| PerAggressività
ovvero per comportamento aggressivo o problematico, s'intende
un particolare stato d'animo su base emotiva caratterizzato da
un'insieme di azioni dirette al male di una persona, o dell'ambiente,
tali da infliggere sofferenze di natura fisica o morale. I comportamenti
problema possono assumere le forme più varie e strane.
Dobbiamo identificare lo stato di disagio, un vissuto di inadeguatezza,
preoccupazione da parte del genitore o dell'educatore, di fronte
alle manifestazioni problematiche di alcuni bambini con deficit
perché questo è la prima cosa con cui occorre fare
i conti.
Nella
gamma dei comportamenti problematici ci sono gli atti autolesionistici
come mordersi le mani, le braccia, battere contro i mobili, strapparsi
i capelli, graffiarsi. Forme più difficili da gestire come
l'iperventilazione o le apnee. Altra forma di comportamento autolesionista
è quello di mettersi oggetti e sostanze non commestibili
in bocca. Con questi atti il soggetto provoca una violenza su
se stesso, mentre con gli atti aggressivi attacca, fisicamente
o verbalmente altre persone, oppure distrugge oggetti o li lancia.
Un altro tipo di comportamento problema sono le stereotipie, come
l'emettere ripetitivamente per lunghi periodi di tempo movimenti
o suoni, agitare le mani, dondolarsi, manipolare oggetti senza
un uso funzionale, lallare in continuazione ecc. Problemi relativi
all'ipersensorialità come tapparsi le orecchie con
rumori forti, oppure l'iperattività, con il continuo
muoversi nell'ambiente senza riuscire a fissare l'attenzione su
di un particolare. Questi ultimi non compromettono la sicurezza
del ragazzo, ma ne impediscono qualsiasi forma di apprendimento
e di relazione sociale. Altri comportamenti emergono quando il
soggetto di pone costantemente in una situazione di rifiuto nei
confronti dell'adulto, nella rigidità di certe abitudini
come tenere sempre le porte chiuse o toccare costantemente il
naso della mamma, di non accettare cambiamenti nei programmi stabiliti.
Qui abbiamo le reazioni emozionali eccessive di paura e
ansia (fobia per l'acqua, o per i corridoi, nel passaggio da un
ambiente ad un altro). Episodi di collera o di rabbia che danno
luogo a lunghissimi periodi di pianto e chiusura in sé
e rifiuto delle attività. Nell'aggressività
verbale troviamo le parolacce, le bestemmie e così
via. Abbiamo anche i comportamenti relativi alle pulsioni sessuali,
con la masturbazione ossessiva.
I
comportamenti problematici hanno una vasta gamma di manifestazioni
e una vasta gamma di cause scatenanti sia esterne che interne
al soggetto. Di fondo si crea l'impossibilità all'apprendimento
ed alla interazione sociale.
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Ma
quali sono le cause dei comportamenti problematici e aggressivi
e quali le conseguenze?
Analizzare
le problematiche relative all'aggressività ci porterebbe
immediatamente a fornire un ricettacolo di formule, metodi, orientamenti,
esercizi, norme da eseguire in modo più o meno preciso.
Questa esigenza è la nostra prima necessità affrontando
un tema così scottante.
A
parte le terapie farmacologiche e le ultime terapie nutrizionali
come le alte dosi di acido folico, il magnesio, i composti della
vitamina B6, o l'utilizzo della dimetilglicina DMG, o della sincretina
il problema è molto più ampio. Attenzione a non
confondere il problema dell'aggressività come un fatto
di stretta competenza del solo psicologo, o del solo neuropsichiatra
o del medico o del pedagogista, o dello psichiatra e del neurologo.
Questo comporterebbe un grosso errore in termini di intervento.
Il problema non è solo medico, come non è solo psicologico,
come non è solo cognitivo o neurologico; ma in realtà
coinvolge più figure professionali. Non si può affrontare
il problema da un solo punto di vista, perché spesso il
problema non si risolve, ma occorre un ottica interdisciplinare.
La
psicologia ci offre una chiara lettura di quelle che sono le normali
tappe evolutive dello sviluppo psico-affettivo.
Anna Freud, Winnicot, Malher sono tra gli autori più significativi
che hanno tracciato un profilo delle tappe evolutive che un bambino
compie nello sviluppo emotivo ed affettivo. Tutti sappiamo
come lo sviluppo corretto dell'emotività favorisca
l'apprendimento. Uno sviluppo emotivo inadeguato è
causa, nella maggior parte dei casi, di sofferenza e di inadeguatezza.
Mentre lo sviluppo cognitivo ed intellettivo è facilmente
identificabile nelle sue tappe evolutive, quello emotivo e affettivo
non è così definibile. La prima lettura che possiamo
dare dei comportamenti problematici è proprio quella classica
legata alle tappe emotive che il bambino ha raggiunto, o che non
è riuscito a sviluppare. Come pedagogista speciale potrei
riferirvi le varie chiavi di lettura, ma l'esperienza mi ha portato
a compiere anche altre considerazione ed a osservare tutti i lati
del problema. Un approccio che ritengo utile e fondamentale per
comprendere la causa dei comportamenti problematici viene dallo
studi delle neuroscienze su come funziona il cervello.
Nella
nostra trattazione lasceremo da parte le tappe evolutive affettive
ed emotive e cercheremo invece di analizzare i grossi condizionamenti
che si creano a livello neurologico nel manifestarsi dei comportamenti
problema, cercando di evidenziare come le emozioni e la gestione
delle stesse condizionino il soggetto. Questa scelta la ritengo
fondamentale perché la prima esigenza di chi quotidianamente
si confronta con le problematiche comportamentali è SI
quella di capire cosa fare, ma prima di tutto CAPIRE IL PERCHE'
AVVENGONO CERTI COMPORTAMENTI.
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BIBLIOGRAFIA
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vita di relazione, UTED, Milano,
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