata infilandosi nella cuccia delle galline. Quando mi ha vista ha fatto un gran balzo ed è scappata via velocemente!”.

E così accadde ancora nei tre giorni seguenti: la gattina di notte dormiva con le galline e di giorno si nascondeva in cascina dopo aver giocato nell’orto.
Ma non poteva durare molto: micina iniziava ad avere fame e sete e non le piaceva poi così tanto avere addosso quell’odore di gallina che la paglia in mezzo a cui dormiva le lasciava sul pelo.


Un giorno infatti micina decise di raggiungere le case abitate e arrivò nel cortile della casa di Liana seguendola a piccoli balzi.
La signora Liana trovandosela tra le gambe disse: “Oh mamma eccola qui! Temevo che prima o poi sarebbe arrivata!. Lolly!, Lolly!,LOLLY!”.

La vicina che era in casa concentrata in un lavoro al computer inizialmente non pensò che fosse un’emergenza ma il tono di voce e la determinazione della signora Liana la convinsero in fretta e, lasciando il lavoro in sospeso, scavalcò la sua cagnolona che stava dormendo vicino a lei, saltò tra i giochi sparsi sul pavimento, cercò, con successo, di non calpestare la coda della sua gatta e balzò fuori casa più velocemente che potè.

“Oh mamma!” disse anche lei. Ma allora era proprio vero: micina era arrivata in cortile e soprattutto micina per cercare acqua e cibo stava sfidando tutte le sue paure, non poteva più restare da sola con le sue amiche galline, doveva riuscire a conquistare un’altra postazione.

“Bene!, E ora che si fa?. Io posso ospitarla per qualche giorno nella mia rimessa dove ho la caldaia di casa così sta al caldino, posso darle un po’ di acqua e di cibo, per qualche giorno, ma poi…poi bisogna trovare una soluzione perché io non la voglio tenere con me per sempre…se poi fosse ammalata figurati!. Sembra bella ma non si sa mai!”.
Liana era gentile ma anche molto determinata e conoscendola Lolly sapeva che non stava scherzando.

Intanto micina girava per il cortile e ascoltava in silenzio i discorsi di quelle signore che parlavano in una lingua strana e difficile ma che si capiva che stavano parlando di lei e aspettava pronta a scappare qualora avessero voluto ingabbiarla da qualche parte: “Non si sa mai, in fondo non conosco nessuno, non capisco tutto quello che dicono e non so difendermi tanto bene: sono piccola. Ok, ho delle belle unghiette e mi stanno venendo i dentini aguzzi ma non so se so usarli al momento giusto, quelle persone sono grosse per me e ho un po’ di paura”.

Lolly osservava micina silenziosa e ascoltava le parole di Liana senza avere idea di cosa avrebbe potuto fare per aiutare la piccola gattina ma di una cosa era certa: nessuno le avrebbe fatto del male. Qualcuno di molto misterioso l’aveva abbandonata una volta, ora basta!. Già perché dovete sapere che molto probabilmente micina non era scappata da casa al contrario qualcuno l’aveva messa in macchina e abbandonata lontana da casa, non si sa perché, a volte gli umani fanno cose strane e a gattina era successo di capitare in un’avventura così importante.

Comunque ora bisognava pensare al cibo e all’acqua di cui aveva bisogno e così Liana e Lolly organizzarono una cuccetta d’emergenza: presero una cassetta di legno, la riempirono di stracci morbidi e caldi, e le misero accanto una ciotolina di latte e un piattino con un po’ di pappa morbida per cuccioli e anche se a gran fatica riuscirono a convincere micina ad entrare nella sua nuova casa temporanea. Chiusero la porta per lasciarla tranquilla e si dimenticarono di lei per qualche ora.

No. Non era proprio vero fino in fondo: Lolly non poteva dimenticare le parole di Liana: “Io posso ospitarla per qualche giorno nella mia rimessa dove ho la caldaia di casa così sta al caldino, posso darle un po’ di acqua e di cibo, per qualche giorno ma poi…poi bisogna trovare una soluzione perché io non la voglio tenere con me per sempre…se poi fosse ammalata figurati!. Sembra bella ma non si sa mai!”.

Queste parole le facevano tremare le gambe: cosa sarebbe successo a micina da lì a qualche giorno e se fosse stata ammalata e avesse avuto bisogno di cure?...Si doveva trovare una soluzione. Micina aveva bisogno ancora di molto aiuto.

Lolly pensò che se fosse riuscita a fare una carezzina a gattina forse lei si sarebbe fidata del suo aiuto e insieme avrebbero capito come meglio comportarsi e così sognò per tutta la notte di tenere in braccio la micina contenta di sentire le sue fusa vibranti e coinvolgenti.

La mattina successiva al suo risveglio Lolly decise che si sarebbe occupata personalmente di gattina e che l’avrebbe trasferita in un nuovo locale caldaia, tiepido e accogliente, per poterla conoscere meglio e farla visitare da un’amica veterinaria.
Ma Lolly non sapeva ancora nulla della nuova avventura che avrebbe vissuto quel giorno.
Per prima cosa avvisò la signora Liana che fu molto contenta e sollevata all’idea di potersi liberare di micina così in fretta e poi adagio, adagio, perché ai gatti i rumori violenti non piacciono, aprì la porta della rimessa che ospitava micina ed entrò in silenzio a cercarla.
Ma dov’era?, Sembrava non ci fosse più nessuno.

Cerca e cerca finalmente un musino spuntò a lato di un vecchio mobiletto coperto da un lungo straccio che arrivava fino al pavimento e micina si affacciò tra i drappeggi per vedere cosa stava succedendo.
Lolly le sorrise e a voce bassa iniziò a parlare con lei: “Ciao bellissima micina sono venuta ad invitarti in una nuova casa dove potrai stare tranquilla e al caldo…” ma improvvisamente un gatto entrò nella rimessa e micina con il balzo più grande che riuscì a fare saltò fuori e si infilò in una legnaia vicino alla rimessa.
“Adesso si che è un problema! Chi la prende più! Ma soprattutto come si fa a lasciarla lì da sola in pericolo in mezzo ad una catasta di legna?”.
Lolly iniziava ad essere preoccupata doveva venirle subito un’idea nuova. Subito e in fretta o tutto sarebbe stato sempre più difficile: micina era in pericolo.

Trascorse alcune ore finalmente un’idea prese forma: “Devo procurare una gabbietta da trasporto per gatti, una copertina morbida, un prelibatissimo bocconcino e tutta la pazienza che conosco per entrare in quella legnaia e uscire quando micina sarà entrata nel trasportino”. Lolly entrò in legnaia con tutto l’occorrente e rimase seduta a chiamare micina per lungo tempo quando finalmente al calare della luce micina decise di vincere le tutte le sue paure, uscì dalla catasta di legna e si avvicinò al trasportino per mangiare il cibo prelibato.

Veloce come un gatto Lolly prese la micina e la infilò nella gabbietta chiudendo subito la porta con il gancetto e a parte qualche graffio sulle mani finalmente riuscì a guardarla negli occhi: due splendidi occhi luminosi, spaventati ma contenti di essere al sicuro.

I giorni seguenti trascorsero senza imprevisti. A micina venne dato il nome di LanaLeo: Lana, perché il suo pelo era soffice come fili di lana morbida e Leo, perché era un pelo così voluminoso che la faceva assomigliare ad un leoncino.

Lolly e LanaLeo erano ormai grandi amiche: trascorrevano insieme momenti indimenticabili e le fusa di LanaLeo erano così vibranti e rumorose da fare tremare lo stomaco a chi la teneva in braccio ma qualcosa mancava: LanaLeo non era felice.

Forse sognava una famiglia con dei bambini e degli altri animali con cui poter giocare, forse desiderava essere in una casa vera non in una caldaia, forse erano davvero degli amici gatti a mancarle, insomma aveva ancora bisogno d’aiuto per essere contenta e Lolly se ne era accorta.

Passò una settimana e dopo notti insonni e forti abbracci venne il gran giorno: LanaLeo era pronta per partire; una nuova, splendida casa di città la stava aspettando.
Un’ultima carezza, un po’ di malinconia e la promessa di vedersi tutte le volte che lo si sarebbe desiderato avevano accompagnato la partenza.
Ora LanaLeo viaggiava per conoscere la sua nuova famiglia.

Lolly aveva una preziosissima cugina in città, una cugina a cui era particolarmente affezionata che amava moltissimo gli animali e che aveva una bellissima bimba di nome Blanca e una meravigliosa gatta tigrata dagli occhi verdi. Sarebbe stata proprio questa la nuova famiglia di LanaLeo.

Finalmente dopo il lungo viaggio LanaLeo, un po’ spaventata ma incuriosita dalla novità arrivò a destinazione e ripensando alle parole che Lolly le aveva sussurrato prima di partire: “Andrà tutto bene, fidati di me!”, non aveva poi così tanta paura.

E aveva davvero ragione di sentirsi al sicuro perché una splendida festa di benvenuta la stava aspettando dietro alla grande porta che aveva davanti.

LanaLeo è ora una gattona filosa dal pelo lucido e vellutato, ha cambiato nome perché ha potuto sceglierne un altro, corre su e giù da una scala regale che unisce i due piani della casa in cui è ospitata, gioca con Blanca, è molto coccolata ed è una grande amica della gatta dagli occhi verdi…che ogni tanto rincorre anche se Woody non ha voglia di giocare.
Lolly pensa sempre a lei, qualche volta va a trovarla e forse anche micina pensa alle sue avventure di quando era piccola in collina.
Ah dimenticavo!: il suo nome è Zadig.

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005


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