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letteratura su questo argomento (Akhtar, Enns, 89; Enns, 90; Guadagni,
Rossi, 90; Lane, Pearson, 82; Pascual-Leone, 78; Rossi, Zani,
Pesce, 89) sottolinea una differenza tra adulto e bambino, relativamente
al rendimento elaborativo, che risulta inferiore in quest'ultimo
sia per gli aspetti temporali che di precisione nella prestazione.
Sostanzialmente
si possono ipotizzare limiti quantitativi (meno risorse
disponibili) e qualitativi (strategie elaborative meno
efficaci nel percepire ed organizzare le informazioni). Nella
fascia di età scolare (5-14 anni), l'attività elaborativa
volontaria (Vigotskij, 73) non è ancora ben strutturata
per motivi di ordine maturazionale (Perecman, 87) e per l'emergere
graduale di forme di organizzazione cognitive che dipendono dall'interazione
sempre più complessa ed efficiente con l'ambiente (Inhelder,
Piaget, 64; Bruner, 66).
Per
tutto l'arco della scuola primaria l'orientamento automatico sugli
stimoli ambientali è particolarmente forte nei bambini.
La loro capacità di focalizzarvi risorse è funzione
non tanto della rilevanza effettiva del segnale per il compito,
ma dei cambiamenti in assoluto che si producono nell'ambiente
percettivo (Rossi, Zani, Pesce, 91).
La
capacità di utilizzare l'attenzione selettiva nei bambini
è infatti ancora scarsa e la loro distraibilità
molto elevata, come hanno messo in luce i lavori sperimentali
che hanno affrontato lo studio di questo aspetto elaborativo specifico
(Lane, Pearson,82).
L'Attenzione
Selettiva (Enns,90) può essere suddivisa in quattro
sottoprocessi (Fig.2):
- l'integrazione,
- il
filtraggio,
- la
ricerca,
- il
priming
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| Figura 1. L'attenzione selettiva secondo
Enns |
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La
capacità di raggruppare in insiemi più complessi
le informazioni per codificarle, memorizzarle e trattarle più
agevolmente è il processo di integrazione.
Il filtraggio invece si riferisce a quelle operazioni compiute
per ignorare alcuni stimoli e trattarne più efficacemente
altri.
La ricerca è quel processo mediante il quale ricerchiamo
attivamente nell'ambiente un'informazione non ben localizzata
spazialmente attraverso movimenti del capo o dei recettori sensoriali
verso la fonte di stimolazione (orienting di tipo overt), oppure
spostando solo l'attenzione e non lo sguardo (orienting di tipo
covert).
Per priming si intende quel processo mediante cui si può
spostare l'attenzione pur mantenendo la preparazione a rispondere
sull'obiettivo prestabilito.
I
processi di integrazione si diversificano in termini evolutivi
soprattutto in relazione all'importanza della memoria nelle operazioni
percettive e decisionali che variano tra adulto e bambino. Le
differenze tra adulto e bambino si svelano soprattutto nello span
di memoria a lungo termine e nella quantità di dati in
essa contenuti.
In
particolare secondo Chi (76), la MLT è caratterizzata nei
bambini dall'assenza di raggruppamenti di informazione (chunk)
che è meno ampia e meno accessibile.
Essi
sono meno abili nel trasferire le informazioni nella memoria di
lavoro (Thomas, 80).
Poiché
la memoria di lavoro è costante, la minor efficacia dei
bambini dipende dalla immaturità dei processi di controllo
che servono ad eseguire operazioni elaborative sui dati della
memoria a breve termine.
Chi
ha individuato quattro processi di controllo:
- Richiamo
alla mente di informazioni;
- Attribuzione
di nome;
- Assemblaggio;
- Ricodifica
Il
primo compare dopo i cinque anni e si sviluppa a pieno verso gli
11. Esso va sollecitato dall'adulto per tutto l'arco della scuola
primaria.
Il secondo processo consiste nell'attribuire un'etichetta agli
stimoli in entrata; è anch'esso carente nei giovanissimi.
L'integrazione propriamente detta o chunking, cioè assemblare
secondo una logica più informazioni tra loro creando unità
più ampie, ha lo scopo di superare i limiti della MBT e
viene utilizzata con una certa efficacia non prima dei 7 anni.
L'ultimo processo rappresenta una forma di elaborazione più
profonda ed ha effetti notevoli sulla ritenzione e sull'efficacia
dell'uso della MLT. Questo processo si sviluppa enormemente solo
tra i 9 e 14 anni.
Per
quanto riguarda i processi di filtraggio, i giovani sono
meno abili nell'inibire l'elaborazione delle informazioni irrilevanti
così come nel resistere a potenziali distrattori (Pearson
Lane, 91).
Altro
processo che mostra un netto trend evolutivo è il ri-orientamento
dell'attenzione. La capacità di rivolgere il focus
attentivo ad un altro è limitata. A 8 anni infatti i bambini
non sono in grado di operare in tale direzione, in quanto sono
in una fase di transizione tra una strategia di attenzione divisa
e di spostamento sul segnale rilevante.
L'attribuzione
sulla probabilità che si verifichi un evento è strettamente
legata allo sviluppo di aspettative corrette (Posner, 80)
Si
possono in particolare distinguere due tipi di aspettative:
- Uno
schema generale che riguarda le aspettative concernenti la
normale struttura della scena visiva o uditiva;
- Un
secondo più specifico delle intenzioni momentanee che
l'individuo costruisce di momento in momento in funzione del
compito e dei fini che si pone.
La
velocità di categorizzazione dello stimolo e di reset della
memoria a breve termine, dagli studi elettrofisiologici, sembra
che a partire dall'età di 10 anni, avvenga come per l'adulto. |
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BIBLIOGRAFIA
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copyright © Educare.it - Anno I, Numero 7, Giugno
2001
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