| Nell'evoluzione
socioculturale dei diversi sistemi umani l'educazione è stata
sempre oggetto di rilevante speculazione di pensiero dal punto di
vista filosofico e antropologico e le prassi sottese alle diverse
teorizzazioni pedagogiche hanno contribuito a legare il processo
evolutivo delle persone in un intreccio vincolante con la norma
sociale, rappresentata dal sistema di giustizia formale.
La
Pedagogia Giuridica rappresenta quindi una branca specialistica
della Pedagogia Sociale che sulla base di postulati scientifici
ed epistemologici studia il rapporto tra individuo-gruppo e Diritto
e le implicazioni operative della competenza educativa negli interventi
giurisdizionali e istituzionali. Gli interventi giurisdizionali
chiamano spesso in campo la competenza pedagogica per l'applicazione
di istituti giuridici.
La
normative giuridiche italiane e straniere sono caratterizzate fortemente
da un bisogno di connotare la procedura di finalità educative
sul piano delle esecuzioni civili e penali, attraverso un rapporto
di interdipendenza e di integrazione tra due culture diverse, le
quali partono da filosofie distanti ma che convergono su obiettivi
comuni se pure con modalità differenziate. In questo incontro
di culture (giuridica e pedagogica) si ripropone l'antica dicotomia
"aiuto-controllo" che spesso ha prodotto tra le due aree di intervento
una dialettica complessa e affascinante. Il dato centrale di questa
complessità è rappresentato dal quesito su come sia
possibile avviare una relazione di aiuto educativo su mandato di
una committenza che svolge una funzione di controllo sociale. La
cultura in materia ha prodotto nel tempo importanti contributi sul
piano scientifico, in particolar modo sulla relazione educativa
tra vincolo giuridico e progettualità pedagogica. In campo
criminologico, ad esempio, viene dato grande risalto alla pedagogia
come risorsa ai progetti destinati alle fasce devianti, sempre che
la relazione educativa non si riduca come elemento di utilizzo valutativo
da parte del sistema di giustizia formale. I continui richiami giuridici
alla competenza pedagogica, la letteratura e i contributi scientifici
in materia hanno prodotto la necessità di individuare prassi
operative di confronto, che basandosi su fondamenti epistemologici
sono alla base della pedagogia giuridica, la quale si fonda su paradigmi
teorico-operativi che fanno entrare tale competenza in un modello
di intervento specialistico.
Il
modello di riferimento che si pone
all'attenzione dell'interlocutore richiama alla sintesi di diversi
paradigmi psicopedagogici inerenti la relazione educativa in un
intreccio armonioso di pensiero che spazia dal contributo di Jean
PIAGET (nelle opere dedicate all'applicazione dell'epistemologia
alle scienze umane) ai contributi di John DEWEI, che attraverso
il concetto di esperienza, intesa nel senso più lato, comprende
quindi tutte le possibili relazioni che l'individuo vivente si costruisce
in rapporto all'ambiente naturale e sociale in cui vive. DEWEI ha
trasferito questa concezione dell'esperienza nell'azione educativa
in un'ottica di Pedagogia Mesologia (quella che studia il rapporto
tra l'uomo e l'ambiente) e Pedagogia Nosologica, riferita ala Pedagogia
della Personalità di G. BUDDE, intesa come sintesi
di Pedagogia Sociale e Pedagogia Individuale. Il paradigma teorico
che più si avvicina al citato complesso modello pedagogico,
sul piano psicologico è rappresentato dall'approccio sistemico-relazionale,
in considerazione che, in tale ambito di intervento specialistico,
la pedagogia si muove in un quadro di sistemi viventi, in cui è
centrale il concetto di azione umana nel terreno di una complessità
vincolante e vincolata e di interazioni autopoietiche; ciò
per consentire un adeguato habitat cognitivo di tipo pedagogico
ai destinatari degli interventi giurisdizionali. L'autoreferenzialità
in tal senso costituisce il punto centrale della relazione educativa,
intesa come azione diretta e consapevole del soggetto che interagisce
dinamicamente col sistema di riferimento. Il nucleo fondamentale
del modello che si propone viene rappresentato dal concetto di pedagogia
rivalutativa ossia il presupposto teorico che traduce l'intervento
educativo in risorsa nel processo di aiuto alla persona pur in presenza
di vincoli giuridici, in alternativa al concetto di prospettiva
correzionale della pedagogia.
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Un ultimo punto riguarda i riferimenti
normativi nell'ambito dei quali si esplicita la competenza
della pedagogia giuridica, che si presentano estesi e molteplici
dal campo civile a quello penale; si citano di seguito i principali.
-
Area della Giurisdizione Civile: adozioni, affidi,
mediazione familare in presenza di procedimenti di separazione
e divorzio (legge sull'adozione nazionale e internazionale,
legge sul diritto di famiglia).
Particolarmente
rilevante nella fase attuale è la pratica della Mediazione
che si configura come una nuova risorsa al servizio della persona
e della comunità. L'intervento di Mediazione è applicabile
ai diversi contesti: familiare, scolastico, sociale, giuridico.
La Mediazione Familiare è un percorso per la riorganizzazione
delle relazioni familiari in fase o in seguito a procedimenti di
separazione e divorzio; Il Mediatore è un terzo neutrale
che accompagna e assiste la coppia in un processo negoziale finalizzato
al raggiungimento di accordi equi e soddisfacenti per le parti,
che riguardano i diversi aspetti della vicenda separativa: affido
dei figli, termini economici e patrimoniali. La Mediazione, in effetti,
attiva uno spazio protetto di ascolto e confronto, dando voce a
quegli aspetti emotivi e relazionali che le parti non hanno possibilità
di esprimere nell'esecuzione giurisdizionale.
-
Area Penale: Esperti in pedagogia ai sensi ex
art. 80 legge penitenziaria n° 354/75 e successive modifiche
e integrazioni: esempio leggi Gozzini e Simeoni sull'esecuzione
delle misure alternative alla detenzione.
R.D.
1404 del 1934, istitutivo del Tribunale per i Minorenni, la dove
prevede che tra i componenti privati del collegio giudicante vi
siano esperti in pedagogia. Esperti in pedagogia sono previsti altresì
nei Servizi e Istituti di competenza dell'amministrazione della
Giustizia Minorile e nelle équipe multidisciplinari operanti
presso i Tribunali per i Minorenni per la valutazione dell'idoneità
delle coppie adottanti.
La
Pedagogia Giuridica si connota come strumento scientifico che adotta
prassi operative inerenti la competenza educativa negli interventi
giurisdizionali civili e penali. Un modello di riferimento operativo
di questa branca specialistica consiste fondamentalmente nell'attivare
adeguati dispositivi pedagogici in relazione ai processi di aiuto
destinati ai soggetti in difficoltà, destinatari di provvedimenti
penali e per i quali si richiedono interventi di reinserimento socio-educativo.
Un ulteriore campo di applicazione della Pedagogia Giuridica è
rappresentato dalla necessità della competenza educativa
in sede civile: adozioni, affidi, separazioni e divorzi ( C.T.U.
e C.T.P.). La Pedagogia Giuridica, in sintesi, intende risaltare
la competenza educativa in rapporto al Diritto, adottando come approccio
il modello rivalutativo che riconosce i soggetti protagonisti attivi,
in alternativa al modello correzionale. torna
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