HOME

STUDI E RIFLESSIONI

 

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

SENTI CHI (NON) PARLA
riflessioni sul legame tra esperienze relazionali precoci
e ritardo dello sviluppo linguistico

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

di Maria Beatrice Nava

   

Gli esseri umani vengono al mondo con una specifica predisposizione a percepire i suoni del linguaggio; non esiste nessun altro stimolo uditivo che percepiamo con lo stesso grado di precisione nella medesima unità di tempo. Tutti i bambini, tranne quelli che presentano forme più o meno accentuate di ritardo cognitivo (o articolatorio/motorio), entro i tre - massimo quattro - anni di età, acquisiscono la piena capacità di comprendere e produrre il linguaggio.

Dato che ogni piccolo cresce e matura secondo un proprio ritmo di vita peculiare, non è sempre facile stabilire se presenta anomalie e difficoltà evolutive, soprattutto se non si possiedono sufficienti elementi di giudizio (dati anamnestici sulla storia pregressa del piccolo, eventuali disturbi dell’udito di varia entità, otiti in tenera età...).
Tali dati sono molto importanti perché aiutano a definire un quadro medico - diagnostico delle eventuali difficoltà che il bambino ha affrontato, difficoltà che possono averlo privato di sufficienti stimoli linguistici provenienti dal mondo esterno.

Ci sono, però, situazioni nelle quali il bambino non ha fatto esperienza di "ostacoli" anatomo - fisiologici alla stimolazione linguistica, bensì relazionali.  

leggi articolo completo

 

copyright © Educare.it - Anno III, Numero 3, Febbraio 2003


Educare.it - Rivista on line - Registrazione n. 1418 Tribunale di Verona del 21.11.2000