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I Centri d'Aggregazione Giovanile
Da
alcuni decenni i Centri di Aggregazione Giovanile si collocano all’interno
dei servizi di prevenzione primaria al disagio sociale. Si rivolgono
a preadolescenti, adolescenti e giovani ed operano in stretta sinergia
con la realtà della zona in cui sorgono, offrendo un punto
di ritrovo strutturato a quei ragazzi che, sebbene non abbiano ancora
sviluppato comportamenti devianti conclamati, presentano difficoltà
d’integrazione nelle reti sociali del proprio quartiere o del proprio
paese.
Alla base di questa difficoltà è stata più
volte riscontrato, semplificando, una scarsa consapevolezza del
contesto di cui si è parte, sia da parte dei giovani nei
confronti degli adulti e delle istituzioni, sia viceversa.
Attraverso il fumetto è possibile ricostruire la storia del
quartiere, andando a scoprire gli aspetti della quotidianità
(parrocchia, punti di ritrovo, bar, sala giochi…) e facendone un’analisi
che nel passaggio dalla concettualizzazione alla realizzazione a
fumetti, subisce un processo di razionalizzazione.
Questo lavoro permetterebbe agli adolescenti di comprendere più
da vicino le problematiche del proprio quartiere (delinquenza, droga,
prostituzione, criminalità) e, una volta realizzato, potrebbe
essere portato all’esterno del C.A.G. per far comprendere al territorio
sia le potenzialità espressive dei giovani, sia la loro capacità
di concettualizzazione ed analisi.
I
Centri Psico Sociali
Alcuni Centri Psico Sociali (C.P.S.) dell’area milanese, già
da qualche tempo utilizzano il fumetto “senza sonoro”. A delle strisce
a fumetti viene cancellato lo scritto nelle nuvolette e si propone
ai pazienti di ricostruire il dialogo basandosi sulle espressioni
e sui fatti.
Si tratta quindi di dare una corretta interpretazione degli stati
umorali dei protagonisti del fumetto, che per i pazienti affetti
da psicosi è spesso difficoltoso.
Si ha quindi un mezzo per la verbalizzazione degli stati d’animo
ma anche e soprattutto un canale d’espressione per le produzioni
deliranti che, uscendo allo scoperto, possono essere accolte e gestite.
(Fig. 9: un esempio di fumetto utilizzato).

Fig.
9
Autori:
Fabio Pinciroli è Educatore Professionale
coordinatore a Milano. Alessandro Reati, educatore
professionale, psicologo, docente presso l’Università
degli Studi di Milano e la libera Università di Bolzano
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