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In
una società come la nostra, abituata alla comunicazione
di massa, ai messaggi pubblicitari e non veicolati attraverso
canali sempre più multimediali, si sta perdendo il senso
della lettura: si leggono pochi libri, pochissimo i quotidiani,
si guarda molto la televisione e la pubblicità ci bersaglia
da tutti i lati attraverso immagini accattivanti per contenuto
erotico o per costruzione grafica.
Questo scenario è solo parzialmente negativo: infatti se
da un lato si corre il rischio di “disabituarsi” alla lettura
pura e semplice a discapito d’una visione d’insieme delle informazioni
che ci giungono, dall’altro s’impone un affinamento delle capacità
di “leggere il mondo”, ossia, come afferma Giovanni Genovesi “recuperare
in pieno l’etimo del termine lettura il cui significato si è
reso unilaterale nel tempo per ragioni storiche [...]. che determinarono
il primato del linguaggio scritto su qualsiasi altra forma di
comunicazione”.
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Riferimenti
iconografici :
Le immagini di questo testo sono state tratte da:
· Figg da 1 a 6: McCloud Scott; Capire il fumetto,
l’arte invisibile;Torino Vittorio Pavesi Production, 1996
· Fig 7: Tex, Bonelli editore Milano
· Fig 8 e 9: Palumbo-Vargas Rosanna; Fumettosofia;
Milano, Guerini e associati, 1989
Autori:
Fabio Pinciroli è Educatore Professionale
coordinatore a Milano. Alessandro Reati, educatore
professionale, psicologo, docente presso l’Università degli
Studi di Milano e la libera Università di Bolzano
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