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Mal-trattare o trattare male un
bambino viene definito da indicatori di livello fra i quali riscontriamo un
livello minimo, intermedio e massimo: in questo ultimo caso si evidenzia l’associazione
di abuso di potere e intenzionalità.
Se i bisogni fondamentali del bambino sono quelli d’amore e conseguentemente
di relazione, di nutrizione, protezione, attenzione, sicurezza, interesse,
comprensione, conoscenza e gioco, si distingue una violenza omissiva, un
maltrattamento per procura (con conseguente possibile sviluppo della Sindrome di
Munchaisen) e infine una violenza psicologica.
Livelli di maltrattamento
Nel maltrattamenti dei minori,
si possono distinguere indicatori di primo livello (di avvenuta violenza),
fra cui si annoverano segni fisici, comportamentali (apatia, aggressività,
rivelazioni…) scolastici e infine conseguenze sull’autostima.
Tra gli indicatori di secondo livello (contestuali) si riscontrano fattori
legati ai genitori, fattori familiari (es. conflitto di coppia), fattori
ambientali e non per ultimo fattori legati al bambino.
In genere, a una situazione di rischio ne segue una di vulnerabilità da cui si
diramano fattori di stress e protettivi.
Nel primo caso si assiste a una amplificazione e ad una probabilità maggiore di
comparsa della violenza; nel caso di fattori protettivi si assiste a una
riduzione e a un possibile superamento della crisi.
Le funzioni di un intervento
precoce sono:
| 1) |
contenimento del
danno anche sul lungo periodo, che se non
supportato può portare a una sofferenza psichiatrica (tentativi di
suicidio, fobie, condotte bulimiche…)
Uno stress prolungato come un abuso o un maltrattamento sul lungo periodo
comporta alterazioni neurofisiologiche (soprattutto a livello prefrontale
sede delle funzione mnemoniche) e modificazioni dell’equilibrio
attivazione – non attivazione |
| 2) |
possibilità
di apprendimento di nuove modalità adattive |
| 3) |
obbligo per
ragioni etiche |
| 4) |
obbligo per
ragioni di ordine legale |
Il ruolo della scuola
L'ambiente scolastico
rappresenta un luogo (ed un tempo) prezioso per la rilevazione di eventuali
segnali di maltrattamento e di abuso:
- L’insegnante può cogliere variazioni nel
tempo nel comportamento del bambino
- Nella scuola si possono confrontare i
bambini di pari età nelle stesse condizioni (es : comportamento
sessualizzato precoce)
- La scuola rappresenta il contesto in cui il
bambino si confronta con gli altri e diventa consapevole di una situazione
che poteva vivere come "normale"
- Spesso la richiesta d’aiuto rivolta all’insegnante
può essere l’ultima occasione per il bambino dato l’atteggiamento di
chiusura da parte di altri adulti
Di fronte ad un possibile caso
di maltrattamento, l'insegnante può mettere in atto due azioni:
- Rilevazione:
raccolta informazioni aggiuntive, per dare un senso al contenuto
informativo offerto dal bambino
- Segnalazione ->
contatto con la famiglia -> comunicazione scritta al Servizio
Sociale
A quel punto si possono aprire
due diverse direzioni d’intervento: da un lato una situazione di disagio e
trascuratezza comporta la comunicazione alla famiglia tramite il principio della
trasparenza a cui fanno seguito segnalazioni da parte della Scuola e
convocazioni della famiglia dell’ASL; dall’altra si evidenzia una situazione
d’abuso a cui fa seguito la segnalazione all’ASL secondo il principio della
non trasparenza al fine di non inquinare le prove con le susseguenti
segnalazioni rispettivamente al Tribunale dei Minori o al Tribunale Ordinario.
Aiutare a scuola i bambini
maltrattati
Un bambino vittima di
maltrattamento o di abuso - che viene allontanato dalla propria famiglia
naturale - è un soggetto fragile, che non fruisce di attaccamenti positivi, ha
stabilito una relazione distorta con i suoi genitori e, pertanto, necessita
accanto a sé di adulti capaci di offrire protezione fisica e psicologica.
L'allontanamento, generalmente, comporta l'immediato inserimento in un contesto
familiare alternativo che fornisca una base sicura, una comprensione empatica,
una disponibilità affettiva atta a trasformare gli affetti negativi,
specialmente quelli in relazione alla separazione e alla perdita.
Anche a scuola, per aiutare un bambino maltrattato, occorre intervenire sul
sistema di attaccamento: lo ricordiamo, si tratta di quella condizione per cui un
individuo è legato emotivamente ad un’altra persona percepita come più
grande, forte, nei confronti della quale si attivano: la richiesta di vicinanza,
il fenomeno della "base sicura" e la protesta per la separazione.
Ciò è fondamentale affinché il bambino maltrattato si rassereni ed impari un
po' alla volta a vedere con occhi diversi se stesso, gli altri, e le aspettative
verso chi entra in rapporto con lui.
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