Il
comportamento aggressivo, dunque, è parte integrante della
nostra esistenza come amare, respirare, pensare. Ciò che
fa la differenza, quello cioè che porta genitori e educatori
a rappresentarsi quest'aspetto come un problema sono la percezione
della frequenza dei comportamenti aggressivi, l'interpretazione
che si attribuisce a quei comportamenti, la gestione dell'esperienza
di relazione conflittuale, le sue conseguenze.
Se
il primo passo è quello di capire i motivi per i quali
i bambini mettono in atto comportamenti che chiaramente evocano
il desiderio di "togliere di mezzo" l'ostacolo (genitore, amici,
difficoltà, cose) il secondo, ma non in ordine di tempo,
è quello di comprendere come "gestire le situazioni difficili".
Inoltre
la contemporaneità dei livelli (pensiero e azione / capire
e agire) è ciò che complessifica ulteriormente questo
aspetto.
Non
si può cioè prendere del tempo per pensare e poi
del tempo per agire. Pensiero e azione s'intrecciano ineluttabilmente
e anche quando si pensa di non agire in realtà si agisce
la non azione. Quante volte si è desiderato che un dato
momento si fermasse, così da avere un po' di tempo per
capire cosa fare. Ma non è possibile e questo è
un vincolo da tenere in considerazione, pena il perpetuarsi dell'inefficacia
educativa; allenarsi alla gestione della contemporaneità
dei livelli è richiesto insistentemente dalle relazioni
quotidiane. Analogamente ci è chiesto di imparare ad imparare
dalle esperienze di relazione che reputiamo fallimentari per poter
insegnare poi ai nostri ragazzi ad imparare dalle proprie.
Tentare
di capire cosa significhi, in termini di comunicazione, comprendere
l'aggressività del bambino, non permette di differire la
gestione del comportamento e dei significati esso introduce nella
relazione.
Il
bambino che rifiuta un brutto voto, che non accetta di perdere
nel gioco, che s'inalbera davanti alle limitazioni, che insulta
il compagno o l'adulto racconta della sua gran fatica ad accettare
che il desiderio di essere adeguato in quella situazione venga
"deluso", ma racconta anche l'interpretazione di quello che significa,
per lui, essere adeguato nella relazione con l'altro e con se
stesso.
I
livelli di lettura del comportamento aggressivo possono essere
molteplici:
-
Cosa
significa che il bambino agisce questo tipo di comportamento
dal punto di vista relazionale.
-
Quali
sono le interpretazioni che l'adulto dà di quest'episodio
-
Quali
sono le risposte relazionali che il genitore/educatore mette
in campo per rispondere alla richiesta di significazione della
relazione portata dal bambino
Si
tratta di domande che richiedono di essere mantenute aperte prima,
durante e dopo la situazione che si è venuta a creare.
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