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In
situazioni di disagio psicologico o di sofferenza dovuta a malattia
si è rivelato molto utile affiancare alle terapie tradizionali
alcuni metodi di rilassamento.
Come vedremo, si tratta di un approccio tecnico ed affatto banale,
sempre attento alla persona che si intende aiutare.
Breve
rassegna delle tecniche di rilassamento
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Tra
le tecniche di rilassamento ed autocontrollo, il Training
Autogeno (TA) è la più sperimentata
e "vicina" al pensiero occidentale, ampiamente riconosciuta
ed utilizzata anche dalla medicina ufficiale per svariate
necessità. Si tratta di un metodo messo a punto da
J. H. Schultz, psichiatra di Berlino, che insegna a focalizzare
l'attenzione su una parte circoscritta del corpo, inducendo
sensazioni di pesantezza e di calore. Procedendo con gli esercizi
si raggiunge progressivamente la capacità di un completo
rilassamento muscolare, fino al rallentamento frequenza del
battito cardiaco e all'autoregolazione generale
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A
tutti questi metodi può essere abbinata la respirazione
profonda: essa è fra le tecniche dalle quali si
può trarre più giovamento anche in una situazione
di dolore acuto. Se infatti si abbina la respirazione all'immaginazione
di una situazione di benessere e di serenità, si può
ottenere una "distrazione" capace di far regredire un soggetto
in un momento della sua vita in cui non vi era dolore.
La
respirazione merita qualche considerazione ulteriore. Tutti noi
sappiamo quanto sia di fondamentale importanza respirare; senza
l’ausilio del respiro nessun essere umano potrebbe sopravvivere.
Tuttavia è raro che ci soffermiamo ad ascoltare il nostro
respiro ed a verificare se lo usiamo in modo corretto. Non a torto
dell’importanza della respirazione si sente parlare in varie tecniche
di rilassamento che vanno dal controllo del dolore alla preparazione
al parto, allo yoga, alla meditazione profonda.
Ascoltare
il proprio respiro è dunque un'importante forma di autoconsapevolezza,
che non è facile né spontanea perché implica
non solo la capacità di ascolto, ma la disponibilità
a percepirsi così come si è, anche con le proprie
debolezze. Del resto è solo attraversoquesta autoconsapevolezza
che si possono affrontare ansie, tensioni, angosce per recuperare
un migliore equilibrio ed una maggiore integrità psicofisica.
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Proprio
sul respiro si fonda il Rebirthing Transpersonale, una
tecnica nata in America con Leonard Orr, ma arrivata in Italia
con Filippo Falzoni Gallerani. Questo metodo si basa sull’uso
delle potenzialità del respiro per liberare l’energia
e di conseguenza rinnovarsi e vivere in modo migliore. Attraverso
una respirazione, libera, profonda ed ininterrotta si può
ottenere l’accesso a stati di coscienza non ordinari, in modo
semplice ed efficace, dopo fasi di sblocco liberatorio e di
abreazione di traumi passati.
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La
Terapia dei Colori dell'Anima è una tecnica
che porta un soggetto ad un rilassamento attraverso un’esplorazione
delle "fonti" nascoste nell’intimo di ognuno e che consente
di avviare ad una guarigione dello spirito. Una volta che
lo spirito ha raggiunto una situazione di pace, tutto il fisico
beneficia di questi effetti e ciò permette di raggiungere
una serenità sia del corpo sia dell’anima. Quella "dei
colori dell'anima" si è dimostrata una terapia molto
utile anche in malati terminali, tormentati dal dolore e dalla
sofferenza. La tecnica si svolge attraverso un processo di
visualizzazione di una gamma di colori ai quali sono abbinate
delle qualità terapeutiche specifiche. Una particolare
attenzione è riservata alla respirazione attraverso
il "chakra" solare. Secondo le filosofie orientali, questo
centro di energia del nostro corpo (ne possediamo sette) è
collocato vicino al plesso solare ed è uno dei punti
maggiormente sensibili agli stati di tensione (es. sensazione
di nausea o crampi allo stomaco). I membri della Rosemary
Altea Association of Healers spiegano le motivazioni che spingono
una persona a scegliere questa terapia. Essi sostengono che
ogni soggetto vivente possiede un’aura, o campo di energia,
che ci circonda. Quando il corpo è ammalato quest'aura
è impoverita; viceversa, alimentare il campo di energia
può avere effettivi preventivi sull'insorgenza delle
malattie. In definitiva, la salute dipende dall’armonia tra
spirito, mente e corpo.
Rilassamento
e "maternage" come terapia della sofferenza
Abbiamo
accennato alla possibilità di integrare le varie tecniche
a seconda dei bisogni del soggetto cui sono indirizzate. Per quanti
sono sofferenti per una malattia (che rende manipolati, torturati,
"uccisi" nel corpo) o per una relazione interpersonale
carente o sbagliata (che "uccide" nell'anima) potremo pensare
ad un’integrazione terapeutica che includa anche un intervento
di maternage.
Nel
mondo intra-uterino il bambino non ha fame, né sete, né
caldo o freddo; è praticamente soddisfatto ed indisturbato.
Al soggetto con disagio o affetto da una patologia noi dobbiamo
fornire la possibilità di ritrovare questo mondo e ciò
avviene se facciamo in modo che egli ritrovi la relazione di "amore
materno", anche quando egli diventa "inaccessibile" ad ogni forma
di terapia.
Con
ciò non dimentichiamo che un soggetto in stato di disagio,
a differenza del bambino, è grado di distinguere quali
siano i desideri da soddisfare necessariamente e a quali invece
egli possa o debba rinunciare. Ciò di cui ha bisogno sono
un atteggiamento di rispetto, di attesa e tutte quelle piccole
dimostrazioni di affetto che trasmettono accudimento ed energia,
coadiuvate da pratiche che favoriscono un totale rilassamento,
non solo di tipo muscolare, ma che sia della mente, del cuore,
dell’anima.
Per
queste vie, non prive di resistenze, si può cercare il
riscatto dall'apatia, la riscoperta della comunicazione e della
vita affettiva; per chi è malato, un valido aiuto nel sopportare
la sofferenza ed il dolore con dignità. |