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STUDI E RIFLESSIONI

 

 

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LA CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA A SCUOLA: UN’ESPERIENZA CONCRETA
prima parte

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di Margherita Marzario

seconda parte - terza parte - quarta parte - quinta parte

 

Abstract: l’autrice descrive la sua esperienza di docente nella scuola primaria, riportando gli opportuni riferimenti normativi, per mostrare come sia possibile, ed auspicabile, tutelare e far esercitare ai bambini i loro diritti nella scuola.

1. Premessa
Con la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia adottata dall’ONU a New York il 20 novembre 1989 (conosciuta anche come Convenzione di New York e ratificata in Italia con L.27 maggio 1991 n.176, a cui è seguito un decennio proficuo di legislazione a tutela dell’infanzia) si è affermata una nuova cultura, giuridica e non, nei confronti dei minori d’età considerandoli non più passivi destinatari di assistenza ma soggetti attivi, degni di attenzione e di ascolto. Nonostante questo substrato culturale non mancano quasi quotidianamente episodi di ignoranza o, peggio, di violazione dei diritti riconosciuti nella Convenzione. Tra i soggetti educativi (espressione da preferirsi, secondo alcuni, a quella di agenzie educative) chiamati a far conoscere diffusamente i principi e le norme della Convenzione (proprio per renderla più fruibile esiste una versione semplificata del 1997 curata dall’Associazione Telefono Azzurro), in modo attivo e adeguato, tanto agli adulti quanto ai fanciulli e a promuovere la sua effettiva applicazione (mutuando il contenuto dell’art.42 e dell’inizio dell’art.45 della Convenzione) vi è sicuramente la scuola.
Per rivitalizzare questo ruolo fondamentale della scuola non è necessario riformare e contro-riformare continuamente la legislazione scolastica (anche perché nell’adozione delle leggi riguardanti i minori, “la considerazione determinante deve essere il superiore interesse del bambino”, come già recitava l’art.2 della Dichiarazione dei diritti del bambino del 1959), ma è sufficiente riprendere la migliore tradizione pedagogica e giuridica.
Questo è quanto ho cercato di realizzare personalmente nell’anno scolastico 2005/06 allorquando sono stata chiamata ad insegnare in una classe prima di una scuola primaria di un Istituto Comprensivo in un piccolo paese della Basilicata occupandomi dell’ambito antropologico, di tecnologia ed informatica e del laboratorio linguistico - espressivo pomeridiano.
Ancor prima dell’inizio dell’anno scolastico mi sono posta non solo come neo-insegnante ma anche come “giurista minorile” (o come una sorta di garante dell’infanzia, figura di cui tanto si parla ma che stenta ad affermarsi), data la mia formazione post-universitaria; per questo ho letto il Piano dell’offerta formativa (P.O.F.) dell’anno scolastico precedente sulla base del quale ho fissato i cardini del mio percorso lavorativo, secondo quello che ritengo l’ABC della vita relazionale in qualsiasi contesto, scolastico ed extrascolastico, e con qualsiasi soggetto:

Accoglienza del fanciullo,
Benessere del fanciullo,
Codice della vita (nel senso di rispetto, prima, e trasmissione, poi, dei principali valori della vita),
Dimensione uomo e cittadino (il principio ispiratore),
Educazione (la modalità).

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Autore: Margherita Marzario, docente, laureata in giurisprudenza e perfezionata in legislazione minorile presso l'Università degli Studi di Bari. Cultrice di diritto minorile ed operatrice socio-culturale a titolo di volontariato. Attualmente insegnante di italiano L2 presso il C.T.P.-E.D.A. di Matera. Collabora con diverse riviste giuridiche on line, tra cui Filodiritto e Diritto&Diritti.

 

pubblicato su www.diritto.it, compare su Educare.it per gentile concessione dell'Autrice


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