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STUDI E RIFLESSIONI

 

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PEDAGOGIA GIURIDICA
(prima parte)
il quadro di riferimento teorico e i campi di applicazione

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Parte del presente testo è stata pubblicata in "Quaderni di Pedagogia Giuridica", anno 1, n° 0, maggio/giugno 2001, Rivista del Centro Studi "HOLOS" di Siracusa

di Emanuele Esposito

 

Prima parte:
Modello di riferimento
Riferimenti normativi

Seconda parte:
L'indirizzo fenomenologico
L'indirizzo integrale
Modelli di giustizia
Situazione attuale

 

Parlare di pedagogia giuridica apparentemente sembra un concetto quantomeno insolito e astratto, l'obiettivo di questo nuovo approccio di intervento non è tanto o solo sfatare tale concetto, anche quello di analizzare un rapporto complesso e di interconnessioni operative e culturali che riguardano la competenza educativa in rapporto al Diritto.

 

Nell'evoluzione socioculturale dei diversi sistemi umani l'educazione è stata sempre oggetto di rilevante speculazione di pensiero dal punto di vista filosofico e antropologico e le prassi sottese alle diverse teorizzazioni pedagogiche hanno contribuito a legare il processo evolutivo delle persone in un intreccio vincolante con la norma sociale, rappresentata dal sistema di giustizia formale.

La Pedagogia Giuridica rappresenta quindi una branca specialistica della Pedagogia Sociale che sulla base di postulati scientifici ed epistemologici studia il rapporto tra individuo-gruppo e Diritto e le implicazioni operative della competenza educativa negli interventi giurisdizionali e istituzionali. Gli interventi giurisdizionali chiamano spesso in campo la competenza pedagogica per l'applicazione di istituti giuridici.

La normative giuridiche italiane e straniere sono caratterizzate fortemente da un bisogno di connotare la procedura di finalità educative sul piano delle esecuzioni civili e penali, attraverso un rapporto di interdipendenza e di integrazione tra due culture diverse, le quali partono da filosofie distanti ma che convergono su obiettivi comuni se pure con modalità differenziate. In questo incontro di culture (giuridica e pedagogica) si ripropone l'antica dicotomia "aiuto-controllo" che spesso ha prodotto tra le due aree di intervento una dialettica complessa e affascinante. Il dato centrale di questa complessità è rappresentato dal quesito su come sia possibile avviare una relazione di aiuto educativo su mandato di una committenza che svolge una funzione di controllo sociale. La cultura in materia ha prodotto nel tempo importanti contributi sul piano scientifico, in particolar modo sulla relazione educativa tra vincolo giuridico e progettualità pedagogica. In campo criminologico, ad esempio, viene dato grande risalto alla pedagogia come risorsa ai progetti destinati alle fasce devianti, sempre che la relazione educativa non si riduca come elemento di utilizzo valutativo da parte del sistema di giustizia formale. I continui richiami giuridici alla competenza pedagogica, la letteratura e i contributi scientifici in materia hanno prodotto la necessità di individuare prassi operative di confronto, che basandosi su fondamenti epistemologici sono alla base della pedagogia giuridica, la quale si fonda su paradigmi teorico-operativi che fanno entrare tale competenza in un modello di intervento specialistico.

Il modello di riferimento che si pone all'attenzione dell'interlocutore richiama alla sintesi di diversi paradigmi psicopedagogici inerenti la relazione educativa in un intreccio armonioso di pensiero che spazia dal contributo di Jean PIAGET (nelle opere dedicate all'applicazione dell'epistemologia alle scienze umane) ai contributi di John DEWEI, che attraverso il concetto di esperienza, intesa nel senso più lato, comprende quindi tutte le possibili relazioni che l'individuo vivente si costruisce in rapporto all'ambiente naturale e sociale in cui vive. DEWEI ha trasferito questa concezione dell'esperienza nell'azione educativa in un'ottica di Pedagogia Mesologia (quella che studia il rapporto tra l'uomo e l'ambiente) e Pedagogia Nosologica, riferita ala Pedagogia della Personalità di G. BUDDE, intesa come sintesi di Pedagogia Sociale e Pedagogia Individuale. Il paradigma teorico che più si avvicina al citato complesso modello pedagogico, sul piano psicologico è rappresentato dall'approccio sistemico-relazionale, in considerazione che, in tale ambito di intervento specialistico, la pedagogia si muove in un quadro di sistemi viventi, in cui è centrale il concetto di azione umana nel terreno di una complessità vincolante e vincolata e di interazioni autopoietiche; ciò per consentire un adeguato habitat cognitivo di tipo pedagogico ai destinatari degli interventi giurisdizionali. L'autoreferenzialità in tal senso costituisce il punto centrale della relazione educativa, intesa come azione diretta e consapevole del soggetto che interagisce dinamicamente col sistema di riferimento. Il nucleo fondamentale del modello che si propone viene rappresentato dal concetto di pedagogia rivalutativa ossia il presupposto teorico che traduce l'intervento educativo in risorsa nel processo di aiuto alla persona pur in presenza di vincoli giuridici, in alternativa al concetto di prospettiva correzionale della pedagogia.

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Un ultimo punto riguarda i riferimenti normativi nell'ambito dei quali si esplicita la competenza della pedagogia giuridica, che si presentano estesi e molteplici dal campo civile a quello penale; si citano di seguito i principali.

  • Area della Giurisdizione Civile: adozioni, affidi, mediazione familare in presenza di procedimenti di separazione e divorzio (legge sull'adozione nazionale e internazionale, legge sul diritto di famiglia).

Particolarmente rilevante nella fase attuale è la pratica della Mediazione che si configura come una nuova risorsa al servizio della persona e della comunità. L'intervento di Mediazione è applicabile ai diversi contesti: familiare, scolastico, sociale, giuridico. La Mediazione Familiare è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in fase o in seguito a procedimenti di separazione e divorzio; Il Mediatore è un terzo neutrale che accompagna e assiste la coppia in un processo negoziale finalizzato al raggiungimento di accordi equi e soddisfacenti per le parti, che riguardano i diversi aspetti della vicenda separativa: affido dei figli, termini economici e patrimoniali. La Mediazione, in effetti, attiva uno spazio protetto di ascolto e confronto, dando voce a quegli aspetti emotivi e relazionali che le parti non hanno possibilità di esprimere nell'esecuzione giurisdizionale.

  • Area Penale: Esperti in pedagogia ai sensi ex art. 80 legge penitenziaria n° 354/75 e successive modifiche e integrazioni: esempio leggi Gozzini e Simeoni sull'esecuzione delle misure alternative alla detenzione.

R.D. 1404 del 1934, istitutivo del Tribunale per i Minorenni, la dove prevede che tra i componenti privati del collegio giudicante vi siano esperti in pedagogia. Esperti in pedagogia sono previsti altresì nei Servizi e Istituti di competenza dell'amministrazione della Giustizia Minorile e nelle équipe multidisciplinari operanti presso i Tribunali per i Minorenni per la valutazione dell'idoneità delle coppie adottanti.

La Pedagogia Giuridica si connota come strumento scientifico che adotta prassi operative inerenti la competenza educativa negli interventi giurisdizionali civili e penali. Un modello di riferimento operativo di questa branca specialistica consiste fondamentalmente nell'attivare adeguati dispositivi pedagogici in relazione ai processi di aiuto destinati ai soggetti in difficoltà, destinatari di provvedimenti penali e per i quali si richiedono interventi di reinserimento socio-educativo. Un ulteriore campo di applicazione della Pedagogia Giuridica è rappresentato dalla necessità della competenza educativa in sede civile: adozioni, affidi, separazioni e divorzi ( C.T.U. e C.T.P.). La Pedagogia Giuridica, in sintesi, intende risaltare la competenza educativa in rapporto al Diritto, adottando come approccio il modello rivalutativo che riconosce i soggetti protagonisti attivi, in alternativa al modello correzionale. torna indietro

 

Autore: Emanuele Esposito è laureato in Pedagogia, si è specializzato in Criminologia Clinica e in Mediazione Familiare e Sociale. E’ socio ordinario della Società Italiana di Criminologia e dell’Associazione Internazionale dei Mediatori Sistemici. Opera attualmente come Pedagogista Criminologo a Salerno ed è Consulente e Formatore per Enti Pubblici e privati. Responsabile per l’area Sud-Italia del Centro Studi psico-pedagogico a orientamento gestaltico "HOLOS".

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copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001


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