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A volte una cella, uno spazio
chiuso, fa strani effetti. Ti riduce, ti restringe, ti
limita, ti spegne.
A fronte di questa morte annunciata, della galera così com’è,
c’è questo sorprendente incontro con gli altri che ci attende, c’è lo
stupore di ritrovarsi al cospetto dell’universo
interiore che è in noi il quale ci conduce
sul sottile confine che delimita la scelta di rinnovarsi, di cambiare, ricorrendo
alle proprie forze, alle proprie energie per cercare di essere un uomo
libero nonostante il carcere.
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