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1.
INTRODUZIONE
La
madre è una figura fondamentale nella vita di un figlio
e tutti noi sappiamo che, senza una figura di attaccamento, come
può essere la madre, un neonato, per quanto munito di buone
risorse, stenta a crescere. Sappiamo anche che la madre è
quasi sempre il polo affettivo e il punto di riferimento più
importante durante il periodo dell’infanzia e tale resta, a volte,
anche in età adulta. Ma non dobbiamo pensare che i bambini
soffrano di “mammite” poiché è sbagliato pensare
che il bambino sviluppi un attaccamento selettivo solo verso la
madre. La maggior parte dei bambini ha una molteplicità
di attaccamenti selettivi, forse tre o quattro; tra questi in
genere vi sono il padre, i fratelli e altri membri della famiglia,
come i nonni ma anche con tutte le persone con cui i bambini interagiscono
regolarmente nel tempo. Ognuno di questi attaccamenti sembra adempiere
a funzioni simili di conforto e sicurezza. Tuttavia, di solito
la gerarchia fra le diverse persone è ben marcata e la
madre, nella nostra società, detiene il primo posto e i
più forti attaccamenti dei bambini si stabiliscono soprattutto
con lei. Comunque la cosa importante è che i bambini abbiano
un rapporto di attaccamento sicuro con qualcuno, ma quale sia
nei fatti la figura di attaccamento è molto meno importante.
E’
grazie agli studi sull’attaccamento nel mondo animale, alle osservazioni
cliniche e agli studi di psicologi e psicoanalisti su persone
che abbiano sofferto di carenze affettive nella prima infanzia,
che oggi disponiamo di un corpus sistematico di conoscenze.
In questo elaborato, oltre che raccogliere i contenuti teorici
più importanti sulla teoria dell’attaccamento andrò
ad individuare quali e quante importanti funzioni svolga il rapporto
fondamentale tra madre e figlio nelle prime fasi della vita, e
quali rischi, talvolta anche per la propria salute mentale, corrano
i bambini quando il “legame primario” è, per motivi diversi,
carente, difettoso o assente.
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Bibliografia:
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1995.
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Autore:
Dott.ssa Denise Bucalossi, psicopedagogista. Laureata in Scienze
dell'Educazione con una tesi in Psicologia sociale dal titolo
"PER LE VIE DEL MONDO. Migrazione e disagio psichico".
Attualmente specializzanda in pedagogia clinica. Lavoro, come
psicopedagogista, presso il Centro socio-riabilitativo dell'Azienda
USL 11 di Empoli.
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