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STUDI E RIFLESSIONI

 

ATTENTI AL LUPO!

PREVENIRE GLI ABUSI SUI MINORI

di Annamaria Gatti

 

Sommario:

  1. Introduzione

  2. Bambini fragili bambini a rischio

  3. I maltrattamenti sui bambini. Chi è il pedofilo?

  4. I segnali dei bambini, le attenzioni dei genitori

  5. Come proteggere dagli abusi e come parlarne ai bambini

  1. Bibliografia

 

COME PROTEGGERE DAGLI ABUSI E COME PARLARNE AI BAMBINI

Nella quarta parte dello studio sono stati presentati i segnali indicatori di una possibile sofferenza da abuso, da parte di un bambino e quale cautela sia necessaria per interpretarli correttamente.
Tutto ciò, si è visto, necessita di una attenzione allenata e responsabile, anche e soprattutto da parte delle figure genitoriali, nonché di oculati interventi specialistici nell’intervento di aiuto.
Attenzione e comunicazione devono essere quindi qualificate e si possono sviluppare con tecniche adeguate e di facile applicazione, dai risultati efficaci.

In questa quinta e ultima parte verranno aggiornati i dati del fenomeno e valutate le forme di prevenzione e di protezione dell’infanzia.

Abbiamo visto quanto il fenomeno sia esteso e quanto sia necessario conoscere, per prevenire l’abuso, sia il pedofilo, sia la possibile vittima. Accanto alle notizie diffuse dai mass-media, registriamo sempre più frequentemente iniziative di sensibilizzazione e di controllo diretto.
Sono alla ribalta (agosto 2002) le ultime operazioni della polizia criminale, che segnala, per i primi quattro mesi del 2002, una diminuzione dei minori vittime di reato, 70 minori, con una percentuale inferiore, meno 61,7%, dello stesso periodo del 2001, 183 minori.
Aumenta la fascia di età dei bambini abusati; precedentemente era elevatissima la fascia 0-10 anni, attualmente i dati riportano una distribuzione equivalente fra le diverse fasce: 0-10anni, 11-14, 15-17 anni.
Un altro dato significativo è poi quello riguardante i denunciati. Sono in aumento gli estranei, 57%, in calo i denunciati della cerchia di conoscenza del bambino, familiari, amici o insegnanti.
Non ci è difficile immaginare, dopo quanto relazionato in questo studio, quali capacità investigative, ma anche psicologiche, siano state investite nel contattare le vittime, quali strategie siano state impiegate per permettere a questi minori di raccontarsi e di ritrovare la fiducia negli adulti, per avviarsi poi a percorsi di recupero.
Anche in sede legislativa, a sostegno delle leggi 66/96, 269/98, 154/2001, sei sono le proposte di legge assegnate alla II Commissione Giustizia, per introdurre nuove norme per contrastare e prevenire la violenza sessuale, gli abusi e la pedopornografia, anche su internet.
Tutto ciò può rassicurare, ma riconferma ancora una volta l’urgenza di azioni ampie e decise di carattere preventivo, nonché di informazione e di formazione di genitori e di educatori, a cui si è dato in questa sede un piccolo contributo.

Cosa fare dunque? E come parlarne ai bambini?

I bambini devono essere osservati, conosciuti, ascoltati con intelligenza e poi protetti, ma soprattutto aiutati durante la crescita a diventare autonomi e capaci di cavarsela da soli. Devono riconoscere i pericoli e i rischi che corrono se si affidano alle lusinghe di un adulto.
Vanno educati e informati di ciò che loro può accadere se sono avvicinati da un adulto che dedica loro attenzioni insistenti. Senza ingenerare in loro ansie eccessive, o mortificare la fiducia negli adulti, devono capire se il comportamento di un adulto è qualcosa che va al di là delle normali attenzioni e manifestazioni affettive.
Man mano che il bambino cresce deve diventare più accorto e attento. Deve essere informato, in modo rispettoso e adeguato all’età sulle tematiche relative alla sessualità, alle perversioni e alle devianze. Tutto ciò deve essere graduale, idoneo all’età, ma anche alla sensibilità e all’evoluzione psicologica bambino stesso.
Se il bambino s’imbatte in un episodio sgradevole, per esempio di esibizionismo, è necessario rassicurarlo che per quanto gravi siano, si tratta di episodi da cui si può "uscirne", con attenzione, rassicurazione, dialogo che suscita la confidenza, iniezione di esperienze e forze "positive".
Può essere utile insegnare ai bambini a stare in gruppo, per imparare a difendersi.

"Torniamo a parlare di virtù, non dobbiamo avere paura di parlare ai giovani di valori etici. Spieghiamo cos’è la violenza, la sopraffazione, la cattiveria… diciamo ai bambini con chiarezza di stare attenti…" (Giovanni Bollea in Avvenire 1/10/2000).
Inoltre vorrei ricordare ai genitori

LE OTTO REGOLE D'ORO PER I GENITORI
(fonte: Telefono Arcobaleno)

  1. Non facciamo sentire soli i bambini perché la solitudine li rende fragili.
  2. Ascoltiamo sempre i bambini con attenzione e pazienza: le cose che a noi possono apparire meno importanti potrebbero essere significative per loro.
  3. Diciamo ai bambini che la sessualità con gli adulti è sempre sbagliata. Ci sono persone che possono fare loro del male. E’ un’amara considerazione ma bisogna dirglielo.
  4. Se i bambini possiedono oggetti o soldi chiediamo loro da dove provengono.
  5. La pornografia minorile , in qualunque forma deve essere sempre tempestivamente denunciata all’autorità.
  6. Non lasciamo i bambini soli davanti a Internet ma non facciamo loro mancare questo straordinario strumento di progresso, di conoscenza e di cultura.
  7. Se abbiamo dei sospetti di abuso, chiunque sia il sospettato, occorre chiedere subito aiuto. Eviteremo così per quel bambino ulteriori abusi.
  8. La pedofilia non è un problema dei bambini, ma degli adulti che hanno il dovere di affrontarlo.

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"Quello che sta accadendo è il frutto della cultura della trasgressione. E’ l’ultimo gradino di questa cultura." (G. Bollea)
"Bisogna che l’educazione fissi ben saldi i paletti fra desiderio e realtà, e insegni l’importanza di dire no alle proprie pulsioni, senza per questo reprimere le proprie fantasie. Bisogna che un’educazione sottolinei la capacità di imporsi un comportamento sulla base di una necessità sociale." (V. Andreoli – Dalla parte dei bambini- Rizzoli).

Ecco allora che anche su queste premesse, si fa sempre più strada una prassi vincente in termini di prevenzione: essa si realizza essenzialmente con azioni di rifiuto e di contrasto capillare di tutto ciò e di tutti coloro che attaccano e minacciano i piccoli di questa società.
L’educazione alla difesa dei bambini, quale bene e valore sociale, diventa prevenzione dell’abuso minorile, ma questa educazione passa attraverso una presa di coscienza di vastissime proporzioni, che coinvolge tutta la società, nella sua globalità.
Il gruppo sociale diventa solidale nelle sue realtà più note: la scuola, il comune, la parrocchia, i gruppi sportivi.
I parenti dei bambini, i vicini di casa, i negozianti, gli insegnanti, i giovani, i compagni delle classi superiori, tutti… sentono e devono avvertire la necessità della difesa e della vigilanza dei minori, dei "cuccioli" di questa società.
Devono avvolgere i piccoli in un manto di protezione che non lascia scampo ai provocatori, che isola i tentativi pedofili, che diventa condanna vivente dell’attacco all’infanzia. Pronti a dare aiuto, sostegno.
Le esperienze sono ormai numerose. Qualche piccolo esempio:
una mamma brasiliana, contattandomi per chiedere una collaborazione per la preparazione di uno spettacolo per i numerosi bambini di una scuola mi disse: "Ho coinvolto un sacco di gente, ma così ci conosciamo e lavorando insieme stiamo creando un bel clima fra genitori e bambini. E’ così che combattiamo, uniti, i pericoli… e facciamo barriera intorno ai nostri figli!"

Occasione di sensibilizzazione e di educazione alla prevenzione è stata quella che la scuola elementare di Lonigo (Vi) ha proposto ai ragazzi di 9 e 10 anni. Essi hanno assistito all’animazione del racconto di Nik, il cucciolo che riesce a salvarsi dal "lupo", che ha approfittato della sua ingenuità e della sua fragilità, grazie all’attenzione di una madre accorta e comunicativa e di un padre attivo e coraggioso (vedere bibliografia). Ai 200 ragazzi è stato chiesto di tracciare la mappa dei comportamenti di Nik e degli altri personaggi significativi, riconoscendo i punti di forza e di debolezza, in termini di prevenzione. Ma è stato loro chiesto anche di comporre il manifesto della difesa dei più piccoli, individuando dall’esperienza fatta, quali consigli e quali strategie consigliare ai compagni più piccoli, per difendersi… convinti quindi che i più piccoli vanno davvero difesi!

I ragazzi, con grande responsabilità hanno saputo essere molto attenti e provvidenzialmente alcuni dei loro suggerimenti hanno coinciso con

LE OTTO REGOLE D'ORO PER I BAMBINI
(fonte: Telefono Arcobaleno)

  1. Quando esco di casa, dico sempre ai miei genitori con chi esco e con chi vado.
  2. Io non parlo mai con gli estranei e non mi lascerò convincere ad andare da nessuna parte con qualcuno che i miei genitori non conoscono.
  3. Io dirò sempre NO a qualsiasi persona, anche se adulta, che proverà a toccarmi in modo che non mi piace.
  4. Se qualcuno prova a toccarmi e a portarmi via, io scapperò molto velocemente. Griderò "questo non è il mio papà" o "questa non è la mia mamma" e "aiutatemi".
  5. Racconterò ai miei genitori che qualcuno prova o a toccarmi in modo che non mi piace.
  6. Io non devo mai avere segreti davanti ai miei genitori, io parlerò loro delle cose o delle persone che mi fanno paura.
  7. I miei genitori mi vogliono bene, mi ascolteranno e mi aiuteranno se ho dei problemi.
  8. Se qualcuno prova a minacciarmi le mie regole sono: dire NO! Scappare Raccontarlo a qualcuno.

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Significativa risulta l’esperienza proposta dal Centro tutela minori del Comune di Vicenza, che ha dedicato al lavoro di prevenzione dell’abuso sessuale, un progetto denominato creativamente "Carovana", in quanto si compone di "carri", proposte che vanno ad arricchire le esperienze dei ragazzi in un percorso vario e articolato. Ai centri estivi i ragazzi hanno "camminato" con gli operatori su percorsi riguardanti la corporeità, la prevenzione e la diversità.
Uno dei "carri" inoltre molto opportunamente ha affrontato in termini informativi e preventivi le problematiche poste dall’utilizzo della rete di Internet, strumento così importante , ma anche sotto accusa, proprio per il proliferare di siti pedofili e di rischi nell’adescamento in chat.
Due gli utenti preferenziali di questo servizio: i ragazzi con i laboratori di conoscenza creativa e critica dello strumento e i loro genitori ed educatori.
Uno degli esempi di come è possibile lavorare per assicurare un futuro sereno e dignitoso dei nostri bambini, nel rispetto inoltre dei loro fondamentali diritti.

"Voglio nascere" disse il bambino "perché voglio giocare con le stelle e sorridere al sole che sorge. Voglio prendere per mano tutti per volare su nel cielo, in alto e vedere dove va a finire la luna quando va a dormire. Mi accompagni anche tu?"

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copyright © Educare.it - Anno II, Numero 9, Agosto 2002


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