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Questo
libro propone un nuovo approccio alla pedagogia e alla didattica, con
particolare riferimento all’apprendimento della storia dei
bambini. L’Autore costruisce, come finzione verosimile, un
dialogo tra un insegnante, alcuni bambini su alcuni testi su
un’antica guerra che segna il passaggio dall’apogeo del
mondo classico alla sua decadenza. Il dialogo si fa occasione di
domande su cosa significhino per noi, oggi come
nell’antichità, parole come “intelligenza”,
“democrazia” o “progresso”. La didattica e la
pedagogia si fanno teatro del mondo, specchio reale e metafora della
vita.
Siamo in un territorio di grande attualità e al tempo stesso di
continuità con i classici non solo del pensiero pedagogico e
didattico, ma anche della filosofia, della psicologia e della storia.
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