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Questa mattina mi sono svegliata con uno stato d'animo particolare. Certe volte mi sembra che il mondo nel quale mi trovo sia una dimensione parallela a quella alla quale appartengo: tutto cambia pur restando uguale... so che è un concetto un po' complicato, ma proverò ad esprimertelo comunque. Le cose che mi circondano, pur restando le stesse che ho sempre conosciuto, oggi sono illuminate da una luce diversa e paiono quasi irreali: statiche nel loro movimento. Chissà se anche ad altri capita di trovarsi nella mia medesima situazione...
... lo, lo so, sono una persona al quanto peculiare; se poi si aggiunge il fatto che mi ritengo pure un'artista, risulta quasi ovvio che io abbia del mondo una visione piuttosto singolare.
Ma cosa mi rende così? Chi sono in realtà io?
Provo a tuffarmi dentro me stessa aprendomi un varco tra il cuore ed i dubbi, percorro a velocità folle un lungo tunnel le cui pareti sono create dalle tonalità più abbaglianti della luce, mi ritrovo, con amici, seduta in mezzo ad un campo d'erba, attorno ad un fuoco crepitante, sotto un
enorme, materno e tremulo cielo stellato, a parlare di politica, tessere le belle illusioni e difendere le mie utopie. E' in questo scenario, infatti, che ritrovo tutte le forme del mio essere... così la malinconia m'assale; mi pare di lottare contro qualcosa di inesistente o troppo forte perché io con le mie uniche forze lo possa domare. Tutti gli ideali, le fervide convinzioni ed i buoni propositi si frantumano improvvisamente e mi lasciano spiazzata nel vuoto sconosciuto, dove nemmeno la luce degli astri, che tante volte mi ha aiutata, mi può raggiungere.
Ciò malgrado, non mi perdo d'animo e ricomincio a costruire la mia piccola astronave fantastica unendo nuovi propositi, progettando con più razionalità e logica, lasciando da una parte il superfluo.
(Sono cresciuta nel tempo d'un batter d'ali d'angelo).
Ho imparato a riconoscere le utopie come tali e a non voler realizzare ciò che, so già in partenza, non mi compete, ma donare tutta me stessa per fare quelle cose che, anche se piccole, sono in grado di realizzare e so essere utili.
Ora che sono un poco più forte sono pronta per proseguire il cammino. La strada è lunga e tortuosa, la cima del monte non è lontana ma la via sembra seguire ogni direzione eccetto quella desiderata. Effettivamente, ricordo, ho intrapreso questo cammino per rafforzarmi, non per raggiungere la cima, quindi teoricamente dovrei essere soddisfatta, ma non è così... allora cos'è che voglio? Cosa sto cercando realmente?
Nell'esatto momento in cui formulo questo pensiero mi accorgo che questo viaggio interiore è finito: sono di nuovo io, che guardo dalla finestra e mi domando il senso di tutto ciò che mi circonda. Ora posso permettermelo: ho trovato il senso di me stessa.
Questo viaggio m'ha arricchita e mi ha insegnato che sotto una scorza dura ho anch'io un piccolo tesoro, che non ha valore se lo tengo per me, lo devo condividere con gli altri, restando così fedele ai miei progetti ed ai miei ideali.
Mi scuoto, quindi, l'acqua di dosso, la nuotata dentro me stessa è stata lunga ed estenuante, ma non è il momento di perdersi d'animo: è ora di cominciare!
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