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STUDI E RIFLESSIONI

 

DISLESSIA EVOLUTIVA
E COMPORTAMENTO AGGRESSIVO

di Angela Maria Granara

Per approfondire...

Correlati comportamentali del soggetto dislessico

Scopo della ricerca

Gli studi sui Disturbi dell’Apprendimento, sono ancora ad uno stadio di ricerca.
Per questo, a tutt’oggi, varie e differenti, sono le ipotesi che intendono spiegare sia l’eziologia di tali disturbi, sia le eventuali conseguenze che da essi derivano.

La dislessia evolutiva è il disturbo specifico dell’apprendimento, più studiato.
E’ stato stimato che al 5% della popolazione mondiale (DSM-IV), appartenga questa difficoltà dell’apprendimento, vale a dire che almeno un bambino in ogni classe di ciascuna scuola, necessiti di aiuto per superare queste difficoltà e progredire nelle attività educative.

Vari autori ne hanno affrontato, le cause, i sottotipi, i criteri diagnostici, ma limitato spazio è stato invece dato, all’aspetto comportamentale e riabilitativo correlato a questo disturbo dell’apprendimento, sebbene in letteratura, si rileva che più dell’80% dei bambini con disturbi dell’apprendimento, presentano problemi sociali (Hazel, Schumaker, 1988).

Pochi a tutt’oggi, tuttavia, sono i ricercatori che hanno svolto indagini in questo settore.
Ackerman e Dykman, fondamentali per le loro ricerche in questo campo, dimostrarono che i disturbi più comuni che si sovrappongono ai DSA, sono disturbi comportamentali e di opposizione, affermando che nel 50% dei casi, i soggetti dislessici presentano anche un disturbo del comportamento.
Le cause di questa correlazione sono state studiate secondo visioni diverse nel tempo.

Come sottolineato da Rutter et al. nel 1970, ci sono tre possibilità:

  1. La dislessia è causata dal comportamento aggressivo
    Per cui il bambino all’entrata a scuola, già possiede quei disturbi comportamentali che impediranno l’acquisizione delle normali abilità di lettura.Questa ipotesi predirebbe che la delinquenza più tardiva, possa essere una conseguenza della continuazione del comportamento antisociale dell’adolescenza, piuttosto che della difficoltà di lettura di per se stessa.

  2. Il comportamento aggressivo è una conseguenza della dislessia
    Si inseriscono in questa visione le teorie che appartengono all’approccio basato sul concetto di frustrazione di Dollard e Miller. Questo approccio in opposizione alla teoria di matrice freudiana dell’aggressività come istinto primario, sostiene un rapporto di causa-effetto tra frustrazione e aggressività.
    Perciò, essendo la dislessia fonte di frustrazioni notevoli in classe e nel gruppo sociale di appartenenza, l’aggressività è ad essa correlata come effetto (Fattori, 1985).

  3. Dislessia e aggressività procedono parallelamente
    Sarebbero, dunque correlate, senza che la prima sia subordinata alla seconda o viceversa.

Esisterebbe, sostengono alcuni studiosi, un terzo fattore come uno svantaggio socioculturale che causi entrambe; oppure, suppongono altri (Gilger e collaboratori, 1992), può esistere un’eziologia genetica condivisa, o un sottotipo patologicamente congiunto, mediato geneticamente.

Il migliore studio per tentare una soluzione a tale nodo critico, sarebbe quello longitudinale. Tuttavia in letteratura pochi sono stati gli studi di questo tipo (Wadsworth, 1979; Maughan et al., 1985; McGee et al., 1986), e con dati difficilmente comparabili fra loro data la varietà delle misure adottate.
Inoltre, anche le ricerche longitudinali comportano dei limiti evidenti, quali il perdere un quantitativo significativo di dati nel corso delle ricerche, oltre, la necessità di un ben maggior lasso di tempo per svolgere tali studi.

Date queste premesse, appare evidente che la ricerca non può e non vuole, discutere al riguardo della causa eziologica della comorbilità.
Lo scopo della ricerca consiste nell’esaminare quantitativamente le relazioni tra disabilità di lettura e comportamenti aggressivi, in un campione di 358 alunni fra i 7 e i 14 anni, di Carloforte.

A tal fine, ci si propone oltre al rilevamento dell’incidenza della dislessia nella popolazione scolastica delle scuole elementari e medie inferiori, della cittadina, di verificare il grado di comorbilità fra disturbo di lettura e valenze aggressive..

L’obbiettivo di condurre a Carloforte tale analisi di tipo epidemiologico, deriva dal fatto che la cittadina è sospettata di possedere, delle caratteristiche peculiari, dovute ad un retroterra genetico e culturale diverso, rispetto alla globalità della Sardegna.
La condizione d’insularità, fanno si che la maggior parte dei matrimoni, avvenga ancora tra concittadini, spesso legati da lontani rapporti di parentela.
Tale caratteristica permette alla popolazione, di mantenere un patrimonio genetico proprio, ma anche di far perdurare nel tempo caratteristiche dialettali, tradizionali, culturali, derivanti dalla sua storia di antica colonia ligure e che ovviamente, regolano ogni rapporto, primo fra tutti quello educativo-formativo tra vecchie e nuove generazioni.

A tal fine si sono individuati i soggetti appartenenti ad una fascia di età fra i 7 e i 14 anni, a cui sottoporre i test Sartori e Faglioni, per l’individuazione della dislessia, in modo da verificare l’ipotesi di una diversa epidemiologia del disturbo nella cittadina sarda.
Ciò tenendo conto che stime recenti, dimostrano che il 5% dei bambini italiani (5,1% nella popolazione sarda), di cui 3 su 4 maschi, possiede tale difficoltà di apprendimento.

L’ipotesi che la popolazione scolastica di Carloforte a causa di tali particolarità, possieda delle caratteristiche diverse, non dovrà fermarsi alle sole valutazioni epidemiologiche sulla dislessia.
Una volta verificata l’incidenza del disturbo specifico di lettura, si procederà al secondo momento della ricerca, che si proporrà di esaminare il grado di comorbilità fra dislessia e aggressività, seguendo gli studi citati nei precedenti capitoli del nostro lavoro.

 

Autore: Angela Maria Granara è laureata in Scienze dell'Educazione ed opera come educatrice presso i Servizi Sociali di Carloforte. Ha avuto esperienze come insegnante di sostegno a soggetti con difficoltà di apprendimento ed insegna nella scuola di base con incarichi a tempo determinato.

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copyright © Educare.it - Anno II, Numero 9, Agosto 2002


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