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STUDI E RIFLESSIONI

 

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PEDAGOGIA GIURIDICA
(seconda parte):

la Pedagogia nella prospettiva Criminologica

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Parte del presente testo è stata pubblicata in "Quaderni di Pedagogia Giuridica", anno 1, n° 0, maggio/giugno 2001, Rivista del Centro Studi "HOLOS" di Siracusa

di Emanuele Esposito

 

Seconda parte:

|L'indirizzo fenomenologico | L'indirizzo integrale |
| Modelli di giustizia | Situazione attuale |

Prima parte:

| Modello di riferimento |
| Riferimenti normativi |

Parlare di pedagogia giuridica apparentemente sembra un concetto quantomeno insolito e astratto, l'obiettivo di questo nuovo approccio di intervento non è tanto o solo sfatare tale concetto, anche quello di analizzare un rapporto complesso e di interconnessioni operative e culturali che riguardano la competenza educativa in rapporto al Diritto.

I modelli teorici di riferimento

L'indirizzo fenomenologico
La visione organicistica nella lettura dei comportamenti devianti nel tempo si è mostrata riduttiva in quanto le azioni contro la norma venivano lette esclusivamente in chiave patologica legate ai ritmi e disfunzioni biologiche dei soggetti che andavano a determinare anche la costruzione della personalità.
Con l'approccio interdisciplinare in criminologia il concetto di personalità finisce di essere solo un enunciato filosofico per aprirsi ad un'interpretazione più globale nell'analisi dei comportamenti devianti.
Un rilevante contributo in tal senso viene dall'indirizzo fenomenologico di ispirazione gestaltica, in particolar modo da K. JASPERS (Filosofo e Psichiatra) che recuperando il pensiero di Husserl e Heiddeger pone al centro della lettura dei comportamenti devianti la soggettività dell'individuo (considerato come soggetto aperto alla conoscenza degli altri e non come oggetto) e l'intersoggettività o relazione intersoggettiva (intesa come soggettività comune a tutti gli esseri viventi), il vissuto.
Secondo questo indirizzo il problema della soggettività e intersoggettività caratterizza l'interazione delinquente - vittima.

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L'indirizzo integrale
Per l'indirizzo integrale è importante abbandonare una concezione parziale e unilaterale del concetto di personalità a vantaggio di una metodologia globale che nella costruzione del concetto di personalità volge l'attenzione all'individuo in relazione al suo ambiente umano e sociale.
Secondo i maggiori autori di tale orientamento (Etienne DE GREEF, Benigno DI TULLIO, Enrico FERRI) le condizioni biologiche e neurofisiologiche da sole non sono sufficienti a leggere l'azione criminale che invece investe la persona nella sua totalità e nell'interazione umana.
E' in questo tipo di approccio che entrano in scena nella spiegazione del comportamento criminoso oltre alla Psicologia anche la Sociologia (Sociologia del Diritto con Enrico FERRI) e la Pedagogia.

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Pedagogia e trattamento criminologico
L'intervento educativo costruisce uno dei punti focali del trattamento criminologico in un'ottica di responsabilizzazione dell'autore di reato; infatti il termine più usato nel trattamento penitenziario è quello di rieducazione concetto molto legato al modello di pedagogia correzionale in cui si utilizza la competenza educativa come strumento di inserimento sociale.
L'approccio derivante invece dal modello criminologico risalta il concetto di pedagogia rivalutativa che riconosce il soggetto come protagonista attivo del processo di cambiamento e connota l'azione educativa in una reale dimensione di aiuto alla persona deviante.

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I modelli di giustizia sotto rappresentati sono indicativi delle modalità attraverso cui la pedagogia resta legata solo agli obiettivi giudiziari e apparentemente ai bisogni del reo, ciò anche con la complicità delle altre scienze sociali.

La tabella indica in maniera chiara l'utilizzo della competenza educativa in maniera aderente ai bisogni della giustizia formale e all'esigenza di difesa sociale.

Il modello rieducativo ad esempio si lega al concetto patologico del comportamento deviante per cui il soggetto rappresenta una personalità malata e bisognosa di essere curata; il modello retributivo agisce in funzione della legge e dell'ordine per garantire sicurezza sociale; il terzo e il quarto modello adottano invece un modello interdisciplinare che lontano da tentazioni emendative rivalutano la funzione educativa nella lettura dei comportamenti criminali e nel loro trattamento.

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MODELLI DI GIUSTIZIA MINORILE

 

1

2

3

4

5

 

Rieducativo Assistenziale Recupero

Retributivo Giustizia Persuasione

Normalizzazione Non Intervento Interazionista

Restaurativo Riparativo Mediazione

Gestione Corporativismo

Oggetto:

Minore

Reato

Reazione Sociale

Danni

Problemi

Reato espressione di

Patologia

Libera scelta

Normalità

Conflitto

Difetto di socializzazione

Azione:

Recuperare

Punire

Non Specializzato

Riparare il danno

Ristrutturare il comportamento

Personale chiave:

Psicosociale

Giudiziario

Non Specializzato

Mediatori

Esperti di Giustizia Minorile

Contesto:

Paternalista

Legge e
Ordine

Diritti e Garanzia

Riformatore

Responsablizzante

Tecnologico

La situazione attuale colloca la competenza pedagogica nell’orientamento integrale e il trattamento educativo viene considerato in un processo evolutivo in cui il soggetto è parte attiva in un percorso di cambiamento della sua situazione personale anche in relazione al contesto familiare, affettivo e sociale. In questo senso non va dimenticato il contributo offerto da P. FREIRE con il concetto di "Pedagogia degli oppressi" la dove rivaluta il concetto di educazione come reale processo di aiuto alla persona e non come strumento di valutazione e controllo.

E’ importante a questo punto citare anche l’apporto in tal senso fornito da Erickson il quale indica una via pedagogica orientata a utilizzare lo strumento educativo che guardi ai processi evolutivi degli adolescenti e la loro formazione non solo in chiave intrapsichica, individuando nella complessità della relazione e della contestualizzazione un approccio per reali, autentici processi di aiuto, non necessariamente legati a categorie psico-patologiche. Anche Freud in tal senso ( nella prefazione al libro di August AICHHORN "Gioventu’ Traviata" ) parlando delle tre professioni impossibili "educare, curare, governare", ribadisce la distinzione tra psicoterapia psicoanalitica propriamente detta e comune opera educativa.

L’impegno attuale dei Pedagogisti ricercatori consiste in uno sforzo di elaborazione teorica per definire sul piano epistemologico e scientifico il rapporto intercorrente tra Educazione e Diritto esistendo una forte necessità di autonomia di pensiero della teorizzazione pedagogica rispetto alle altre scienze sociali di confine. Il dibattito e lo sviluppo teorico della Pedagogia Giuridica deve puntare nello specifico a risaltare la validità della relazione educativa e quindi della cultura pedagogica sul piano degli interventi preventivi e trattamentali.

La Pedagogia nella prospettiva criminologica non può essere considerata come azione curativa, quantomeno questo non è l’obiettivo primario, bensì come strumento nella relazione di aiuto destinata a soggetti in difficoltà nell’ambito di un programma interdisciplinare di intervento. Educare in questo senso diventa sinonimo di formare ossia rimuovere le cause di disagio attraverso un progetto pedagogico che si innesta in una dimensione complessa in raccordo con le altre competenze. Nella prospettiva criminologica sganciare la Pedagogia da un innesto disfunzionale con altre competenze diventa un dovere sul piano dell’autonomia teorica e pragmatica; l’obiettivo è quello di puntare su una relazione educativa capace di produrre reali processi di cambiamento nella persona con svantaggio sociale anche attraverso il confronto funzionale con le altre discipline.

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Autore: Emanuele Esposito è laureato in Pedagogia, si è specializzato in Criminologia Clinica e in Mediazione Familiare e Sociale. E’ socio ordinario della Società Italiana di Criminologia e dell’Associazione Internazionale dei Mediatori Sistemici. Opera attualmente come Pedagogista Criminologo a Salerno ed è Consulente e Formatore per Enti Pubblici e privati. Responsabile per l’area Sud-Italia del Centro Studi psico-pedagogico a orientamento gestaltico "HOLOS".

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copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001


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