Il
sociologo funzionalista Talcott Parsons paragonava ogni generazione
di nuovi nati a orde di barbari, e in effetti la metafora non
è priva di efficacia, se si considera che ogni società
deve accogliere e integrare i nuovi venuti, e scongiurare il
pericolo che queste continue invasioni producano il crollo dell’ordine
sociale.
Certamente,
rispetto alle migrazioni che hanno frantumato l’Impero Romano
qui si riscontrano differenze non da poco: al posto di elmetti
e armature il nuovo nato indossa cappellini di lana e tutine
con gli orsacchiotti; non ci sono subdole incursioni ai confini
del regno ma morbide culle al centro stesso dell’ambiente domestico.
Infine,
la società riesce, grazie proprio alle cure genitoriali,
cui è riservata la prima fase del processo di socializzazione,
a trattare i piccoli barbari uno ad uno, evitando la
pericolosa ingovernabilità dell’orda e trasformando una
potenziale devastazione in lieto evento.