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Una
«questione di lupi»: il «lupo»
è il nostro destino, la verità della nostra vita,
che spesso ci fa paura. La critica dovrebbe abitare su un discrimine
incerto, su una zona di confini sempre mutevoli.
E’ questo è il senso delle pagine che seguono: una
stanza con quattro pareti sulle quali sono appesi
«quadri» di differente valore e dimensione: a volte
offro la narrazione di una storia, altre volte appendo alla stessa
parete più quadri di uno stesso autore, presentandoli come
una unità organica.
Accostati l’uno all’altro come in una quadreria
più che come in una mostra, i capitoli del presente volume
danno vita a un paesaggio che offro al lettore così come mi
si è formato davanti. È uno dei tanti paesaggi
possibili, frutto di un gesto critico che ha nel lettore il suo pieno
compimento.
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