Accade
sempre che ad un certo punto “qualcuno” se ne deve andare. Parte.
Non è sempre chiaro il perché, per chi resta intendo;
unica cosa certa è che questo “qualcuno” deve partire,
via, lontano. Può essere un giovane uomo di 25 o 30 anni
che decide di uscire di casa (finalmente!) per farsi la propria
famiglia, può essere uno studente universitario che si
trasferisce per inseguire un progetto di studio, può essere
il diciottenne perché è arrivato il momento. Già.
Ad
un certo punto si parte. A volte però il viaggio non è
un vero e proprio spostarsi nello spazio, a volte è una
sorta di allontanamento ideale… potremmo definirlo un “guadagnare
spazio” e questo accade quando questo “qualcuno” ha 13, 14… 15
anni: «Mamma… mollami!»… Signori… è partito!
«Ah,
i giovani d’oggi!» frutto della società in continua
evoluzione; si chiede ai nostri bambini di crescere il prima possibile,
li alimentiamo di vita, a volte riusciamo a farlo anche bene e
poi…
Vogliono essere lasciati in pace, rivendicano la loro libertà,
la loro autonomia, il loro essere grandi… si sentono pronti per
partire, da soli.
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