| Gli
studi sull'attenzione, in questi ultimi anni hanno seguito in
particolare due paradigmi di studio: quello cognitivista e quello
psicosociale.
La
teoria dell'elaborazione delle informazioni si è rivolta
soprattutto allo studio di componenti cognitive dell'attenzione
quali la selettività, la capacità e l'automatismo;
la prospettiva psicosociale ha considerato invece i condizionamenti
delle caratteristiche individuali e ambientali sui processi attentivi.
L'attenzione
può essere intesa come un filtro (Broadbent, 1958) o una
serie di filtri capaci di intervenire a vari livelli del processo
elaborativo per eliminare o attenuare l'analisi dell'informazione
irrilevante a vantaggio di quella rilevante (Deutsch, 1963; Teisman
1969), o come capacità generale (Kahneman, 1973) che può
essere allocata su diverse funzioni e operazioni nell'arco del
processo di elaborazione delle informazioni.
L'attenzione
è stata successivamente vista non più come un'entità
unica ma come pool di risorse (Norman, Bodrow, 1975) che possono
essere gestite a diversi livelli di economia e distribuite contemporaneamente
su più stadi elaborativi.
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