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STUDI E RIFLESSIONI

 

La vita quotidiana dei bambini
prima parte

seconda parte
terza parte
quarta parte

indagine Istat

I dati di seguito analizzati sono stati in gran parte rilevati nell’ambito dell’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” 2005 attraverso un modulo specifico sull’infanzia esito di una convenzione tra Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Istituto degli Innocenti di Firenze. L’indagine è stata condotta nel mese di gennaio 2005 su 24mila famiglie, per un totale di circa 55mila individui. Le famiglie con minori sono pari al 29,2% del campione. Ulteriori approfondimenti sul tema saranno presentati nell’ambito della Conferenza Nazionale sull’Infanzia il 21 novembre.

Sempre più figli unici o con un solo fratello

Negli ultimi anni profonde trasformazioni hanno riguardato il contesto familiare in cui sono inseriti bambini e ragazzi, il numero di fratelli e la condizione dei genitori. Il calo della fecondità, il progressivo inserimento delle donne nel mercato del lavoro e l’aumentata instabilità coniugale sono le principali cause di tali trasformazioni.

Dal 1993-94 al 2005, i bambini e i ragazzi fino a 17 anni che hanno entrambi i genitori occupati passano dal 36,3% al 43,4% e quelli con padre occupato e madre casalinga dal 45,2% al 36,1%. In tutte le fasce d’età ormai prevalgono i bambini che hanno ambedue i genitori occupati rispetto a quelli che hanno la madre casalinga. La situazione è molto differenziata territorialmente: nel Nord del Paese, infatti, i bambini che hanno tutti e due i genitori occupati arrivano al 54,5% a fronte del 28,6% nel Sud. Aumentano anche i bambini e ragazzi che vivono con un solo genitore (dal 6% all’8,6%), soprattutto in conseguenza dell’incremento di separazioni e divorzi.

A diventare più numerosi sono anche i figli unici (24,4%) e i bambini che hanno un solo fratello (52,9%), che rappresentano il caso più frequente, mentre diminuiscono i bambini che hanno 2 fratelli o più (22,7%). La presenza in famiglia di un figlio unico è più diffusa nel Nord del Paese. In particolare, nel Nord Ovest la percentuale di figli unici raggiunge il 31%, nel Nord Est e nel Centro il 28%, mentre nel Sud il 17,8% e nelle Isole il 16,5%.

Grafico 1 - Bambini e ragazzi con meno di 18 anni con ambedue i genitori occupati per ripartizione geografica – Media 1993-94 e Anno 2005 (per 100 bambini e ragazzi della stessa ripartizione geografica)

Grafico 2 - Bambini e ragazzi con meno di 18 anni per numero di fratelli conviventi e ripartizione geografica – Anno 2005 (per 100 bambini e ragazzi della stessa ripartizione geografica)

I bambini sono affidati soprattutto ai nonni

La presenza di bambini all’interno della famiglia comporta una riorganizzazione dei tempi di vita familiare, soprattutto nel caso in cui entrambi i genitori svolgano un’attività lavorativa. Nei momenti in cui il bambino non è a scuola o con i genitori è infatti necessario ricorrere a figure – parentali e non – che sostengano la famiglia nella cura dei figli.

Nel 2003 in Italia i bambini tra 0 e 13 anni che vengono affidati ad un adulto, almeno qualche volta a settimana quando non sono con i genitori o a scuola, sono circa 4 milioni, pari al 51,4% del totale (contro il 49,6% del 1998). Il ricorso a figure di supporto nella cura dei bambini è tanto più evidente quanto minore è l’età: il 55,6% dei bambini fino a 2 anni è accudito da qualche adulto almeno qualche volta a settimana, mentre tra i bambini di 11-13 anni è il 41,6%.

Al primo posto tra coloro che si prendono cura dei più piccoli (76,2%) si collocano i nonni conviventi e non. Soprattutto se i bambini sono piccoli, il loro sostegno si rivela importante: l’80,3% dei bambini tra 0 e 2 anni e l’80 % di quelli tra 3 e 5 anni sono affidati ai nonni tutti i giorni o almeno qualche volta a settimana.

Gli altri parenti conviventi e non che si prendono cura dei bambini sono il17,3%; ancora meno sono i bambini affidati a persone retribuite (9,0%), percentuale che però sale all’11,6% se la donna lavora e al 23,9% se è dirigente, imprenditrice o libera professionista.

I giochi preferiti: quelli vecchi e quelli nuovi

Le preferenze espresse dai bambini e dalle bambine da 3 a 10 anni rispetto alle diverse tipologie di gioco evidenziano alcune peculiarità e differenze che tendono ad ampliarsi al crescere dell’età.

In testa alla graduatoria dei giochi preferiti dai bambini da 3 a 5 anni si trovano i giocattoli più tradizionali: le bambole per le femmine (88,4%) e le automobiline, i trenini e simili per i maschi (73,5%). In questa fascia d’età sono molto amate le costruzioni e i puzzle, il disegno, i giochi di movimento, la manipolazione di materiali come la plastilina, anche se emerge qualche lieve differenza nei gusti: le bambine preferiscono matite e colori in misura superiore ai coetanei (75,6% contro 67,7%), mentre sono meno interessate a costruzioni e puzzle (48,6% contro 62%). Ai primi posti nella graduatoria dei maschi ci sono i giochi con automobiline e trenini (73,5%), disegnare (67,7%), fare costruzioni e puzzle (62%), giocare a pallone (55,2%). I videogiochi si collocano al settimo posto (25,6%). Le bambine amano soprattutto le bambole (88,4%), disegnare (75,6%), giocare con i pupazzi (58%). I videogiochi si collocano al 14° posto.

Col crescere dell'età bambole e automobiline, costruzioni e puzzle perdono terreno; aumenta l'interesse per i giochi di movimento, in particolare tra le bambine. Inoltre, più di un terzo dei bambini e delle bambine preferisce i giochi da tavolo.

Tra i 6 e i 10 anni le differenze di genere emergono più decisamente: il 70,6% delle femmine continua ad amare il disegno, mentre tra i maschi la quota di chi lo preferisce scende al 47,5%, il 71,6% dei bambini ama giocare a pallone e, sempre per i maschi, emergono nettamente i videogiochi (65,2%).

Per quanto riguarda i bambini da 6 a 10 anni, la graduatoria vede pertanto al primo posto giocare a pallone (71,6%), seguito da videogiochi (65,2%), figurine (50,3%). L’interesse delle bambine invece è rivolto soprattutto alle bambole (71,7%), a disegnare (70,6%), ai giochi di movimento (60,4%).

Ma è soprattutto per i giochi che vengono meno spesso indicati che emergono differenze di genere che aumentano col crescere dell’età. Il 23,7% delle bambine da 3 a 5 anni e il 27,1% di quelle da 6 a 10 anni preferiscono i giochi di ruolo (mamma e figlia, venditore e cliente o altro), mentre le rispettive quote per i coetanei maschi sono 10,8% e 11,4%. Il 43,6% delle bambine di 3-5 anni e più di un terzo di quelle di 6-10 anni amano giocare svolgendo attività domestiche contro il 13,9% dei bambini da 3 a 5 anni. La quota si riduce all’8,6% per quelli fra 6 e 10 anni. Lo scarso interesse maschile per il gioco che attiene alle attività svolte quotidianamente in casa viene solo in parte compensato da una maggiore preferenza per i giochi che prevedono il costruire o riparare oggetti (17,9% dei maschi e 7,5% delle femmine).

Tavola 1 - Bambini e ragazzi di 3-10 anni per giochi effettuati, sesso e classe di età. Graduatoria – Anno 2005 (per 100 bambini dello stesso sesso e classe di età)

La tecnologia è per tradizione culturale un territorio più maschile e ciò emerge prepotentemente nelle attività ludiche dei più piccoli. Già nella fascia di età fra i 3 e i 5 anni i bambini che amano giocare con videogiochi e computer sono due volte e mezzo di più delle bambine (25,6% contro 10,4%). Tra i 6 e i 10 anni, questa tipologia di gioco sale decisamente, toccando il 65,2% dei bambini e soltanto il 38,7% delle bambine. Differenze così accentuate, anche tra le giovanissime generazioni, sembrerebbero indicare che il processo di superamento dalle barriere culturali che hanno ostacolato l’accesso delle donne alla conoscenza e all'uso della tecnologia non sia ancora concluso, sebbene, come si vedrà, l’utilizzo del computer tende ad essere più paritario.

Osservando le preferenze di bambini e bambine residenti nelle diverse ripartizioni territoriali, emergono altre peculiarità. I giochi da tavolo e il disegno sembrano interessare di più i bambini e le bambine delle regioni del Centro-nord; lo stesso si può dire per i giochi con gli animali domestici, probabilmente anche per effetto del clima che costringe a restare più spesso in casa.

L’interesse per le bambole unisce tutte le bambine in Italia ed è il gioco preferito tra quelle residenti nel Nord-ovest (86%). I giochi in attività domestiche sono maggiormente diffusi tra le bambine del Centro-nord. La preferenza per il gioco del pallone è equamente distribuita, mentre i giochi di movimento sembrano essere più apprezzati dai bambini e dalle bambine del Nord.

Rispetto al 1998 sono cresciuti nelle preferenze dei bambini tutti i tipi di gioco tranne i giochi di movimento (dal 59% al 49,8%). La crescita maggiore ha riguardato i videogiochi, i giochi da tavolo, la plastilina e altri materiali, il costruire e riparare, le figurine. Analizzando per genere, emerge che per i maschi la plastilina e altri materiali, il costruire e il riparare, il giocare con le figurine supera il 20% di incremento nella preferenza; mentre per le femmine gli incrementi più alti sono relativi alla plastilina e altri materiali (+50%), ai videogiochi (più del 30% di incremento), ai giochi da tavolo, agli strumenti musicali.

 

...continua...


  

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Istituto nazionale di statistica - Struttura e dinamica sociale - 17 novembre 2005


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