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Premettiamo che la "cura", qui, è intesa non nel senso scientifico o medico, ma nel senso heideggeriano dove l'essere dell'Esserci è "cura". E poiché all'Esserci appartiene, in linea essenziale, l'essere-nel-mondo, "il suo modo è essenzialmente il "prendersi cura". Egli stesso ci dice che "La condizione esistenziale della possibilità delle preoccupazioni della vita e della dedizione deve essere concepita come Cura in senso originario, cioè ontologico". Essa fa parte del nostro essere gettati nel mondo e fonda ogni nostra occupazione, in quanto nel suo fondamento l'Esserci è "cura". "L'uomo si prende cura, ha cura, perché è Cura". Essa, è dunque intesa in senso ontologico, esistenziale, ci descrive l'uomo come relazione di prossimità e di incontro con le cose e con l'altro, in un mondo che è già dato come mondo in comune e che ci occupa prima della nostra scelta di occuparcene o meno. In questo senso, ogni circostanza di vita è resa possibile dalla "cura". E' in questa prospettiva che l'essere dell'Esserci del Piccolo Principe è cura in senso ontologico e autentico, è in gioco l'esistenza della rosa, del pianeta, del vulcano.
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L'autrice: Maria Luisa Aru è pedagogista ad Oristano.
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