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La sorte
di molti genitori sembra essere comune. Presa la decisione, non
sempre facile, di avere un figlio, si affronta di solito l’esperienza
della maternità e della paternità con una certa
consapevolezza della fatica cui si va incontro. Ed i primi anni,
tra poppate e pannolini, coliche e dentini, richiedono effettivamente
molte energie.
Con
la crescita il carico di lavoro si alleggerisce: la maggiore autonomia
del bambino solitamente permette ai genitori di ristabilire un
ritmo di vita e di relazione "normale", all’interno del quale
si recuperano spazi per sé stessi e per la coppia. O almeno
così dovrebbe essere. Infatti, sempre più spesso,
arrivano a chiedere consulenza genitori che devono fare i conti
con nuove preoccupazioni ed inaspettate fatiche.
Non
ci stiamo riferendo, naturalmente, a problemi di natura medica
ma ad una pur ampia gamma di manifestazioni di disagio e di difficoltà
che facilmente colgono impreparati quei genitori che hanno spostato
la loro attenzione su altri ambiti.
A
partire da questo numero prenderemo in considerazione alcuni "momenti
critici" dello sviluppo dei bambini, cui papà e mamma dovrebbero
prestare particolare cura per evitare l’insorgere di stati di
malessere o di difficoltà che poi richiedono molte energie
per essere recuperati.
Rinunciando
in partenza ad un criterio cronologico, consideriamo come primo
"momento critico" l’ingresso nella scuola elementare. Si pensi
ad esempio come nella scuola dell’obbligo ai bambini venga chiesto
di apprendere secondo un programma ministeriale che ha per sua
natura caratteristiche di rigidità. Cito: al termine del
secondo anno i bambini devono "eseguire, almeno entro il cento,
addizioni e sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni (con moltiplicatori
e divisori di una cifra)". Dovendo inseguire obiettivi come questo,
la classe perde facilmente lo spirito ludico e cooperativo della
scuola d’infanzia per spostarsi su un clima competitivo che produce
presto i primi e gli ultimi del gruppo. Ai piccoli alunni vien
chiesto di lavorare a casa, per esercitarsi, per rinforzare ed
automatizzare alcune abilità. E’ comune che un bambino
non abbia risorse sufficienti per soddisfare da solo alle richieste
che gli vengono poste. Parimenti, non è sempre possibile
agli insegnanti individualizzare l’attività didattica per
poter fornire aiuti mirati su specifiche difficoltà.
In
questo quadro riteniamo siano particolarmente delicati i primi
mesi di scuola perché entrano in campo altri fattori (la
novità dell’ambiente fisico e di socializzazione, il non
sapere esattamente quale tipo di richieste si dovranno soddisfare
…). E’ proprio in questa fase che diventa supporto importante
la presenza dei genitori. Essi possono contenere le ansie, rispondere
ai dubbi, rassicurare il bambino rispetto alla sua adeguatezza
di fronte alle richieste ("sei bravo", "sei capace anche tu"),
evitare inutili confronti con i compagni..
Mamme
e papà possono soprattutto aiutare il proprio figlio ad
impostare correttamente il lavoro per casa. Dedicare uno spazio
preciso della giornata ai compiti, in un luogo tranquillo senza
distrazioni, offrire una supervisione sulla corretta interpretazione
di ciò che c’è da fare, esigere una certa cura (non
eccessiva!) nell’esecuzione, aiutare a compiere un controllo sul
proprio lavoro, fornendo al bambino semplici criteri di valutazione:
tutto questo può essere un investimento prezioso per i
genitori, cui subordinare (quando è possibile) anche alcuni
impegni di lavoro.
A
conferma di ciò è utile sapere che molti ragazzi
ci sono stati segnalati perché negli ultimi anni delle
elementari o alle scuole medie presentavano rigidità di
pensiero, tempi di concentrazione limitati, lentezza e superficialità
nell'esecuzione, ritardo nella comprensione dei nessi logici di
causa-effetto, carenze nelle strategie di elaborazione e quindi
tendenza ad apprendimenti meccanici, scarsa resistenza alla fatica
cognitiva … Nella ricostruzione della loro storia personale abbiamo
riscontrato spesso una trascuratezza da parte dei genitori proprio
nella fase della prima scolarità. Ed affrontare queste
difficoltà quando sono consolidate può essere davvero
molto faticoso. |