Il
bullismo elettronico, ossia quella forma di nuovo bullismo messo
in atto sfruttando i mezzi tecnici messi a disposizione dal
continuo sviluppo della tecnologia (videocellulari, chat on
line, telecamere digitali, blog della Rete, flame-mail
e hate-mail ecc.), può essere contrastato non
solo con la fondamentale ed imprescindibile educazione dei ragazzi
ad un uso consapevole del Web, ma anche ricorrendo ad un “intervento
lato-server”, cioè impedendo ai siti specializzati in
scambio di filmati di diffondere files nocivi al costume e alle
norme sociali. Fermo restando infatti la basilare causa del
cyber-bullismo, e cioè la cattiva educazione ricevuta
dai ragazzi-utenti della Rete, ovviamente non solo nell’ambito
della “navigazione” all’interno del mondo virtuale, ma soprattutto
nell’ambito della vita quotidiana di tutti i giorni, è
necessario prendere dei provvedimenti paralleli per impedire
il dilagare del fenomeno, agendo cioè direttamente sul
grande serbatoio-Web che rende pubblici e diffonde i filmati
di ogni tipo: i siti peer-to-peer.