4.
“Guadagnare salute: rendere facili scelte salutari”
Così,
quasi ad un ventennio di distanza, i Ministeri della Salute e dell’Istruzione,
attraverso il protocollo d’intesa del 5 gennaio 2007 [8]
ed il
relativo programma “Guadagnare salute: rendere facili scelte salutari”,
nel ribadire i principi ispiratori del D.P.R. 309/90, sollecitano
alla ricerca-azione di metodi alternativi e più efficaci
in materia di educazione alla salute e quindi:
“La
crescente e preoccupante diffusione in Italia di malattie croniche
legate, in buona parte, a comportamenti scorretti o dannosi acquisiti
in età giovanile, la persistente emergenza connessa al
consumo e all’abuso di sostanze stupefacenti, la diffusione di
atteggiamenti negativi e distruttivi in ambito affettivo-relazionale
rendono necessaria la definizione di un programma d’intervento
congiunto salute-scuola a carattere nazionale che consenta di
delineare proposte operative per la scuola italiana e di definire
ruoli, funzioni, obiettivi e progetti per configurare l’educazione
alla salute come proposta pedagogica stabile per i ragazzi che
ne rappresentano i destinatari, ma anche i principali protagonisti.
[…] L’ambiziosa finalità di un programma congiunto salute-scuola
a livello nazionale è fornire ai bambini e ai ragazzi,
negli anni della loro formazione culturale e psicologica, gli
strumenti più adatti per conoscere ed evitare i comportamenti,
gli atteggiamenti e i rischi che possono danneggiare la salute,
mettendoli in grado di tutelare non solo la propria ma anche la
salute altrui. L’obiettivo è favorire l’acquisizione del
legame tra comportamenti personali e salute, promuovendo negli
allievi la ricerca e la scoperta del valore positivo di una vita
sana, valorizzando l’apertura verso gli altri e stimolando un
atteggiamento positivo verso la diversità, quale fonte
di arricchimento culturale e sociale” [9].
Si
torna, quindi, a porre l’accento sulla necessità di interventi
congiunti che, riuscendo a colmare le lacune rilevate nelle precedenti
iniziative, garantiscano finalmente l’auspicabile raggiungimento
degli obiettivi prefissati.
Dunque si riparte da zero? Alla luce delle considerazioni fin
qui esposte, non ci sembra il caso di essere così pessimisti;
nella prossima trattazione, esporremo i motivi grazie ai quali,
per dirla con Troisi, si può sicuramente affermare che
si “ricomincia da tre”.
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Autore:
Rosamaria Guido,
biologa nutrizionista/alimentarista, docente di Scienza degli Alimenti,
dottoranda in modelli di formazione. Da tempo si occupa di Educazione
alla Salute, TIC e Didattica, Tecniche Pedagogiche. Ha partecipato,
in qualità di esperta, tutor e/o relatrice, a corsi per la
Terza Area professionalizzante, progetti di Educazione Alimentare,
progetti di integrazione scuola-territorio, manifestazioni sulla
Scienza e la Storia dell’alimentazione.
Note:
[8]
approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
in data 4 maggio 2007.
[9]
Ministero
della Salute/MIUR, Sviluppo delle attività di collaborazione
interistituzionale nell’ambito del programma “Guadagnare salute”,
Roma, 5 luglio 2007.
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