|
Gli studi pionieristici dell’interazione faccia-a-faccia negli
contesti educativi contribuiscono a creare nuove immagini del
comportamento umano e dell’organizzazione scolastica; essi ci
informano come i membri di una società ed i ricercatori
contribuiscano parimenti a definire le iniquità educative,
e ci aiutano a spiegare le ideologie delle politiche economiche
che pongono i problemi educativi in prima istanza. I ricercatori
interazionisti presentano evidenze persuasive che le strutture
cognitive e sociali sono costruite nell’interazione e che il comportamento
umano è definito dal contesto. Alcune situazioni sociali,
specialmente i test ed gli esperimenti, sono particolarmente vincolanti
e sembrano contribuire a far apparire i bambini provenienti da
gruppi assoggettati come stupidi od inespressivi.
L’analisi
interazionista del linguaggio adottato in classe, abbinata a quella
condotta a scuola e nelle case ed ai confronti cross-culturali
sugli usi linguistici, hanno contribuito allo sviluppo di strategie
pedagogiche che rendono l’istruzione in classe culturalmente compatibile.
I
risultati raggiunti sono impressionanti. Tuttavia esistono ancora
questioni che attendono una risoluzione. Una migliore comprensione
delle interconnessioni tra strutture sociali, cultura ed interazione
e la riconciliazione tra le dimensioni conflittuali e consensuali
dell’apprendimento sono aspetti significanti che guideranno l’analisi
interazionista futura all’interno degli studi sull’educazione.
torna
su
Autore:
Prof.
Hugh Mehan, docente ordinario della Facoltà di
Sociologia, UCSD. Il lavoro del Prof. Mehan è profondamente
improntato sull'Educazione, con particolare risalto alle iniquità
educative generate all'interno dei contesti scolastici.
Traduttore:
Raffaele Alessandro Panza,
studente della Facoltà di
Psicologia di Padova, attualmente ricercatore/collaboratore all'University
of California, San Diego (UCSD). Nel tempo speso qui ha avuto
modo di conoscere e collaborare con il Prof. Hugh Mehan
|