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STUDI E RIFLESSIONI

 

 

 

Percezione del rischio: strategie d’intervento in adolescenza
prima parte

Istituto di Ricerca Internazionale sulla Salute ed il Disagio in Adolescenza (I.R.I.D.S.A.)

di Emanuel Mian

 

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Il rischio è la possibilità prevedibile di subire un danno o un inconveniente come conseguenza del proprio comportamento o di difficoltà oggettive. Nel linguaggio comune però questo termine viene spesso usato come sinonimo di probabilità di un pericolo.
Durante l’adolescenza, la percezione della possibilità di una reale minaccia viene minimizzata e dilatata nel tempo, ed essa varia enormemente fra coloro che un rischio l’hanno corso e coloro che ancora non lo hanno esperito [1]. Numerose sono le ipotesi che la ricerca psicosociale ha formulato sin dai primi anni 60 su quali siano le motivazioni che sottendono a questo genere di comportamento diffuso nella quasi totalità dei giovani. L’adolescenza è un momento di profonde trasformazioni, non solo fisiche ed i giovani possono trovarsi a sperimentare acuti momenti di inadeguatezza, di scarsa fiducia in sé e di incertezza. Tali tensioni, per il timore di non essere all’altezza delle situazioni o di non essere considerati dagli altri in maniera adeguata, sono talvolta percepite come insuperabili. In questa fase della vita s’intensifica inoltre, se paragonato al periodo dell’infanzia, un maggiore bisogno di ampliare i confini del proprio spazio di vita e la curiosità di sperimentare nuovi stili di comportamento anche ricercando esperienze avventurose e, a volte, rischiose [2]. L’uso di alcolici e sostanze psicoattive, e la ricerca di “andare contro le regole”, costituiscono, per alcuni adolescenti, una risposta efficace a tali bisogni [3]. Il mancato rispetto delle norme, il portarsi ai limiti parrebbe inoltre essere causato dall’egocentrismo tipico dell’adolescenza che illude i ragazzi di essere invulnerabili [4] ed invincibili. L’influenza dei coetanei è stata riconosciuta da tempo come un aspetto che concorre a spingere un giovane a comportamenti pericolosi per la propria e l’altrui incolumità. Rendere noto al gruppo le proprie azioni rischiose, garantirebbe però al contempo il ben più importante compito di lenire il sentimento d’inadeguatezza e di scarsa fiducia in sé, diminuendo la percezione del rischio e non adeguandola propriamente al contesto [5].
Il cosiddetto “risk taking” ovvero il comportamento di scelta conscia di un pericolo, non è un avvenimento casuale o frutto di circostanze facilitanti. L’essere umano è “programmato” infatti, per rifuggire da tutte le esperienze che possono provocare dolore oppure a non avere interesse in esperienze che non rispondano a bisogni [6] e attese rilevanti. Per far sì che l’individuo decida di sperimentare tali azioni, occorre infatti che egli abbia pregiudizialmente elaborato un orientamento favorevole a tali comportamenti considerandoli in qualche misura piacevoli e accettabili.
Comportamenti definiti rischiosi dagli adulti inoltre non necessariamente sono interpretati dagli adolescenti attribuendo loro lo stesso valore [7], nel senso che essi vengono discriminati come pericolosi ma non percepiti come tali . L’assunzione consapevole di un rischio, come ad esempio la guida di veicoli sotto l’effetto di alcolici o sostanze stupefacenti, e l’inosservanza del codice della strada (mancato uso del casco e delle cinture, inosservanza dei limiti di velocità etc) pare essere funzionale nel giovane al superamento di compiti evolutivi legati al raggiungimento di una propria autonomia e identità.

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Autore: Emanuel Mian, psicologo perfezionato in diagnosi e trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Giudice Onorario della Corte d'Appello sez. Minori del Tribunale di Trieste. Presidente dell’ I.R.I.D.S.A. Responsabile e Consulente di progetti di ricerca e prevenzione sui disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, binge eating), sull’abbandono scolastico e sull’uso delle nuove tecnologie nell' apprendimento. Membro di Auxilia Onlus per la tutela dei soggetti deboli con il protocollo d’intesa con il Ministero della giustizia. Collaboratore di redazione di SocialNews mensile di informazione sociale organo di divulgazione del Dipartimento Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia.

 

copyright © Educare.it - Anno VIII, Numero 5, Aprile 2008


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