I
BAMBINI - PICCOLI INTERNAUTI CRESCONO
TRA
WRESTLING E VIDEOGIOCHI, I BAMBINI SENZA FAVOLE
Tv. Quasi un terzo
dei bambini intervistati (32,6%) segue la Tv da una a 3 ore al
giorno, mentre quasi un altro terzo (32,3%) la segue per meno
di un’ora al giorno. Il 13,5% dei bambini non guarda la televisione
tutti i giorni. Il 7,6% del campione afferma di guardare quotidianamente
la Tv dalle 3 alle 5 ore ed un preoccupante 8,4% afferma di guardarla
addirittura per più di 5 ore. Fra i maschi sono leggermente
più numerosi che fra le femmine i forti consumatori di
televisione: il 10,2% dei bambini guarda la Tv per più
di 5 ore al giorno, contro il 6,9% delle bambine; il 9,7% dei
maschi la guarda 3-5 ore al giorno, contro il 5,6% delle femmine.
Tra le bambine, per contro, è più elevata la percentuale
di chi non guarda la Tv tutti i giorni (16,8% contro il 10,4%
dei coetanei maschi) e di chi la segue per meno di un’ora al giorno
(34,5% contro 29,7%). Nelle Isole si trova la più alta
percentuale di bambini “forti consumatori”, quelli cioè
che dedicano alla Tv più di 5 ore al giorno: 16% contro
una media nazionale dell’8,4%.
“Bollino
rosso” rispettato
Più della metà dei bambini (54,7%) afferma di non
guardare mai trasmissioni con il bollino rosso; il 21,6% guarda
invece programmi col bollino rosso in compagnia di persone adulte,
il 6,3% con amici o fratelli, il 14,5% anche da solo. Le bambine
sono in generale più rispettose del bollino rosso, ben
venti punti percentuali separano infatti i due sessi: il 64,5%
delle femmine non guarda mai trasmissioni col bollino rosso, contro
il 44,3% dei maschi. Sono invece il 22,2% i bambini che ne fruiscono
anche da soli, a fronte del 7,2% delle bambine. Il 62,9%, contro
il 27,4%, dei bambini trova disturbanti le immagini di guerra
e/o di morte mostrate dai telegiornali. Al secondo posto si collocano
le scene di sesso e di nudo, fastidiose per il 58,5% dei bambini
(non fastidiose per il 30,8%). Il 56,6% dei piccoli intervistati
si dice infastidito dalla volgarità e dalle parolacce in
Tv, il 53,8% dalle scene di violenza in film o telefilm, il 50,9%
dalle persone che parlano di questioni intime e private nelle
trasmissioni televisive. L’unico caso di situazione mostrata dalla
televisione che non infastidisce la maggioranza dei bambini è
rappresentata dalle liti in Tv (danno fastidio al 38,9%, non danno
fastidio al 47,2%).
Wrestling
Il 49,6% dei bambini segue il wrestling e lo apprezza. Il 23,7%
dice invece di non seguirlo perché non gli interessa, il
13,6% afferma di non seguirlo perché è troppo violento,
il 6,3% perché i genitori non vogliono, il 3,4% perché
non sa cosa sia. In particolare, il wrestling è più
seguito dai bambini (69,2%), ma è apprezzato anche da un
rilevante 30,5% delle bambine.
Il wrestling è realmente entrato nell’immaginario dei più
piccoli, al punto da suscitare comportamenti di emulazione: infatti
al 31,6% dei bambini è capitato di lottare contro qualcuno
come nel wrestling.
Uso del computer. La stragrande maggioranza dei bambini (82,1%)
utilizza il computer, ma sono più le femmine (83,3%) rispetto
ai maschi (81,6%) ad usarlo. Nel 30,7% dei casi i bambini hanno
imparato ad utilizzare il pc grazie all’aiuto dei propri genitori,
mentre nel 30,4% l’apprendimento è avvenuto a scuola. Ben
il 24,4%, un quarto del campione, si dichiara autodidatta.
Piccoli
Internauti
I bambini che navigano in Internet sono il 46,8%. I frequentatori
del web rappresentano una quota lievemente maggioritaria tra i
maschietti (50,2%), mentre tra le loro coetanee l’utilizzo della
rete è meno diffuso (43,9%). I bambini sembrano essere
ben consapevoli delle diverse potenzialità della rete e
la usano in modo versatile. Sebbene, infatti, giocare con i videogiochi
e scaricare musica, film, video e quant’altro rientrino tra le
abitudini di una quota maggioritaria di bambini (utilizza Internet
per questi fini rispettivamente il 61,7% ed il 50,8% del campione),
e circa un terzo di essi utilizzi Internet per partecipare a giochi
di ruolo (32%), l’uso della Rete non è limitato solo al
divertimento. La stragrande maggioranza degli intervistati (il
61,2%) utilizza Internet anche per cercare informazioni di proprio
interesse, mentre una minoranza considerevole di bambini (il 48,7%)
ne fa un utilizzo strumentale alle attività di studio,
per la ricerca di materiale utile. Una quota significativa, seppur
minoritaria, di bambini utilizza Internet anche per sfruttarne
le potenzialità relazionali: leggere e scrivere regolarmente
su un forum di proprio interesse (21,7%), comunicare tramite la
posta elettronica (21,3%) e/o tramite chat (13,7%). Meno diffusa
la lettura di blog (9,1%). Preoccupante invece il dato relativo
alla ricerca di cose proibite sul web, praticata da oltre un bambino
su dieci (11%).
Navigazione
senza tempo
Il tempo di fruizione di Internet divide il campione in tre gruppi
differenti. Nel primo, il più numeroso, rientrano i bambini
che non fanno un uso quotidiano della Rete (53,7%). Del secondo
fanno parte quanti utilizzano Internet tutti i giorni ma in maniera
tutto sommato abbastanza contenuta (31,8% del campione): non più
di mezz’ora (16,9%), dai 30 ai 60 minuti (8,6%), o per una-due
ore al giorno (6,3%). Il terzo gruppo (5,9%) è infine costituito
dai bambini che passano una parte considerevole e significativa
della propria giornata davanti ad Internet: dalle due alle quattro
ore (2,2%) o anche più (3,7%).
Agenzie di socializzazione. La famiglia e la scuola, oltre a costituire
le principali agenzie di socializzazione, continuano a rappresentare
per i bambini i maggiori veicoli di apprendimento: l’84,8% del
campione, infatti, si divide tra quanti ritengono di imparare
più cose dai propri genitori (43,4%) e coloro che individuano
nella scuola la maggiore agenzia formativa (41,4%). Minore il
ruolo di amici e mezzi di comunicazione: poco più di 3
bambini su 100 ritengono di imparare più cose dai media
(Tv, giornali, Internet) ed appena l’1,4% afferma di arricchirsi
dal punto di vista formativo soprattutto grazie ai propri compagni
di giochi. Il 5,3% dei bambini impara dai libri. La famiglia e
la stretta cerchia di amici costituiscono, per i bambini, i principali
punti di riferimento per confidare i propri problemi e in particolare
nel 36,6% delle risposte sono i genitori ad essere i confidenti
principali. Al secondo posto, con una percentuale del 18,9%, troviamo
gli amici più stretti. È comunque alta la percentuale
di bambini che dichiara di non confidare il sentimento di tristezza
(15,9%) o di confidarlo solamente dietro esplicita domanda (10,4%).
Rispetto ai sentimenti di solitudine, incomprensione, incapacità
e diversità, i bambini rispondono in maniera piuttosto
decisa dando grande risalto alla solitudine che è una condizione
sentita dal 47,4% dei bambini intervistati, con le risposte affermative
che superano quelle negative (45,9%).
Quali
i mezzi di comunicazione più apprezzati?
La classifica vede in testa la televisione, preferita dal 39,2%
degli intervistati, seguita dai libri (20,8%), dai fumetti (11,2%)
e dalla radio (11,1%). Significativo anche l’apprezzamento per
Internet, considerato il mezzo di comunicazione prediletto da
circa un bambino su 10, mentre appena il 2,7% dei piccoli intervistati
preferisce riviste e giornali.
Telefonino
La metà dei piccoli intervistati, il 51,5%, delle bambine
ed il 49,4% dei maschietti possiede un cellulare. Il 45,9% di
essi utilizza forme di abbreviazione nella scrittura di sms, mentre
il 13,9% non utilizza il cellulare per inviare messaggi.
Tempo
libero… “elettronico”
I bambini tendono sempre più a divertirsi con giochi di
tipo elettronico: videogiochi e playstation si collocano al primo
posto (43%), seguiti dai giochi da tavola (pari al 14,8%). Solo
il 12,2% ama giocare con le bambole, mentre i peluches occupano
il cuore del 7,7% dei bambini e il 6,5% si diletta con costruzioni
e puzzle. Il disegno invece è un’attività abituale
per la maggioranza dei bambini (68,7%). Il piacere della lettura
per il 43% dei bambini è riservato ai fumetti e una percentuale
simile (39,6%) è solita dipingere.
“Appassionati”
lettori
Circa un bambino su tre afferma di leggere da uno a tre libri
l’anno, il 22,3% supera addirittura i 12 libri in un anno. Dichiara
di avere abitudini opposte il 14,4% dei bambini intervistati che
risulta completamente disinteressato alla lettura di testi extra-scolastici.
Viaggi
e vacanze
Il 61,1% dei bambini non ha mai avuto occasione di andare all’estero,
mentre il 34,8% ha avuto questa opportunità. I bambini
residenti nell’Italia settentrionale hanno avuto maggiori possibilità
di viaggi all’estero: nello specifico il 56,1% del Nord-Ovest
e il 50,6% del Nord-Est hanno visitato un paese straniero, mentre
la percentuale più bassa si registra nelle Isole (solo
il 22,2%). Anche al Sud la quota di coloro che hanno visitato
paesi esteri è piuttosto contenuta (22,7%) se paragonata
alla media nazionale (34,8%) e alle risposte dei bambini residenti
nel Settentrione.
Bambini
e cultura
La maggior parte dei bambini (72,8%) dichiara di andare a mostre
e musei, mentre solo il 23% non vi si reca mai. In particolare,
il 38,1% sostiene di recarsi in questi spazi qualche volta, il
23,3% raramente, l’11,4% spesso. La maggior parte di essi (59%)
visita musei perché ritiene piacevole andarci. La restante
parte si divide tra chi è obbligato ad andarci con i genitori
(9,1%) e chi è invogliato dagli insegnanti (12,9%).
Svanisce
l’idea romantica dei genitori che raccontano le favole ai figli
Ben 1/4 dei bambini non hanno mai ascoltato favole raccontate
dai loro genitori. Il 39,3% dichiara di aver partecipato a questo
rito familiare solo qualche volta. Il 30,9%, invece, dice che
i genitori raccontano loro le favole spesso (16%) o sempre (14,9%).
Accoglienza
Più della metà dei bambini manifesta sentimenti
di affetto, maturità e sensibilità nei confronti
degli immigrati: il 52,8% del campione desidera per gli immigrati
accoglienza e pari diritti. Viceversa sono pochi (7,1%) coloro
i quali auspicano l’accoglienza contestando allo stesso tempo
la parità dei diritti. Sentimenti di intolleranza si riscontrano
nel 23,7% dei casi: circa un bimbo su dieci (9,9%) afferma che
gli immigrati debbano essere allontanati dal territorio italiano
e il 13,8% ammette l’accoglienza a condizione che possa rivelarsi
utile per il bene del Paese. Una quota consistente del campione
invece (16,4%) ha preferito o non ha saputo esprimere la propria
opinione.
Il
mondo dei valori
L’amicizia e la famiglia vedono attribuirsi molta importanza rispettivamente
dall’80,5% e dall’85,1% dei bambini. Anche la religione suscita
interesse: la considera importante complessivamente il 74,8%.
La maggior parte dei bambini coglie la disponibilità dei
genitori a fare sacrifici per loro (81,9%). Circa tre intervistati
su quattro (75,4%) avverte nei genitori la capacità e la
volontà di capirli e poco più della metà
del campione (58,5%) li considera come un modello di comportamento.
D’altra parte, quasi un bambino su dieci (9,3%) lamenta l’assenza
del genitore e il 15,4% non hanno voluto o non hanno saputo rispondere
a questa domanda.
I soldi conquistano nel complesso il 52,3% del campione, mentre
sul tema del successo c’è una frammentazione: il 21,5%
non attribuisce alcuna importanza, il 28,4% l’assegna ma in misura
marginale, il 24% si dichiara abbastanza interessato e il 16,6%
le attribuisce molta importanza.
“Segugi
randagi e piccoli di gorilla”
Ben il 78,9% dei bambini dichiara di utilizzare strategie attive
contro il bullismo. I minori asseriscono, infatti, di contrapporsi
alle prepotenze di un coetaneo su un altro chiedendo aiuto ad
un adulto nel 27,5% dei casi, dicendo al prepotente di smetterla
nel 27,7% dei casi e aiutando la vittima ad uscire dalla situazione
nel 23,7% dei casi. Il 3,9% ammette di unirsi al bullo dominante
facendo a sua volta il prepotente, lo 0,9% dice di trovare divertente
ciò che il bullo fa e dice. Il 4,6% dice di guardare e
far finta di niente perché non sono fatti propri, mentre
il 4,5% si allontana prima che il prepotente prenda di mira anche
lui. I bambini denunciano di subire prevalentemente brutti scherzi
(42,3%). Il 39,6% dei bambini dichiara di subire provocazioni
e/o prese in giro ripetute e il 33,6% offese immotivate ripetute.
Tra i minori il 20,2% si dichiara minacciato da coetanei o ragazzi
più grandi, il 12,6% subisce furto di oggetti e/o cibo,
mentre il 4,8% viene derubato. Il 12,1% dichiara di essere stato
vittima di episodi di bullismo diretti fisici, ossia di percosse
ripetute: il 14,9% sono maschi e il 9,5% sono femmine.
I
luoghi di prevaricazione e percezione del bullismo
I luoghi più indicati sono stati la scuola (32,3%) e la
strada e la piazza (27,3%). Considerando che i bambini tra i 7
e gli 11 anni si recano saltuariamente nei bar e nei locali, la
percentuale di abusi che avviene in questi spazi, pur attestandosi
all’8,4%, è elevata. Oltre 1/3 dei bambini (37,7%) pensa
che i bulli si vogliano sentire più grandi e più
forti. Il 26,6% ritiene che si vogliano far notare, mentre il
16,9% afferma che i bulli sono dei sadici che agiscono per il
gusto di infierire su chi è più debole. L’8,3% giustifica
i bulli e dichiara che le loro azioni sono dettate dalla voglia
di scherzare. Il 37,9% dei bambini li ritiene prepotenti e l’11,5%
li considera cattivi, mentre solo il 30,7% delle bambine li definisce
prepotenti e appena il 7,5% cattivi.
...continua...
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