Il
43% dei bambini italiani sceglie videogiochi e playstation come
principale forma di intrattenimento ludico (secondo quanto emerso
dal Sesto Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia
e dell’Adolescenza - Novembre 2005 - di Eurispes e Telefono
Azzurro).
I genitori acquistano videogames per i loro ragazzi e allo stesso
tempo si lamentano della violenza e del sangue che spesso i
bambini devono subire nel corso del gioco.
Negli ultimi tempi, le tematiche affrontate da alcuni videogiochi
sono state molto discusse: il problema maggiormente avvertito
è quello di contenuti connessi alla violenza o a comportamenti
aggressivi. Al riguardo, molte polemiche e tanto rumore hanno
accompagnato l’uscita italiana del videogioco per Playstation
2 "Canis canem edit” il cui protagonista, lo studente quindicenne
Jimmy Hopkins ha un solo scopo: quello di farsi rispettare.
Le sue armi? Calci, pugni, sassi, pallonate.
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Bibliografia:
-
Alonso-Fernandez. F., La dipendenza dal gioco. In Le altre
droghe, EUR, Roma, 1999
- Carovita S., Il bambino e i videogiochi, Carlo Amore,
Milano, 2005
- Dill K. & J., Video game violence. A review of the empirical
literature , in Aggression and Violent Behaviour,
3, 1998
- Goldstein J., The attractions of violent entertainment,
in Media Psychology, 1, 1999
- Laniado N., Pietra G., Videogiochi, Internet e Tv. Che cosa
fare se ipnotizzano i nostri figli, Red Edizioni, Milano,
2004
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Autore:
Francesca Saccà, psicologa, è iscritta
all'Albo degli Psicologi della regione Lazio e sta frequentando
la scuola di specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
presso l’Istituto A. T. Beck di Roma. Ha partecipato al Master
“Formazione e Media” presso l’Università Roma Tre, dove
ha sviluppato competenze teoriche ed applicative in merito alla
disciplina della Media Education. Ha lavorato in RAI nell’ambito
della programmazione per ragazzi e attualmente collabora con Rai
Educational come consulente per il sito web Il D.
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