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La
situazione attuale colloca la competenza
pedagogica nell’orientamento integrale e il trattamento educativo
viene considerato in un processo evolutivo in cui il soggetto
è parte attiva in un percorso di cambiamento della sua
situazione personale anche in relazione al contesto familiare,
affettivo e sociale. In questo senso non va dimenticato il contributo
offerto da P. FREIRE con il concetto di "Pedagogia degli oppressi"
la dove rivaluta il concetto di educazione come reale processo
di aiuto alla persona e non come strumento di valutazione e controllo.
E’
importante a questo punto citare anche l’apporto in tal senso
fornito da Erickson il quale indica una via pedagogica orientata
a utilizzare lo strumento educativo che guardi ai processi evolutivi
degli adolescenti e la loro formazione non solo in chiave intrapsichica,
individuando nella complessità della relazione e della
contestualizzazione un approccio per reali, autentici processi
di aiuto, non necessariamente legati a categorie psico-patologiche.
Anche Freud in tal senso ( nella prefazione al libro di August
AICHHORN "Gioventu’ Traviata" ) parlando delle tre professioni
impossibili "educare, curare, governare", ribadisce la distinzione
tra psicoterapia psicoanalitica propriamente detta e comune opera
educativa.
L’impegno
attuale dei Pedagogisti ricercatori consiste in uno sforzo di
elaborazione teorica per definire sul piano epistemologico e scientifico
il rapporto intercorrente tra Educazione e Diritto esistendo una
forte necessità di autonomia di pensiero della teorizzazione
pedagogica rispetto alle altre scienze sociali di confine. Il
dibattito e lo sviluppo teorico della Pedagogia Giuridica deve
puntare nello specifico a risaltare la validità della relazione
educativa e quindi della cultura pedagogica sul piano degli interventi
preventivi e trattamentali. La
Pedagogia nella prospettiva criminologica non può essere
considerata come azione curativa, quantomeno questo non è
l’obiettivo primario, bensì come strumento nella relazione
di aiuto destinata a soggetti in difficoltà nell’ambito
di un programma interdisciplinare di intervento. Educare in questo
senso diventa sinonimo di formare ossia rimuovere le cause di
disagio attraverso un progetto pedagogico che si innesta in una
dimensione complessa in raccordo con le altre competenze. Nella
prospettiva criminologica sganciare la Pedagogia da un innesto
disfunzionale con altre competenze diventa un dovere sul piano
dell’autonomia teorica e pragmatica; l’obiettivo è quello
di puntare su una relazione educativa capace di produrre reali
processi di cambiamento nella persona con svantaggio sociale anche
attraverso il confronto funzionale con le altre discipline.
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