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Il confronto tra l’uomo e le bestie non ha che lo scopo di dimostrare
come la comunicazione sia la condizione universale e necessaria
dell’umanità. Essa è talmente essenziale che tutto
ciò che l’uomo è, e quello che per lui esiste, si
trova in un senso o nell’altro nella comunicazione. L’essere onnicomprensivo
che noi stessi siamo, è in ogni sua forma comunicazione.
L’essere onnicomprensivo in cui consiste l’essere stesso esiste
per noi soltanto quando nella sua comunicabilità diventa
parola o accoglie la nostra parola [….] non soltanto io non esisto
di fatto per me solo, ma io stesso non
posso pormi, in quanto io, senza formarmi senza realizzarmi insieme
con gli altri. [1]
La
comunicazione è una condizione dell’esistenza, necessaria
alla persona fin dal suo affacciarsi al mondo, un’espressione
plasmata sulla metafora che non limita il nesso temporale alla
nascita ma prende con sé ogni occasione della vita personale,
percorsa e segnata da episodi più o meno importanti i quali,
come quadri numerati, fanno parte di una biografia e passano attraverso
le stagioni di questa.
Come
persone si sperimenta, allora, cosa sia la comunicazione nel suo
distendersi nel tempo e come essa si modifichi nel corso di una
esistenza nelle forme temporali della vita, nei legami di relazione.
In una vita appena iniziata, ad esempio, il bisogno di qualcuno,
ma non qualunque, che sfami desideri declinati secondo modalità
primitive di possesso, avidità, eccitazioni, appetiti oggettivi
e fame d’amore.
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Note:
[1]
K., Jaspers, Ragione ed esistenza, I classici del pensiero,
Fabbri editori, Milano 1998, pp. 88-89
Autore:
Daniela Boccanera, laureata in
Pedagogia e Sociologia, opera come docente di Filosofia e Storia,
nonché come formatrice in corsi per Insegnanti. Ha frequentato
il Master di Psicologia della comunicazione e tecniche dialogiche.
Attualmente sta conseguendo il Dottorato di Ricerca in Psicologia
della comunicazione e tecniche dialogiche presso l’Università
degli Studi di Macerata.
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