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Che differenza c’è tra fiabe e favole?
La
fiaba è popolata da personaggi immaginari, fantastici, irreali
come fate, gnomi, folletti, elfi draghi ecc. può mandare
dei messaggi ma a differenza della favola, oltre ad avere una trama
più lunga e articolata, pur potendo essere anche questa educativa
e potendo mandare dei messaggi, non ha una morale. La favola ha
anche questa personaggi fantastici, generalmente animali che parlano
, nasce con lo scopo di insegnare qualcosa ed ha una morale.
Nelle fiabe come nelle favole il soggetto tende ad identificarsi
con personaggi, mentre nella fiaba si lascia molto spazio alla fantasia,
all’immaginazione, luoghi fantastici, trame intrecciate che ci portano
in una realtà piacevole che può aiutarci ad esorcizzare
paure grazie al significato simbolico di luoghi e personaggi; la
favola invece è estremamente utile per i genitori che vogliono
trasmettere valori ai figli senza imposizioni ma stimolandoli alla
riflessione.
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Qual è il modo migliore di raccontare le fiabe o favole?
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Evitare di raccontare fiabe o favole con il televisore o lo stereo
acceso, dobbiamo creare coinvolgimento, è importante facilitare
chi ascolta a immedesimarsi nel personaggio.
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Il coinvolgimento emotivo del narratore è molto importante,
pensare e immaginare di essere dentro la fiaba mentre la si racconta.
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Permettere al bambino di immaginare ciò che ascolta, interrompere
con qualche pausa dicendo “ cerca di immaginare questo paesaggio”,
“immagina quel personaggio”
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Se si vuol motivare i bambini all’ascolto e alla lettura, Se si
tratta di fiabe lunghe e articolate, interrompere la narrazione
in un punto che crei un po’ di suspance: “come andrà a finire??
Lo vedremo domani”
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Se si tratta di favole che hanno un fine educativo, dopo aver letto
la favola, stimolare il bambino alla discussione con domande del
tipo:
Cosa ne pensi di questa storia? Che cosa ti è piaciuto di
più? Chi era il tuo personaggio preferito? Ti è mai
capitato di sentirti come lui? A chi assomiglia quel personaggio…?
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Aiutare il bambino nell’elaborazione e interpretazione della morale
e del messaggio che la favola vuol trasmettere, non influenzandolo
ma offrendo il significato che la favola comunica e stimolandolo
a una sua riflessione personale.
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Le favole possono avere un uso terapeutico?
Le
favole possono risultare terapeutiche sia per i bambini che per
gli adulti.
Possono aiutare a capire le paure del bambino, a vedere tratti della
sua personalità osservando il personaggio con il quale si
identifica, e questo vale anche per gli adulti. Ad esempio se pensiamo
a una favola per adulti dal titolo “il principe che non voleva lasciare
il suo castello” possono far riflettere su tematiche personali come
il distacco dai genitori in età adolescenziale, la difficoltà
per persone di 30-35 anni a formarsi una famiglia propria, si parla
di adolescenza prolungata, e di tematiche sociali molto attuali.
Il
fatto di identificarsi in un personaggio, che poi riesce a superare
determinati ostacoli, anche per l’adulto può essere terapeutico
e può stimolare alla riflessione su se stesso.
Le favole hanno una funzione pedagogica molto importante e possono
facilitare la riflessione e l’elaborazione di soluzioni per migliorare
la qualità della nostra vita oltre a permetterci di vedere
la realtà, con occhi diversi, stimolando positivamente la
nostra immaginazione che purtroppo troppo spesso viene lasciata
a riposo.
Le
favole inoltre vengono utilizzate anche a scopo diagnostico, per
valutazioni psicodinamiche. Si utilizzano le favole della Duss (test
utilizzato da psicoterapeuti) che consistono in una serie di favole
studiate appositamente per valutare: l’attaccamento con i genitori,
il complesso di Edipo, le paure del bambino ecc..
Il bambino, dopo aver ascoltato una storia non terminata inventerà
il finale dettandolo al terapeuta e, successivamente, farà
un disegno della storia inventata
(ad esempio: “c’era una volta, un bambino, improvvisamente ebbe
tanta paura… che cosa era accaduto? Di cosa aveva avuto paura?”
Continua tu la storia ecc…)
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Come può aiutare una favola a superare
le paure del bambino?
È
importante considerare prima di tutto che i bambini hanno più
difficoltà rispetto all’adulto a sopportare e gestire emozioni
intense e negative, avendo una minore capacità cognitiva
rispetto all’adulto hanno anche minore capacità di mettere
in atto difese adeguate quando si trovano a vivere situazioni dolorose;
lo dimostra il fatto dei numerosissimi casi di bullismo, aggressività,
enuresi, ansia da separazione problemi di concentrazione ecc., a
differenza dell’adulto hanno una minore capacità di spiegare
cosa gli sta accadendo, conoscono pochi termini legati al significato
delle emozioni.
Tramite la favola o la fiaba riescono a rappresentare una determinata
situazione e proiettandosi nel personaggio che vive le sue sensazioni
le può elaborare, perché quel personaggio riesce a
trovare delle soluzioni al suo problema.
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Meglio raccontare favole già esistenti o inventarle?
Vi
sono favole presenti molto belle ma è importante prima di
leggerla al bambino valutare che messaggio può trasmettere,
sicuramente al bambino piace ascoltare il genitore che costruisce
qualcosa per lui utilizzando la sua fantasia, l’immaginazione, inoltre
inventando favole, si possono creare situazioni più appropriate
alla realtà di oggi, senza tralasciare quel tocco di magico
che l’antico riesce a trasmettere (c’era una volta, in un paese
lontano…).
Per il bambino inoltre può essere molto utile ascoltare fiabe
per motivarlo alla lettura, anche se i bambini sanno già
leggere ascoltare una fiaba da un adulto, in particolare dal genitore
è sempre molto piacevole e affascinante, se, mi rivolgo ai
genitori, leggete fiabe ai vostri figli prima di andare a dormire
interrompete sul più bello: creerà maggiori attese
e più desiderio per l’ascolto e per la lettura.
Si
possono inventare favole per insegnare
¨ il rispetto delle regole
¨ per parlare del tema della gelosia
¨ per parlare della crescita
¨ per parlare della difficoltà ad accettare i propri
limiti
¨ per parlare di come affrontare le proprie paure (solitudine,
giudizio degli altri, di fallire ecc.).
E’
importante ricordarsi che il bambino si identificherà nel
protagonista quindi potrebbe essere un protagonista che ha le sue
stesse difficoltà e che riesce ad elaborarle in modo positivo.
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E se è il bambino invece a raccontare la storia?
È
importante non interromperlo, non criticarlo, non cambiare la sua
storia perché i personaggi che ha creato, il luogo dove si
svolgono le vicende, hanno un significato esprimono qualcosa ad
esempio
¨ luoghi piccoli (una casa piccolina, un luogo chiuso e piccolo
potrebbero indicare, segno di desiderio di protezione)
¨ luoghi grandi chiusi e fortificati un castello fortificato
(bisogno di sicurezza, ecc..)
¨ spazi grandi aperti piacevoli, desiderio di libertà,
autonomia ecc.
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