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LA PROMOZIONE DI UN CORRETTO STILE DI VITA TRA SCUOLA, FAMIGLIA E SANITÀ
Dal DPR 309/90 [1] a “Guadagnare salute” [2]. Analisi della situazione
terza parte

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di Rosamaria Guido

riferimenti normativi - prima parte - seconda parte

 

4. “Guadagnare salute: rendere facili scelte salutari”
Così, quasi ad un ventennio di distanza, i Ministeri della Salute e dell’Istruzione, attraverso il protocollo d’intesa del 5 gennaio 2007 [8] ed il relativo programma “Guadagnare salute: rendere facili scelte salutari”, nel ribadire i principi ispiratori del D.P.R. 309/90, sollecitano alla ricerca-azione di metodi alternativi e più efficaci in materia di educazione alla salute e quindi:

“La crescente e preoccupante diffusione in Italia di malattie croniche legate, in buona parte, a comportamenti scorretti o dannosi acquisiti in età giovanile, la persistente emergenza connessa al consumo e all’abuso di sostanze stupefacenti, la diffusione di atteggiamenti negativi e distruttivi in ambito affettivo-relazionale rendono necessaria la definizione di un programma d’intervento congiunto salute-scuola a carattere nazionale che consenta di delineare proposte operative per la scuola italiana e di definire ruoli, funzioni, obiettivi e progetti per configurare l’educazione alla salute come proposta pedagogica stabile per i ragazzi che ne rappresentano i destinatari, ma anche i principali protagonisti.
[…] L’ambiziosa finalità di un programma congiunto salute-scuola a livello nazionale è fornire ai bambini e ai ragazzi, negli anni della loro formazione culturale e psicologica, gli strumenti più adatti per conoscere ed evitare i comportamenti, gli atteggiamenti e i rischi che possono danneggiare la salute, mettendoli in grado di tutelare non solo la propria ma anche la salute altrui. L’obiettivo è favorire l’acquisizione del legame tra comportamenti personali e salute, promuovendo negli allievi la ricerca e la scoperta del valore positivo di una vita sana, valorizzando l’apertura verso gli altri e stimolando un atteggiamento positivo verso la diversità, quale fonte di arricchimento culturale e sociale”
[9].

Si torna, quindi, a porre l’accento sulla necessità di interventi congiunti che, riuscendo a colmare le lacune rilevate nelle precedenti iniziative, garantiscano finalmente l’auspicabile raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Dunque si riparte da zero? Alla luce delle considerazioni fin qui esposte, non ci sembra il caso di essere così pessimisti; nella prossima trattazione, esporremo i motivi grazie ai quali, per dirla con Troisi, si può sicuramente affermare che si “ricomincia da tre”.


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Autore: Rosamaria Guido, biologa nutrizionista/alimentarista, docente di Scienza degli Alimenti, dottoranda in modelli di formazione. Da tempo si occupa di Educazione alla Salute, TIC e Didattica, Tecniche Pedagogiche. Ha partecipato, in qualità di esperta, tutor e/o relatrice, a corsi per la Terza Area professionalizzante, progetti di Educazione Alimentare, progetti di integrazione scuola-territorio, manifestazioni sulla Scienza e la Storia dell’alimentazione.

Note:
[8] approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 4 maggio 2007.
[9] Ministero della Salute/MIUR, Sviluppo delle attività di collaborazione interistituzionale nell’ambito del programma “Guadagnare salute”, Roma, 5 luglio 2007.

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copyright © Educare.it - Anno VIII, Numero 11, Ottobre 2008


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