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STUDI E RIFLESSIONI

 

 

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LA DEPRESSIONE POSTNATALE: QUESTA (S)CONOSCIUTA

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di Maria Beatrice Nava

seconda parte

Negli ultimi tempi si sente parlare moltissimo di depressione postnatale (o depressione postparto), in riferimento a tragici fatti di cronaca che si susseguono con terribile regolarità e sembrano essere diventati un appuntamento fisso dei nostri telegiornali.

In realtà la dicitura “depressione postnatale” viene utilizzata dai media in modo discutibile come “etichetta tuttofare”.

Questo contributo è rivolto sia ai genitori che ai professionisti e vuole offrire informazioni veritiere e scientificamente fondate sul fenomeno della depressione postnatale, per favorire una consapevole presa di coscienza sul fenomeno.

La prima cosa importante da fare, parlando di depressione postnatale, è operare una distinzione tra situazioni spesso confuse una con l’altra ma, in realtà, ben distinguibili.

MATERNITY BLUES (conosciuto anche come BABY BLUES), che colpisce il 70-80% delle puerpere (dato OMS) e consiste in una certa instabilità emotiva che colpisce la donna dopo il parto e nei giorni ad esso successivi. NON si tratta di uno stato patologico e non vi è necessità di uno strutturato intervento terapeutico (farmacologico o psicoterapeutico), perché questo stato di disagio tende a rientrare spontaneamente in tempi brevi (circa due settimane).
Il ritorno ad uno stato di normalità è favorito ed accelerato da fattori di sostegno psicologico-affettivo-emotivo e pratico alla donna (un marito comprensivo ed attento, una famiglia presente il cui aiuto è gradito, sane attività personali quali prendersi cura di sé ecc).
I sintomi sono: insonnia, mancanza di energia/iperattività, ipereccitabilità, aumento/diminuzione dell’appetito, senso di stanchezza anche dopo aver dormito, ansia e preoccupazione eccessive, confusione, tristezza, perdita di confidenza ed interesse per il neonato, sentimenti di inadeguatezza, pianto, ipersensibilità, irritabilità.

DEPRESSIONE POSTNATALE (depressione postparto), che colpisce circa il 10-15% delle puerpere (dato OMS) e consiste in un vero e proprio stato depressivo diagnosticabile attraverso la somministrazione di appositi test.
Il periodo migliore per somministrare questi test va dalle 5 alle 8 settimane dopo il parto (il 50% dei casi di depressione postnatale insorge entro i primi tre mesi).

La depressione postnatale non tende a scomparire spontaneamente come il Maternity Blues: il 50% delle madri non trattate risultano ancora depresse dopo 6 mesi e il 25% delle madri non trattate risultano ancora depresse dopo 1 anno.

Nella depressione postnatale si osservano molti sintomi, in genere i seguenti: umore depresso, tristezza, pianto incontrollato, sensazione di essere prive di valore, ansia o anche attacchi di panico, senso di colpa ed autobiasimo, preoccupazioni eccessive per la propria salute e per il bambino, mancanza di energie e sensazione di essere esauste, eloquio e movimenti rallentati, sentirsi a momenti alterni agitata o iperattiva, perdita di interesse in varie attività tra cui quella sessuale, senso di irritazione, disturbi dell’appetito (mangiare troppo o troppo poco), ridotta capacità di concentrazione e di prendere decisioni, disturbi del sonno (non riuscire a dormire neanche quando dorme il bambino), confusione mentale ed un maggior numero di dimenticanze, senso di disperazione ed inadeguatezza con pensieri costantemente pessimisti, instabilità emotiva con umore alterno, pensieri sulla morte e, a volte, sul suicidio.
Il fatto che una donna presenti questi sintomi non implica necessariamente che soffra di depressione postnatale. Una diagnosi corretta e veritiera può essere fatta solo attraverso uno screening adeguato.


PSICOSI PUERPERALE, che fortunatamente colpisce circa lo 0,1% delle puerpere (dato OMS), che rappresenta un vero e proprio disturbo psichiatrico e necessita di un intervento immediato.
I sintomi sono: confusione estrema ed incoerenza, affermazioni irrazionali, preoccupazione eccessiva per dettagli e particolari insignificanti, sospettosità, allucinazioni bizzarre (soprattutto uditive, le cosiddette “voci nella testa”), agitazione, disorganizzazione psichica grave.
L’insorgenza è in genere improvvisa, nella prima settimana dopo il parto.
Si tratta di una situazione clinica molto rara, che riguarda soltanto una mamma su mille.

Tornando alla depressione postnatale, è importante sapere che non solo c’è modo di diagnosticarla ma anche di intervenire efficacemente sia in fase di prevenzione che di trattamento (cioè di cura di una depressione postnatale già presente ed in atto).

...continua...

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Pubblicato su Educare.it su gentile concessione dell'autore


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