| Questa
è l’avventura di una gattina arrivata misteriosamente in
un piccolo paese tra le colline.
“C’è
una micina nella mia cascina”, disse un giorno la signora Liana
alla signora Lolly, sua vicina di casa.
“E’ piccola, piccola e da qualche giorno saltella nell’orto vicino
al pollaio. Quando arrivo però scappa via velocemente e
si nasconde, non si riesce ad avvicinarla!”.
Tutto finì lì per il momento e la giornata trascorse
senza che più nessuno pensò alla gattina.

Il giorno seguente la signora Liana tornò dal suo giro
in cascina e ripeté nuovamente a Lolly: “Sai cos’è
successo: sono andata a dare da mangiare alle galline come ogni
mattina e nel pollaio ho trovato la micina nascosta tra la paglia,
probabilmente aveva freddo questa notte e così si è
riparata infilandosi nella cuccia delle galline. Quando mi ha
vista ha fatto un gran balzo ed è scappata via velocemente!”.
E
così accadde ancora nei tre giorni seguenti: la gattina
di notte dormiva con le galline e di giorno si nascondeva in cascina
dopo aver giocato nell’orto.
Ma non poteva durare molto: micina iniziava ad avere fame e sete
e non le piaceva poi così tanto avere addosso quell’odore
di gallina che la paglia in mezzo a cui dormiva le lasciava sul
pelo.
Un giorno infatti micina decise di raggiungere le case abitate
e arrivò nel cortile della casa di Liana seguendola a piccoli
balzi.
La signora Liana trovandosela tra le gambe disse: “Oh mamma eccola
qui! Temevo che prima o poi sarebbe arrivata!. Lolly!, Lolly!,LOLLY!”.
La
vicina che era in casa concentrata in un lavoro al computer inizialmente
non pensò che fosse un’emergenza ma il tono di voce e la
determinazione della signora Liana la convinsero in fretta e,
lasciando il lavoro in sospeso, scavalcò la sua cagnolona
che stava dormendo vicino a lei, saltò tra i giochi sparsi
sul pavimento, cercò, con successo, di non calpestare la
coda della sua gatta e balzò fuori casa più velocemente
che potè.
“Oh
mamma!” disse anche lei. Ma allora era proprio vero: micina era
arrivata in cortile e soprattutto micina per cercare acqua e cibo
stava sfidando tutte le sue paure, non poteva più restare
da sola con le sue amiche galline, doveva riuscire a conquistare
un’altra postazione.
“Bene!,
E ora che si fa?. Io posso ospitarla per qualche giorno nella
mia rimessa dove ho la caldaia di casa così sta al caldino,
posso darle un po’ di acqua e di cibo, per qualche giorno, ma
poi…poi bisogna trovare una soluzione perché io non la
voglio tenere con me per sempre…se poi fosse ammalata figurati!.
Sembra bella ma non si sa mai!”.
Liana era gentile ma anche molto determinata e conoscendola Lolly
sapeva che non stava scherzando.
Intanto
micina girava per il cortile e ascoltava in silenzio i discorsi
di quelle signore che parlavano in una lingua strana e difficile
ma che si capiva che stavano parlando di lei e aspettava pronta
a scappare qualora avessero voluto ingabbiarla da qualche parte:
“Non si sa mai, in fondo non conosco nessuno, non capisco tutto
quello che dicono e non so difendermi tanto bene: sono piccola.
Ok, ho delle belle unghiette e mi stanno venendo i dentini aguzzi
ma non so se so usarli al momento giusto, quelle persone sono
grosse per me e ho un po’ di paura”.
Lolly
osservava micina silenziosa e ascoltava le parole di Liana senza
avere idea di cosa avrebbe potuto fare per aiutare la piccola
gattina ma di una cosa era certa: nessuno le avrebbe fatto del
male. Qualcuno di molto misterioso l’aveva abbandonata una volta,
ora basta!. Già perché dovete sapere che molto probabilmente
micina non era scappata da casa al contrario qualcuno l’aveva
messa in macchina e abbandonata lontana da casa, non si sa perché,
a volte gli umani fanno cose strane e a gattina era successo di
capitare in un’avventura così importante.
Comunque
ora bisognava pensare al cibo e all’acqua di cui aveva bisogno
e così Liana e Lolly organizzarono una cuccetta d’emergenza:
presero una cassetta di legno, la riempirono di stracci morbidi
e caldi, e le misero accanto una ciotolina di latte e un piattino
con un po’ di pappa morbida per cuccioli e anche se a gran fatica
riuscirono a convincere micina ad entrare nella sua nuova casa
temporanea. Chiusero la porta per lasciarla tranquilla e si dimenticarono
di lei per qualche ora.

No. Non era proprio vero fino in fondo: Lolly non poteva dimenticare
le parole di Liana: “Io posso ospitarla per qualche giorno nella
mia rimessa dove ho la caldaia di casa così sta al caldino,
posso darle un po’ di acqua e di cibo, per qualche giorno ma poi…poi
bisogna trovare una soluzione perché io non la voglio tenere
con me per sempre…se poi fosse ammalata figurati!. Sembra bella
ma non si sa mai!”.
Queste
parole le facevano tremare le gambe: cosa sarebbe successo a micina
da lì a qualche giorno e se fosse stata ammalata e avesse
avuto bisogno di cure?...Si doveva trovare una soluzione. Micina
aveva bisogno ancora di molto aiuto.
Lolly
pensò che se fosse riuscita a fare una carezzina a gattina
forse lei si sarebbe fidata del suo aiuto e insieme avrebbero
capito come meglio comportarsi e così sognò per
tutta la notte di tenere in braccio la micina contenta di sentire
le sue fusa vibranti e coinvolgenti.
La
mattina successiva al suo risveglio Lolly decise che si sarebbe
occupata personalmente di gattina e che l’avrebbe trasferita in
un nuovo locale caldaia, tiepido e accogliente, per poterla conoscere
meglio e farla visitare da un’amica veterinaria.
Ma Lolly non sapeva ancora nulla della nuova avventura che avrebbe
vissuto quel giorno.
Per prima cosa avvisò la signora Liana che fu molto contenta
e sollevata all’idea di potersi liberare di micina così
in fretta e poi adagio, adagio, perché ai gatti i rumori
violenti non piacciono, aprì la porta della rimessa che
ospitava micina ed entrò in silenzio a cercarla.
Ma dov’era?, Sembrava non ci fosse più nessuno.
Cerca
e cerca finalmente un musino spuntò a lato di un vecchio
mobiletto coperto da un lungo straccio che arrivava fino al pavimento
e micina si affacciò tra i drappeggi per vedere cosa stava
succedendo.
Lolly le sorrise e a voce bassa iniziò a parlare con lei:
“Ciao bellissima micina sono venuta ad invitarti in una nuova
casa dove potrai stare tranquilla e al caldo…” ma improvvisamente
un gatto entrò nella rimessa e micina con il balzo più
grande che riuscì a fare saltò fuori e si infilò
in una legnaia vicino alla rimessa.
“Adesso si che è un problema! Chi la prende più!
Ma soprattutto come si fa a lasciarla lì da sola in pericolo
in mezzo ad una catasta di legna?”.
Lolly iniziava ad essere preoccupata doveva venirle subito un’idea
nuova. Subito e in fretta o tutto sarebbe stato sempre più
difficile: micina era in pericolo.
Trascorse
alcune ore finalmente un’idea prese forma: “Devo procurare una
gabbietta da trasporto per gatti, una copertina morbida, un prelibatissimo
bocconcino e tutta la pazienza che conosco per entrare in quella
legnaia e uscire quando micina sarà entrata nel trasportino”.
Lolly entrò in legnaia con tutto l’occorrente e rimase
seduta a chiamare micina per lungo tempo quando finalmente al
calare della luce micina decise di vincere le tutte le sue paure,
uscì dalla catasta di legna e si avvicinò al trasportino
per mangiare il cibo prelibato.
Veloce
come un gatto Lolly prese la micina e la infilò nella gabbietta
chiudendo subito la porta con il gancetto e a parte qualche graffio
sulle mani finalmente riuscì a guardarla negli occhi: due
splendidi occhi luminosi, spaventati ma contenti di essere al
sicuro.
I
giorni seguenti trascorsero senza imprevisti. A micina venne dato
il nome di LanaLeo: Lana, perché il suo pelo era soffice
come fili di lana morbida e Leo, perché era un pelo così
voluminoso che la faceva assomigliare ad un leoncino.
Lolly
e LanaLeo erano ormai grandi amiche: trascorrevano insieme momenti
indimenticabili e le fusa di LanaLeo erano così vibranti
e rumorose da fare tremare lo stomaco a chi la teneva in braccio
ma qualcosa mancava: LanaLeo non era felice.
Forse
sognava una famiglia con dei bambini e degli altri animali con
cui poter giocare, forse desiderava essere in una casa vera non
in una caldaia, forse erano davvero degli amici gatti a mancarle,
insomma aveva ancora bisogno d’aiuto per essere contenta e Lolly
se ne era accorta.
Passò
una settimana e dopo notti insonni e forti abbracci venne il gran
giorno: LanaLeo era pronta per partire; una nuova, splendida casa
di città la stava aspettando.
Un’ultima carezza, un po’ di malinconia e la promessa di vedersi
tutte le volte che lo si sarebbe desiderato avevano accompagnato
la partenza.
Ora LanaLeo viaggiava per conoscere la sua nuova famiglia.
Lolly
aveva una preziosissima cugina in città, una cugina a cui
era particolarmente affezionata che amava moltissimo gli animali
e che aveva una bellissima bimba di nome Blanca e una meravigliosa
gatta tigrata dagli occhi verdi. Sarebbe stata proprio questa
la nuova famiglia di LanaLeo.
Finalmente
dopo il lungo viaggio LanaLeo, un po’ spaventata ma incuriosita
dalla novità arrivò a destinazione e ripensando
alle parole che Lolly le aveva sussurrato prima di partire: “Andrà
tutto bene, fidati di me!”, non aveva poi così tanta paura.
E
aveva davvero ragione di sentirsi al sicuro perché una
splendida festa di benvenuta la stava aspettando dietro alla grande
porta che aveva davanti.
LanaLeo
è ora una gattona filosa dal pelo lucido e vellutato, ha
cambiato nome perché ha potuto sceglierne un altro, corre
su e giù da una scala regale che unisce i due piani della
casa in cui è ospitata, gioca con Blanca, è molto
coccolata ed è una grande amica della gatta dagli occhi
verdi…che ogni tanto rincorre anche se Woody non ha voglia di
giocare.
Lolly pensa sempre a lei, qualche volta va a trovarla e forse
anche micina pensa alle sue avventure di quando era piccola in
collina.
Ah dimenticavo!: il suo nome è Zadig.
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