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Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) quali l'Anoressia (AN)
e la Bulimia Nervosa (BN) sono divenuti un problema di allarme ed
interesse sociale sempre più urgente.
Il 90% dei casi si sviluppa in soggetti di sesso femminile ed anche
se la ricerca (Fassino, et al., 2001; Fernández-Aranda, et
al., 2004; Fichter & Daser, 1987) ha evidenziato un aumento
dei casi maschili, ciò merita adeguate verifiche in campioni
più numerosi ed eterogenei [1].
L'età di insorgenza di tali psicopatologie è inscrivibile
fra i 14 ed i 18 anni (American Psychiatric Association, 1994) e
sebbene raramente colpisca soggetti oltre i 40 anni d'età,
sono riscontrabili numerosi casi cronici (Fox & Leung, 2008;
Mian, 2006).
Solo il 46% dei pazienti con Anoressia presentano una totale remissione
(Steinhausen, 2002) mentre sono tra il 51% ed il 71% i casi di persone
affette da Bulimia che si astengono totalmente da episodi di alimentazione
incontrollata [2]
e tra il 36% al 56% quelli che non utilizzano più
alcun metodo di compenso [3]
(Fairburn, Cooper, & Shafran, 2003).
L'attenzione da parte dei mass-media alla problematica sembra non
aver aumentato la conoscenza nella popolazione [4]
riguardo i rischi di tali psicopatologie e la loro eziologia (Mian,
2007a).
Raramente inoltre, è stato valutato il punto di vista degli
adolescenti sugli attuali canoni estetici e sull’influenza
dei media che propone modelli di bellezza difficilmente raggiungibili
per i giovani (Mian & Gerbino, 2008).
Questo fattore socio-culturale, che si inscrive nella multifattorialità
dei DCA, puo' spiegare l'aumento delle percentuali di soggetti con
uno o più sintomi [5]
che risultano però insufficienti ai fini di una piena diagnosi
di un disturbo alimentare(Jacobi, Hayward, de Zwaan, Kramer, &
Agras, 2004).
Le indagini cliniche hanno rilevato notevoli differenze nelle percentuali
di successo dei casi trattati ponendo in questo modo l'accento anche
sui diversi sistemi sanitari della Comunità Europea (Richard,
2005).
E' quindi evidente come interventi in adolescenza che investano
entrambe i sessi utilizzando nuove metodiche, potrebbero portare
a nuove conoscenze relativamente a tali disturbi e ad una loro prevenzione
sia primaria che secondaria.
Il gruppo di ricerca Body-Image, tiene dal 2006 presso alcune scuole
medie superiori del Friuli-Venezia Giulia, una serie di incontri
finalizzati alla prevenzione e sensibilizzazione dei DCA (Mian,
2007b).
Nello specifico, il progetto di cui si parla in questo articolo
era volto agli studenti delle classi seconde di un Liceo Scientifico
di Trieste [6],
con lo scopo di approfondire le conoscenze in merito ai DCA, favorire
il raggiungimento di una immagine corporea positiva negli adolescenti
e valutare comportamenti alimentari a rischio fra i giovani di entrambe
i sessi usando innovative metodiche comunicative.
L'intervento si proponeva inoltre di evidenziare rischi e conseguenze
di tali comportamenti e rafforzare l’autostima attraverso
l’accettazione della propria immagine corporea attraverso
anche l'educazione verso uno stile di vita sano ed attivo.
Obiettivo finale, è di fornire al Ministero della Salute
dati epidemiologici (al momento non esistenti nel contesto cittadino
e regionale), che rilevino in percentuale il numero di soggetti
a rischio di incorrere in un DCA e quello di eventuali elementi
già patologici.
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Autori:
Emanuel Mian Psicologo perfezionato in diagnosi
e trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Giudice
Onorario della Corte d'Appello sezione minorile del Tribunale di
Trieste. Responsabile di numerosi progetti di ricerca e pubblicazioni
sulla diagnosi e prevenzione dei disturbi alimentari.
Cinzia
Lacalamita:
Scrittrice, addetto stampa del Gruppo di Ricerca Body Image, editorialista
di AffarItaliani.it. Segue numerosi progetti di prevenzione rivolti
ai giovani relativamente ai Disturbi del Comportamento Alimentare
ed alla Comunicazione Interpersonale.
Note:
[1]
provenienti
cioè da diversi centri di diagnosi e cura
[2]
definiti come binge o abbuffate
[3]
definiti come "purge" relativi a vomito auto-indotto o
abuso di lassativi e\o diuretici indistintamente fra adolescenti
ed adulti
[4]
definibili anche come casi "subclinici o sottosoglia"
e clinicamente come Disturbi Alimentari Non Altrimenti [5]
Specificati
(NAS)
[6] Liceo Galileo
Galilei di Trieste
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