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STUDI E RIFLESSIONI

 

Le origini e le rationes della mediazione familiare

  di Margherita Marzario

 

 

Abstract: Dopo una rassegna storica, l’Autrice tratteggia lo specificum sociologico della mediazione familiare, da intendersi soprattutto come “funzione sociale”.

Nel romanzo “Le città invisibili” (1972) Italo Calvino scriveva, tra l’altro: “Questa è la base della città: una rete che serve da passaggio e da sostegno. […] Sanno che più di tanto la rete non regge”. La citazione per evidenziare quanto la nostra società si stia slabbrando, come una tela sempre più lisa e forata, mentre saltano i fili che ci legano gli uni gli altri. In un processo che in filosofia è stato chiamato anche allergia [1], l’altro diventa prima estraneo, poi incomprensibile e infine nemico. Tale malessere sta interessando anche la fibra primordiale del tessuto sociale, la famiglia, e per questa ragione si stanno sempre più diffondendo ed affermando attività quali la consulenza familiare, la terapia familiare, la mediazione familiare ed altre figure affini. Queste ultime definite relazioni d’aiuto, sono concepite come spazi d’incontro in cui le persone e le famiglie - che vivono momenti di crisi nel loro ciclo vitale e si percepiscono più incapaci nell’affrontare da sole le difficoltà - con la guida di esperti, si riappropriano delle loro capacità e responsabilità per scegliere al meglio per la propria vita senza delegare compiti a terzi (come, nei casi estremi, ad assistenti sociali, avvocati e giudici), ma recuperando un “sano protagonismo” nella vita personale, familiare e sociale. Quella su cui si discute maggiormente, anche perché nel nostro ordinamento a differenza di altri Paesi europei ancora manca una legge in materia, è la mediazione familiare.

 

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Autore: Margherita Marzario, docente, laureata con lode in giurisprudenza e perfezionata in legislazione minorile presso l'Università degli Studi di Bari. Già operatrice socio-culturale a titolo di volontariato, cultrice di scienze umane, collabora con le riviste giuridiche online Filodiritto e Diritto&Diritti.

Note:
[1] Giuseppina Strummiello, Il logos violato - La violenza nella filosofia, ed. Dedalo (2001), pp. 142-143

 

copyright © Educare.it - Anno IX, Numero 6, Maggio 2009


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