Gli esseri umani vengono al mondo con una specifica
predisposizione a percepire i suoni del linguaggio; non esiste nessun altro
stimolo uditivo che percepiamo con lo stesso grado di precisione nella medesima
unità di tempo. Tutti i bambini, tranne quelli che presentano forme più o meno
accentuate di ritardo cognitivo (o articolatorio/motorio), entro i tre - massimo
quattro - anni di età, acquisiscono la piena capacità di comprendere e
produrre il linguaggio.
Dato che ogni piccolo cresce e matura secondo un proprio
ritmo di vita peculiare, non è sempre facile stabilire se presenta anomalie e
difficoltà evolutive, soprattutto se non si possiedono sufficienti elementi di
giudizio (dati anamnestici sulla storia pregressa del piccolo, eventuali
disturbi dell’udito di varia entità, otiti in tenera età...).
Tali dati sono
molto importanti perché aiutano a definire un quadro medico - diagnostico delle
eventuali difficoltà che il bambino ha affrontato, difficoltà che possono
averlo privato di sufficienti stimoli linguistici provenienti dal mondo esterno.
Ci sono, però, situazioni nelle quali il bambino non ha fatto esperienza di
"ostacoli" anatomo - fisiologici alla stimolazione linguistica, bensì
relazionali.