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STUDI E RIFLESSIONI

 

 

DISLESSIA EVOLUTIVA

E COMPORTAMENTO AGGRESSIVO

di Angela Maria Granara

Introduzione e Sommario

STRUMENTI UTILIZZATI

| test collettivi | test individuali | questionario informativo rivolto ai genitori |

Gli strumenti diagnostici utilizzati, sono nel contempo: economici, sensibili, individuali, e adatti ad una vasta gamma d'età.

  • Economici: la vastità del campione richiedeva che potessero essere somministrati dei test collettivi, che dovevano svolgersi in un lasso di tempo ristretto. Ciò garantiva una più precisa comparabilità tra i soggetti, soprattutto tra quelli della stessa età, poiché venivano esaminati in un periodo scolastico identico;

  • Sensibili e specifici: l'indagine doveva consentire l'esatta individuazione del disturbo;

  • Individualizzati: data la specificità della ricerca, le prove dovevano avvicinarsi il più possibile al singolo soggetto, per escludere eventuali errori diagnostici derivanti da vizi nello svolgimento delle prove collettive, come ad esempio copiature, suggerimenti, distrazioni;

  • Adatti ad una vasta gamma di età: il campione abbraccia soggetti di età molto diverse, dai 7 anni per le classi 2° Elementare, ai 14 anni per le classi 3° Media, per questo si è provveduto all'utilizzazione di prove che consentissero una diversificazione e comparazione dei risultati, tenendo conto del grado di competenza posseduto dai soggetti e di altre variabili date dalla diversità di età.

Test collettivi

a) Test cognitivo: Culture Free Scala 2 Forma A Cattel.

La prova d'Intelligenza Aculturale di Cattel è uno strumento carta-matita, a tempo, suddiviso in 4 sub-test:

  1. Il primo è il sub-test della SERIE:
    Vengono proposte delle serie di immagini da ultimare con una scelta fra 5 proposte.
    E' composto da 12 items, da svolgersi entro 3 minuti.

  2. Il secondo è il sub-test della CLASSIFICAZIONE:
    Vengono proposte 5 figure delle quali una è da indicare come non corrispondente a questa classificazione, poiché non ne fa parte logicamente.
    E' composto da 14 items, da svolgersi in 4 minuti.

  3. Il terzo è il sub-test con le MATRICI:
    Vengono presentati degli insiemi di 3 disegni da completare, scegliendo fra 5 proposti, il disegno che più si adatta al contesto già strutturato.
    Il sub-test è composto da 12 items, da risolversi in 3 minuti.

  4. Il quarto è il sub-test delle CONDIZIONI:
    Vengono proposte 5 immagini, fra le quali scegliere quella che possiede le stesse condizioni del modello standard.
    E' composto da 8 items, da risolvere in 4 minuti.
    La somministrazione del test, di tipo collettivo, richiede la spiegazione di ogni sub-test, attraverso degli esempi che vanno completati insieme alla somministratrice, così che si possa verificare l'avvenuta comprensione della prova.
    Per questo motivo, in relazione all'età e alla classe scolastica, la somministrazione del test abbisogna di un minimo di 30 minuti (in genere nelle classi 3° Media), ad un massimo di circa 1 ora (ad esempio nelle classi 2° e 3° Elementare).
    Il test ha come finalità, quella di verificare il livello intellettivo dei soggetti, di là del diverso grado di scolarizzazione.
    E' uno strumento fondamentale per la nostra ricerca, perché ci permettere di escludere da un'eventuale diagnosi di dislessia, quei soggetti con prestazioni al di sotto alla norma.

b) Test di lettura:

  1. Prova di riconoscimento di parole TRP.

  2. Prova di riconoscimento di parole senza significato TRPS (FAGLIONI et al. 1967)

La prova Faglioni è uno strumento carta-matita a tempo.
E' suddivisa in due sub-test:

  • La prima prova consta di 50 items.
    In ognuno di questi, viene proposta una definizione da completare con una parola scelta fra 5 proposte. Ogni definizione al suo interno, ha una parola sottolineata nei confronti della quale si vuole attirare l'attenzione del soggetto.
    Il vocabolo scelto per completare la definizione, deve essere solo segnato con una crocetta, senza dover essere riscritto.
    Il test ha una durata massima complessiva di 10 minuti, allo scadere dei quali, è definitivamente interrotta la prova.
    Ogni minuto, veniva dato uno stop ai soggetti, i quali dovevano segnare tramite una crocetta il numero dell'item completato fino a quel momento, per poi ripartire insieme, al nuovo via dato dalla somministratrice.

  • La seconda prova prevede anch'essa 50 items.
    Ogni items consta di una parola senza significato presa come modello e per questo sottolineata. Al suo fianco si trovano altre 4 parole senza significato, di cui solo una e' identica al modello.
    Il soggetto doveva segnare con una crocetta quale fosse, a suo parere, la parola identica a quella sottolineata.
    Questo secondo test, è stato proposto anch'esso, come prova a tempo. I soggetti, ogni minuto erano invitati ad interrompere il lavoro ed indicare l'ultimo items completato, con una crocetta sul numero ad esso corrispondente.
    Immediatamente dopo, procedevano a completare gli items mancanti fino allo scadere del tempo concessogli (10 minuti).

La somministrazione del test, richiede una spiegazione dei due sub-test e di alcuni esempi per verificare che si sia compreso il meccanismo di svolgimento.
I soggetti erano invitati dalle somministratrici a completare le prove mediante una lettura silente.
Per quanto riguarda la Scuola Elementare, per le classi 2° il test ha avuto bisogno d'alcuni miglioramenti. 
Dal punto di vista grafico, si è provveduto a stampare le stesse prove con caratteri più grandi rispetto a quelli usati per gli altri alunni, poiché tenendo conto del grado di scolarizzazione di questi alunni, l'utilizzo di caratteri piccoli avrebbe creato una difficoltà ulteriore, che ovviamente poteva alterare la valutazione della prova.
Dal punto di vista dell'attenzione, si è provveduto a porgere il test come una gara dove era importante far vedere dove si era arrivati ad ogni minuto. Per questo ci si è premuniti di ricordare ogni volta di segnare l'item completato per ultimo, e si e controllato che tutti ricominciassero la lettura nello stesso momento.

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Test individuali

a) Test Sartori:

  1. Lettura di parole

  2. Lettura di parole senza significato

Il test Sartori è uno strumento carta-matita, composto da due prove:

  1. La prima che viene identificata come la 4° prova nella Batteria per la valutazione della Dislessia e della Disortografia Evolutiva di G. Sartori, R.Job, P.E. Tressoldi, consta nel leggere a voce alta quattro liste di 28 parole ciascuna. Ogni lista ha un gradiente diverso di difficoltà.

  2. La seconda prova è quella di lettura di non parole, ossia di termini che non hanno significato nella lingua italiana. E' questa la prova n° 5 della suddetta batteria di test Sartori, e prevede la lettura ad alta voce di 3 liste, anch'esse un gradiente di difficoltà crescente, ognuna composta da 16 parole.

Inizialmente il test è stato presentato alla classe come prova individuale e ne sono stati definiti i criteri di svolgimento.
Si è spiegato agli alunni, che si sarebbe trattato di una lettura veloce di singole parole scritte su un foglio esterno al fascicolo delle prove collettive di cui erano in possesso.
Tale foglio sarebbe stato consegnato ad ognuno, solo nel momento d'inizio della propria prova. In seguito a tale spiegazione, gli alunni sono stati invitati uno per volta in un ambiente esterno all'aula, atto alla somministrazione del test in forma individualizzata. Ogni bambino, ha avuto modo di familiarizzare, mediante un breve colloquio, con le somministratrici. Tale colloquio oltre ad essere utile direttamente ai fini della ricerca, in quanto si è tenuto conto di alcuni dati personali, quali: età, sesso, lateralità, è stato altrettanto necessario, per far si che la prova si svolgesse in maniera più distesa, in modo da attenuare la presenza di eventuali stimoli ansiogeni.
In questa fase si è cercato altresì un commento sulle difficoltà delle prove appena terminate e sulla vita di classe, in modo da poter capire meglio le caratteristiche del soggetto che si stava testando.
E' sempre in questo contesto che si è chiarita meglio la modalità di svolgimento della prova. Si è spiegato ai soggetti che dovevano leggere a voce ben chiara e velocemente una lista di parole. Al termine di tale lista prima di leggere la seconda colonna, dovevano fermarsi per dar modo alle somministratrici di appuntare il numero degli errori compiuti, e il tempo impiegato a leggere tutta la colonna.
Si è provveduto altresì a collocarsi frontalmente all'allievo spiegandogli che, per seguire la sua lettura si aveva a disposizione una copia speciale del foglio, sulla quale si sarebbero appuntate le parole lette in maniera errata, e un cronometro per misurare il tempo impiegato per la lettura di ogni lista. Per cui s'invitavano gli alunni, a prestare particolare attenzione al proprio foglio, senza preoccuparsi di seguire gli appunti presi dalla somministratrice durante la lettura.
Ai più curiosi, per evitare ogni distrazione, veniva promesso di verificare i propri errori a fine lettura.
La seconda parte del test veniva indicata come la continuazione della prova precedente, specificando però che questa volta si sarebbe trattato di leggere parole inesistenti.
La somministratrice durante tutto il corso della lettura, non doveva incoraggiare il lettore, né commentare eventuali errori, se non al termine di ogni lista.
Soprattutto per le 2° e 3° Elementari si è più volte concesso qualche istante di pausa fra una lista e l'altra, qualora il soggetto appariva disattento o affaticato.
Ogni volta che s'interrompeva la lettura, si girava il foglio di lettura in modo da evitare che il soggetto potesse leggere le parole successive.

b) Il Buss-Perry Aggression Questionnaire

Il Buss-Perry Aggression Questionnaire, o BPAQ, è uno strumento per la misurazione degli atteggiamenti aggressivi elaborato nel 1992, da Arnold H. Buss ed un suo collaboratore Mark Perry.
E' una versione aggiornata e migliorata del BDHI (Buss-Durkee Hostility Inventory), elaborato da Buss e Durkee nel 1957, un questionario più vasto e ampiamente accettato, ma che presentava, secondo gli stessi autori, vari limiti. 
Nel BPAQ, solo alcuni items derivano dallo strumento originale, la maggior parte è stata riscritta per l'occasione. Un gran numero di affermazioni sono state eliminate, perché considerate ingannevoli, molte altre sono state riscritte al fine di apportare maggiore chiarezza alla loro comprensione. 
E' uno strumento costituito da 29 items, suddivisi in quattro sottoscale: Aggressione fisica, Aggressione verbale, Rabbia, Ostilità. 
Le risposte sono valutate in una forma di tipo Likert, con un punteggio 1-5, nell'intervallo tra Del tutto insolito per me a Molto tipico del mio agire.
Gli alunni sono stati invitati ad indicare quanto corrispondesse ogni affermazione al proprio carattere.
Per fare ciò il soggetto è stato invitato a segnare con una crocetta uno dei quattro gradi d'affinità con l'affermazione descritta.
Per ogni grado è stata utilizzata una lettera dell'alfabeto. Così:

  • A corrisponde a PER NULLA;

  • B corrisponde ad UN POCO;

  • C corrisponde ad ABBASTANZA;

  • D corrisponde a MOLTO.

La scelta di utilizzare le lettere dell'alfabeto invece che i numeri, nasce dalla riflessione che i soggetti testati avrebbero potuto scegliere sempre il grado 4, ritenendolo più importante rispetto agli altri.
La somministrazione del test, è stata preceduta da una semplice spiegazione, inoltre, i soggetti durante tutto il corso del questionario hanno potuto chiedere delucidazioni alle somministratrici a proposito delle affermazioni più oscure.
Soprattutto per le classi 2° della Scuola Elementare, il test è stato somministrato direttamente dalle testatrici, data l'astrattezza e la difficoltà espressiva di certe affermazioni. 
I bambini più piccoli venivano aiutati tramite, esempi della vita quotidiana, atti a ricondurli al loro vissuto personale.
Questi interventi sono stati preparati prima della somministrazione, per evitare un'eccessiva improvvisazione che avrebbe potuto causare disparità nel corso della somministrazione del questionario.
Occorre esprimere una considerazione necessaria ai fini della corretta interpretazione dei risultati del test.
Il fatto che il BPAQ, sia uno strumento autoreferenziale, fa si che i soggetti, liberi di rispondere autonomamente alle domande, possano non esprimersi in modo totalmente sincero, o che comunque, non siano oggettivi nell'autovalutazione (si potrebbero giudicare diversamente rispetto a ciò che comunicano, fanno o manifestano agli altri). 
L'indagine andrebbe dunque, confermata da altre inchieste rivolte ai genitori, agli amici, o agli insegnanti dei soggetti testati, che, in questa sede, non hanno ritenuto opportuno collaborare in modo manifesto ed ufficiale. 

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Questionario informativo rivolto ai genitori

Il questionario per i genitori, non è una prova vera e propria, ma piuttosto un questionario informativo utile per l'interpretazione delle prove degli alunni testati a scuola.
Esso è suddiviso in 4 parti, contenenti domande a risposta chiusa, salvo talune che prevedono alcune precisazioni.

1) La prima parte si riferisce sl padre del bambino testato e prevede:

  • domande quali l'età, il titolo di studio, la professione;

  • informazioni rispetto al periodo scolastico inerenti difficoltà di apprendimento o eventuali bocciature;

  • notizie sulla famiglia d'origine rispetto ai DSA e a insuccesso scolastico

2) La seconda identica alla prima, si riferisce però alla madre.

3) La terza si riferisce al bambino osservato a scuola. Si compone di varie domande inerenti:

  • opinioni rispetto la riuscita scolastica;

  • varie informazioni sul periodo della gestazione o comunque dei primissimi anni di vita del soggetto;

  • eventuali DSA osservati in famiglia;

  • problemi comportamentali.

4) La quarta circa eventuali altri figli:

  • quanti altri figli oltre il soggetto testato con relative delucidazioni sul sesso, l'età;

  • informazioni rispetto difficoltà di apprendimento ed eventuali bocciature.

Consegnato il questionario, si è provveduto a spiegare le modalità di risposta da comunicare ai genitori, e si sono fornite brevi informazioni sulle finalità della ricerca. In alcuni casi inoltre, su richiesta degli stessi genitori, si sono chiariti alcuni dettagli sullo scopo dei test.
Il questionario è stato proposto ai soggetti come momento altrettanto importante della ricerca, per cui gli alunni si sono impegnati a riportarlo a scuola completato entro 3 giorni dalla consegna.
Vista la necessità di condurre la ricerca nel rispetto della privacy, si è identificato ogni questionario con un numero, in modo tale da poterlo associare al relativo fascicolo delle prove condotte a scuola, senza dover venir meno al diritto del soggetto all'anonimato.
La finalità del questionario, è rilevare considerazioni sui soggetti esaminati, riguardo a problemi comportamentali ed eventuali fattori di esclusione (es.traumi postnatali), oltre che conoscere meglio l'aspetto socioculturale, della famiglia, in modo da avere delle relative conferme sulle prove condotte a scuola.
Il fatto che all'interno del questionario esistano altre domande rivolte a riscontrare l'eventuale familiarità del disturbo, è giustificato dal fatto che la ricerca fa parte di uno studio più ampio, rivolto anche alla verifica della matrice genetica della dislessia.

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Bibliografia

Autore:

Angela Maria Granara è laureata in Scienze dell'Educazione ed opera come educatrice presso i Servizi Sociali di Carloforte. Ha avuto esperienze come insegnante di sostegno a soggetti con difficoltà di apprendimento ed insegna nella scuola di base con incarichi a tempo determinato.

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copyright © Educare.it - Anno II, Numero 9, Agosto 2002


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