GLI
ADOLESCENTI
E-GENERATION DI FRONTE ALLO SPECCHIO
Adolescenti
e Tv
Il 51,2% dei ragazzi intervistati, la metà del campione
(51,2%) guarda la televisione da 1 a 3 ore al giorno; il 19,3%
la segue invece per meno di un’ora, il 12,8% da 3 a 5 ore, il
10,1% non guarda la televisione tutti i giorni, il 5% la segue
per più di 5 ore al giorno. Ben il 68,3% dei ragazzi guarda
i programmi televisivi con il bollino rosso.
I ragazzi sono disturbati soprattutto dalle persone che parlano
di questioni intime e private nei talk show (49,7%) ma anche dalle
persone che litigano nei talk show o nei reality show (41,8%),
dalle immagini di guerra e/o morte nei telegiornali (41,1%) e
dalla volgarità e dalle parolacce (40,3%). Risultano invece
sgraditi solo ad una minoranza di ragazzi le scene di violenza
nei film o nei telefilm (20,3%) e le scene di sesso e/o nudo nei
film o telefilm (19,3%).
E-generation
La diffusione e l’utilizzo del computer fra i ragazzi si attesta
all’89,4%. Rimane un 9,8% di ragazzi ancora penalizzati da un
analfabetismo informatico. Allo stesso modo è alta la percentuale
dei ragazzi che navigano: l’81,1%. In particolare, la quota di
utilizzo di Internet cresce costantemente all’aumentare dell’età:
72,3% dai 12 ai 14 anni, 83,4% dai 15 ai 16 anni, 87,2% dai 17
ai 19 anni.
Internet: tra studio e pirateria. Ben il 93,6% dei ragazzi che
navigano in Rete ricercano informazioni di proprio interesse.
Estremamente diffuse sono anche la ricerca di materiale per lo
studio (83%) e l’abitudine di scaricare musica, film, giochi,
video da Internet (70,5%). Il 53,7% dei giovani navigatori comunica
tramite posta elettronica e il 37,9% anche tramite chat. Il 43,9%
gioca con i videogiochi online. Risultano invece meno frequenti
la ricerca in Rete di cose proibite (24,2%), la partecipazione
a giochi di ruolo (18,6%), la partecipazione a forum (17,8%),
la lettura dei Blog (14%).
Giovani
pirati informatici: la percezione dell’illegalità
Il 35,8% dei ragazzi ritiene che scaricare materiale dalla Rete
è comodo e non ci trova niente di male; il 35,3% lo considera
lecito perché cd e dvd costano troppo. Il 18,4% degli intervistati,
invece, non trova giusto questo comportamento, tuttavia non lo
considera grave; solo secondo il 3,1% si tratta di un vero e proprio
furto da punire severamente.
Tempi
di navigazione
Il 44,3% dei ragazzi non si connette ad Internet tutti i giorni,
il 9,7% lo fa dai 5 ai 30 minuti al giorno, il 10,2% da 30 minuti
ad un’ora al giorno, il 7,5% da 1 a 2 ore al giorno, il 3,2% da
2 a 4 ore al giorno, il 4,3% oltre 4 ore al giorno.
L’uso
del telefonino
Il 96,4% degli adolescenti possiede un telefonino tutto suo. Fra
i ragazzi di 12-14 anni il telefonino personale è lievemente
meno diffuso (93,3%) che fra quelli di 15-16 anni (98,9%) e quelli
di 17-19 anni (97,7%).
Nuove
tendenze tecnologiche
Il lettore dvd è l’apparecchio più diffuso, lo possiede
infatti ben l’86,7% dei ragazzi intervistati. Molto diffuso risulta
anche il masterizzatore (69,9%). Più della metà
del campione (56,3%) possiede un lettore Mp3. Il 50,2% dei ragazzi
dice di possedere una telecamera digitale, il 48,2% un dvd recorder.
Sono invece meno diffusi gli I-pod (11,7%), utilizzati per costruire
vere e proprie compilation di canzoni in base ai gusti personali
e ascoltarle in qualunque luogo.
Make
up: un’abitudine irrinunciabile
Ben il 57,8% delle ragazze si trucca spesso (30,8%) o sempre (27%).
Appena il 6,9% non si trucca mai, mentre una su tre (il 30,1%)
lo fa in occasioni particolari ed il 2,6% ha provato a truccarsi
solo per gioco. Appena il 17,8% delle intervistate di età
compresa tra i 12 e i 14 anni afferma di non aver mai fatto uso
di trucchi (11,2%) o di aver provato a truccarsi solo per gioco
(6,6%). Il 39,6%, diversamente, si trucca in occasioni particolari,
mentre per la maggioranza di esse il maquillage rappresenta già
un’abitudine quotidiana: ben il 40,8%, infatti, si trucca spesso
(23%) o sempre (17,8%). Due ragazze su tre tra le adolescenti
di età compresa tra i 15 e i 16 anni ed oltre il 68% delle
intervistate più mature (17-18 anni) ricorrono al trucco
spesso o continuamente. L’84% delle intervistate ha iniziato a
truccarsi prima dei 15 anni. Nello specifico, il 77,3% delle adolescenti
ha iniziato a farlo tra gli 11 e i 14 anni, mentre il 6,7% ha
abbandonato la faccia acqua e sapone ancora più precocemente,
tra i 7 e i 10 anni (4,9%) o ancora prima (1,8%). Il 12,9%, infine,
ha cominciato a truccarsi dopo i 15 anni.
La
moda del piercing
Il 25,7%, vale a dire oltre un quarto del campione, ha dichiarato
di essersi fatto almeno un piercing. Ben il 35,7% delle ragazze
ha almeno un piercing, contro il 14,8% dei ragazzi. Il 16% dei
ragazzi di età compresa tra i 12 e i 14 anni ha almeno
un piercing, contro il 26,3% degli adolescenti tra i 15 e i 16
anni ed il 34,2% degli intervistati più maturi. La parte
del corpo privilegiata per il piercing è il classico orecchio
– il 77,4% di quanti vi hanno fatto ricorso almeno una volta –
ma non mancano scelte più inusuali: uno su tre (il 33,2%)
si è fatto il piercing sul naso, il 14,6% sulla pancia,
l’8,2% sul labbro, il 6,7% sulla lingua ed il 5,2% sul sopracciglio.
A quanti, la maggior parte (40,6%), ritengono che si tratti di
una moda, si accompagna chi ritiene che esso sia un rischio per
la salute (9,9%) o che sia brutto esteticamente (5,1%), ma anche
quanti pensano che il piercing rappresenti un modo per trattenere
un ricordo (4,7%) o per rendersi più belli (12,2%). Forma
di trasgressione per circa un adolescente su dieci (10,6%), il
piercing rappresenta, poi, per una parte di essi, un modo di distinguersi
dagli altri (11,4%) o di dimostrare di essere adulti (1,5%).
Ricorso
alla chirurgia estetica
Il 2% dei ragazzi sostiene di aver fatto ricorso alla chirurgia
estetica. La stragrande maggioranza (il 96%) non vi ha fatto ricorso,
mentre il 2% non ha voluto rispondere. Tra gli intervistati che
hanno fatto ricorso alla chirurgia estetica, il 17,2% lo ha fatto
in seguito ad un incidente. Un buon 21,2%, diversamente, è
ricorso alla chirurgia estetica per correggere un difetto evidente
(11,1%) o diventare più attraente (10,1%), mentre per il
5% si è trattato di una scelta etero-guidata, cui si è
giunti attraverso il consiglio di amici (2%) o genitori (3%).
La maggior parte ha preferito, tuttavia, non indicare la ragione
del ricorso alla chirurgia estetica (55,6%).
Consumi
e scelte d’acquisto
Il 76,7% dei ragazzi assume nei confronti del consumo un atteggiamento
coscienzioso: un prodotto si acquista principalmente perché
serve o perché il prezzo lo permette. Il 59,9% afferma
di dare importanza soprattutto all’utilità del prodotto,
mentre il 16,8% considera decisivo soprattutto il prezzo. D’altra
parte, l’11,4% considera questione prioritaria, nei propri acquisti,
la marca o il fatto di avere visto il prodotto in pubblicità.
Mentre per il 5,3% ritiene importante soprattutto che il prodotto
sia di moda o che ce l’abbiano gli amici. Il 2,8%, infine, considera
più importante il fatto che il prodotto debba essere di
proprio gradimento.
Un buon 18% di intervistati afferma di non avere interesse a seguire
le tendenze del momento, mentre poco meno di 2 adolescenti su
tre (il 65,7%) si vestono seguendo la moda solo se quello che
è di moda è davvero di loro gradimento. Solo per
una parte più contenuta del campione (il 15,5%) vestirsi
seguendo la moda rappresenta un must. La stragrande maggioranza
degli adolescenti che segue la moda (il 73,5%) lo fa per il proprio
gradimento. Per un buon 14,7%, invece, si tratta di adeguarsi
alle tendenze del momento per non sentirsi all’antica. Solo una
parte contenuta di adolescenti afferma di seguire la moda perché
lo fanno gli amici (1,8%) o i propri idoli (1,8%). Una buona parte
degli adolescenti (il 52,4%) non ha a disposizione molti soldi
per i propri acquisti: il 28,1% ha una paghetta settimanale tra
l’1 e i 10 euro, mentre il 24,3% può contare su non più
di 20 euro a settimana. Non mancano quanti usufruiscono di una
paghetta settimanale generosa, compresa tra i 21 e i 30 euro (12,1%)
o che hanno una disponibilità di denaro ancora maggiore
(17%), ma accanto ad essi vi è un buon 9,1% di adolescenti
che non può contare per le proprie spese su alcuna somma.
In cima agli acquisti degli adolescenti intervistati vi sono innanzi
tutto le ricariche per il cellulare (27,7%) e i capi d’abbigliamento
(23,9%), seguite da snack e altri prodotti alimentari (15%) e
accessori e articoli di profumeria (6,2%). Un ragazzo su dieci
spende soprattutto per acquistare videogiochi (4%) cd e film (6%)
mentre l’8,1% preferisce acquistare con maggiore frequenza libri,
fumetti o riviste. Infine, circa 3 adolescenti su 100 utilizzano
la propria paghetta principalmente per comprare le sigarette.
Giovani
lettori
La lettura risulta un’attività abbastanza diffusa tra i
giovani: quasi un intervistato su due afferma di leggere libri
(47,9%) e il 24,5% ama i fumetti. Il 42,1% del campione si dedica
al disegno, mentre il 24,6% suona uno strumento musicale e il
23,4% ha l’abitudine di tenere un diario. Una quota pari al 16%
degli intervistati ama dipingere e il 13,2% scrive poesie e/o
racconti. Complessivamente, i ragazzi intervistati si mostrano
dei discreti lettori: il 40,1% afferma di leggere da uno a tre
libri l’anno, il 19,3% arriva ad un numero che oscilla fra i 4
ed i 7 e l’8,4% supera i 12 libri in un anno. Una percentuale
più contenuta (pari al 7,7%) legge mediamente dagli 8 ai
12 libri all’anno. Ben il 21,5% dei giovani afferma, invece, di
concentrarsi esclusivamente sui testi scolastici, escludendo dalle
proprie letture tutti gli altri libri.
Fruizioni
culturali
La maggioranza dei ragazzi intervistati ha avuto sporadiche occasioni
di visitare mostre e musei (il 43%), mentre circa uno su tre (il
33%) lo ha fatto spesso e il 6,2% vi si reca addirittura sempre.
Ha abitudini completamente opposte il 16,7% degli adolescenti,
che non visita mai mostre e musei. Tra coloro che effettuano visite
culturali, il 40,3% afferma di visitare mostre e musei per piacere
personale e non, come accade ad altri coetanei, perché
sono obbligati da insegnanti (35,6%) o dai genitori (10%).
Sì…
viaggiare
Ben il 72,7% degli intervistati ha avuto la possibilità
di fare viaggi all’estero, mentre il 26% non ha mai avuto questa
opportunità. Una quota elevatissima di ragazzi (87,1%)
afferma di compiere viaggi in occasione delle vacanze estive,
il 33,2% anche in prossimità del Natale ed il 22,1% per
le festività pasquali. Il 21,9% si concede la settimana
bianca e il 19,8% intraprende un viaggio in corrispondenza con
ponti festivi. Molto elevata (32,6%) la percentuale di ragazzi
che decide di compiere viaggi in periodi che non corrispondono
ad alcuna occasione particolare.
Quasi la metà degli intervistati (esattamente il 48,1%)
ha trascorso le ferie estive con la propria famiglia. Gli altri
si sono organizzati in maniera autonoma condividendo l’esperienza
con uno o più amici nel 30,4% dei casi, con un gruppo organizzato
nel 4,5% e con fratelli e sorelle (senza i genitori) nell’1,7%.
Il 13,2% del campione non ha avuto occasione di compiere viaggi
durante la scorsa estate. Tra le mete suggerite per le proprie
vacanze, i ragazzi hanno scelto prevalentemente il mare (ben il
72,6%), seguito, a grande distanza, dalla montagna (13,5%) e con
percentuali più contenute da tutte le altre destinazioni:
città d’arte (5,7%), campagna (2%), lago (0,8%). Una discreta
percentuale (2,5%) ha indicato tra gli “altri luoghi” i parchi
divertimento o i parchi acquatici quali mete in cui trascorrere
volentieri una vacanza. I ragazzi sembrano preferire la vacanza
girovaga (26,2%) e considerano il camper la soluzione ideale per
i propri viaggi; a seguire, il 24,7% degli adolescenti ama trascorrere
la vacanza tranquillamente in albergo (24,7%) o esprime il desiderio
di fare una crociera (23,2%). Una quota più contenuta (10,6%)
sceglie l’agriturismo, il 4,8% preferisce il campeggio e il 3,1%
il villaggio turistico.
Giovani
tifosi
Ben il 45,7% del campione dichiara di non andare allo stadio per
mancanza di interesse, la parte restante si divide tra tifo appassionato
e timidi entusiasmi. Solo il 7,4% degli intervistati frequenta
regolarmente lo stadio e circa un ragazzo su tre (29,1%) vi si
reca in maniera più sporadica. Altri ragazzi preferirebbero
seguire le partite di calcio allo stadio ma evitano di farlo perché
intimoriti dai frequenti incidenti (3,6%) o perché non
saprebbero con chi andare (9,8%).
Gli
amici al primo posto
Il 97,7% del campione attribuisce molta (85%) e abbastanza (12,7%)
importanza all’amicizia e il 96% molta (81,1%) e abbastanza (14,9%)
importanza alla famiglia. A seguire, anche l’amore occupa un posto
di primaria importanza per i ragazzi che si esprimono in questo
senso nel 92% dei casi. D’altra parte, l’aspetto fisico è
ritenuto complessivamente (79,1%) importante da quasi otto ragazzi
su dieci (abbastanza e molto importante rispettivamente per il
55,1% e il 24% del campione). Seguono i soldi (“molto” e “abbastanza”
importanti complessivamente per il 76,8% dei giovani) e il successo
(la pensa così il 61,3% del campione). In coda alla classifica
si colloca la religione, ritenuta importante soltanto dal 55,1%
degli adolescenti (“molto” e “abbastanza” rispettivamente per
il 16,3% e il 38,8% del campione).
Sacrifici
e comprensione: i genitori come modello
Il giudizio sui genitori espresso dagli adolescenti assume una
connotazione prevalentemente positiva. La quasi totalità
degli intervistati (92,3%) considera i propri genitori pronti
a fare sacrifici per loro e circa i 3/4 degli adolescenti intervistati
(77,7%) li erige a modello di comportamento. Il 73,4% degli adolescenti
asserisce che i genitori sono capaci di comprenderli e l’88,1%
non li considera “troppo assenti”.
Le
grandi tematiche
Il 58,2% dei giovani si è detto favorevole al divorzio
contro il 39,9% che la pensa diversamente. La fecondazione artificiale
divide sostanzialmente il campione tra il 47,9% dei favorevoli
e il 46,6% contrari. Sull’aborto invece si evince una sensibilità
maggiore dei ragazzi, che si sono dichiarati contrari nel 52,2%
dei casi e favorevoli in misura inferiore (43%). La pena di morte
riscuote l’approvazione di quasi 1/4 degli intervistati (22,6%),
mentre sull’eutanasia le idee non sembrano essere molto chiare:
sebbene la maggior parte dei ragazzi (40%) sia favorevole a questa
pratica, il 21,4% ha risposto di non conoscerne il significato.
La sensazione più diffusa tra gli adolescenti, alla vista
dei ragazzi che chiedono l’elemosina per strada, è la stessa
di quella manifestata dai bambini: il dispiacere (76,8%). Tra
gli adolescenti è molto alta la percentuale di coloro i
quali in tali circostanze provano un senso di diffidenza (19,8%)
e di indifferenza (9,1%). Poco più di un giovane su dieci
(13,1%) afferma di intenerirsi in presenza di ragazzi che chiedono
elemosina. Per quanto riguarda invece il giudizio degli adolescenti
nei confronti dei coetanei che compiono reati emerge che nel 62,7%
dei casi esso si basa sulla comprensione. Quasi la metà
del campione (46,5%) considera inconsapevoli delle loro azioni
i giovani autori di reati e per il 16,2% degli adolescenti intervistati
si tratta solo di una circostanza sfortunata della vita. Un adolescente
su cinque (20,5%) si rivela invece più critico nei giudizi
e definisce disonesti i coetanei che compiono reati. Solo il 6,6%
intravede nella cattiveria degli autori la spinta motivazionale
a questo tipo di devianza. Per quanto riguarda l’opinione sulla
presenza degli stranieri nel nostro Paese, gli adolescenti esprimono
solo nel 31,6% dei casi l’opinione secondo cui gli immigrati dovrebbero
essere accolti e avere gli stessi diritti degli italiani. Circa
un ragazzo su quattro (22,6%) dichiara invece di essere totalmente
in disaccordo e vorrebbe vedere allontanati dal territorio italiano
gli immigrati. Più cauto ma diffidente il 28,2% degli adolescenti
disposto ad accettare gli immigrati a patto che questi si rivelino
utili al Paese. Infine l’8,6% degli intervistati non concederebbe
agli immigrati la parità dei diritti, anche se ritiene
sia giusto accoglierli.
Il
rapporto con il luogo in cui i ragazzi vivono
Quasi la metà degli intervistati (48,9%) ha risposto di
trovarsi abbastanza bene nella città in cui vive ed il
35,8% si ritiene molto appagato. Non la pensa così circa
un ragazzo su dieci (11,1%) che dichiara di vivere “poco” bene
nella propria città. I meno soddisfatti della propria città
risultano essere i giovani residenti nelle Isole. Solo il 14,4%
di quest’ultimi ha espresso alto gradimento, a fronte di un valore
medio delle altre aree geografiche pari al 38,8%. Tra i motivi
della loro insoddisfazione, i giovani hanno indicato nella carenza
di spazi a loro dedicati (25,5%) e nella mancanza di stimoli e
di iniziative interessanti (22,3%) le ragioni della loro scontentezza.
Al contrario, una visione più ottimista si riscontra nel
14,2% dei ragazzi intervistati che affermano di non trovare nulla
che non piaccia. Il resto del campione si suddivide tra il 7,3%
di coloro i quali temono la delinquenza, il 6,7% che lamentano
l’inquinamento e il 6,4% infastidito dal traffico o caos.
Giovani
senza manie di protagonismo
La sicurezza in se stessi e l’indipendenza risultano al primo
posto nei desideri manifestati dagli adolescenti. In particolare,
alla domanda su ciò che desidererebbe essere, il 64,7%
del campione ha mostrato di aspirare ad una maggiore sicurezza
nelle proprie capacità, e più di un intervistato
su due (58,2%) ambisce ad una maggiore indipendenza. Il sondaggio
ritrae l’identikit di un adolescente che non soffre invece di
“manie di protagonismo”: la modalità infatti meno indicata
dal campione riguarda il pensiero di sentirsi più popolare
nel proprio gruppo di coetanei (27,7%). La voglia di sentirsi
più grandi (45,5%) e la maggiore disinvoltura (43,7%) dividono
sostanzialmente a metà il campione. La voglia di sentirsi
più grandi (49,4% a fronte del 41,6% del dato maschile),
più indipendenti (62,2% contro il 53,8% dei maschi che
hanno risposto di sì) e più disinvolte (46,9% a
fronte del 40,5% dei maschi), caratterizza in misura maggiore
i desideri delle ragazze. La sicurezza in se stessi, indicata
complessivamente dal 64,7% del campione, interessa quasi i 3/4
delle ragazze (70,4% contro il 59,2% dei ragazzi). La voglia di
maggiore popolarità tra coetanei è invece un’aspirazione
maggiormente maschile (ha risposto di sì il 29,7% a fronte
del 25,9% delle femmine).
Consumo
di alcool
I ragazzi bevono più o meno regolarmente. In particolare,
solo il 28,7% dichiara di non bere mai nessun tipo di bevanda
alcolica, mentre il 14,7% consuma alcool spesso (11,5%) o tutti
i giorni (3,2%), e la maggioranza (il 55,6%) qualche volta. Poco
meno di 7 adolescenti su dieci hanno dichiarato di aver bevuto
il primo bicchiere di vino o di birra prima dei 15 anni (69,1%).
Nello specifico, il 44,8% lo ha fatto tra gli 11 e i 14 anni,
mentre il 24,3% ancora prima. Il 13%, diversamente, ha consumato
alcolici la prima volta dopo i 15 anni, mentre appena il 14,1%
non ha mai bevuto un bicchiere di vino o di birra. La maggior
parte degli adolescenti beve alcolici in occasione di feste e
ricorrenze particolari (40%). Tuttavia, il 23,1% solitamente beve
quando si trova in compagnia o quando ne ha voglia (18,1%).
Consumo
di droghe
In relazione al consumo di droghe leggere, gli adolescenti intervistati
possono essere divisi in tre gruppi differenti. Il primo, più
numeroso (39,1% del campione), non esprime un giudizio di valore
nei confronti di hashish e marijuana, ma si limita ad affermare
di non essere interessato al loro consumo. Una parte consistente
del campione, diversamente, ha nei confronti del consumo di spinelli
un atteggiamento piuttosto favorevole: il 28% degli adolescenti,
infatti, ritiene che non ci sia niente di male a fare uso di droghe
leggere (10,2%) o che gli spinelli non facciano male se non si
esagera nel loro consumo (17,8%). I contrari al consumo di droghe
leggere, solo lievemente meno numerosi rispetto ai favorevoli
(27,7%), ritengono, infine, che l’uso di hashish e marijuana sia
pericoloso e sbagliato. Il 5,2% del campione, infine, ha preferito
non esprimere una valutazione al riguardo. Circa un intervistato
su tre (il 33,1% del campione) individua nel desiderio di sentirsi
ed apparire più grandi la ragione principale del consumo
di spinelli. Un buon 17,8% ritiene che il consumo di spinelli
sia legato al piacere di trasgredire, facendo una cosa proibita,
mentre per 15,1% si tratta di una moda, “perché lo fanno
tutti”. Poco meno di 1/5 degli intervistati (il 19,5%) ritiene
che i ragazzi consumino hashish e marijuana semplicemente perché
lo trovano piacevole (12,8%) o perché consentono loro di
rilassarsi e socializzare (6,7%). Una minoranza contenuta del
campione, infine, il 10,3%, è dell’opinione che il consumo
di spinelli sia legato al gusto di fare un’esperienza nuova.
Comportamenti
sessuali
Il 64,3% degli adolescenti ha affermato di non aver mai avuto
rapporti sessuali, mentre il 30,2% ha già avuto il primo
rapporto sessuale ed il 5,5% ha preferito non rispondere. Tra
coloro che hanno risposto di averlo già avuto, la metà
(il 50,1%) lo ha fatto molto presto, tra i 14 e i 15 anni (38,4%),
o ancora prima, tra gli 11 e i 13 anni (11,7%). Il 29,7% ha avuto
il primo rapporto sessuale tra i 16 e i 17 anni, mentre appena
il 4,9% ha “atteso” il raggiungimento della maggior età.
Il 15,3%, infine, non ha voluto rispondere al quesito. La “prima
volta” è stata particolarmente precoce per il 15,2% dei
maschi, che hanno avuto il primo rapporto tra gli 11 e i 13 anni.
Contraccezione:
un atteggiamento piuttosto incosciente
Il 52,8% degli intervistati che hanno già avuto rapporti
sessuali afferma di non utilizzare mai i contraccettivi, il resto
ne fa un uso sporadico o saltuario. Il contraccettivo preferito
dagli adolescenti è comunque il preservativo, certamente
il più sicuro anche dal punto di vista della protezione
da malattie sessualmente trasmissibili, utilizzato “spesso” (19,4%)
o sistematicamente (45,8%) dal 65,2% degli intervistati che hanno
già avuto rapporti sessuali e “qualche volta” dal 14,6%.
La pillola, che protegge da gravidanze indesiderate ma non dal
rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, è
utilizzata “sempre” dal 10,5% delle adolescenti che hanno già
avuto rapporti sessuali. Il 10,3%, diversamente, la usa “qualche
volta” (7,5%) o “spesso” (2,8%). Risulta, infine, scarsamente
diffuso l’uso del diaframma, mai utilizzato dall’83% delle giovani
che hanno già avuto dei rapporti sessuali.
Appena l’8,7% dei ragazzi afferma di non aver mai avuto rapporti
sessuali occasionali. La maggioranza degli intervistati (il 47,7%),
diversamente, afferma di averli avuti ma di aver sempre utilizzato
il preservativo ed il 21,9% ammette di aver avuto qualche volta
rapporti occasionali senza usare il preservativo. Ha rischiato
qualche volta, avendo rapporti occasionali senza usare il preservativo,
il 25,2% dei ragazzi ed il 18,9% delle ragazze.
Oltre la metà del campione individua negli amici (30,4%
delle risposte) e nei genitori (20%) i principali canali di informazione
in materia di sessualità. Un ruolo sempre più importante
è assunto dagli insegnanti, che vengono indicati come riferimento
per le informazioni sulla sessualità nel 13,2% delle risposte.
Se il 14,9% del campione si affida a libri e riviste medico-scientifiche
ed il 5,2% a fratelli e sorelle, ben il 7,9% s’informa attraverso
materiale pornografico, fonte perfino più gettonata dei
medici generici (1,4%) o specialistici (2,9%) o del consultorio
(2,9%).
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